Stesso Mertens, nuovo Napoli: il belga a tre gol da Maradona

Dries Mertens non si smentisce, nemmeno stavolta. Il Napoli se lo gode, in quella veste che per dimensioni non gli apparterebbe ma che il calcio di oggi pare gli abbia ritagliato addosso. Due reti da centravanti vero, tanto gioco per la squadra e una libertà di movimento inedita che impedisce alla difesa della Sampdoria di limitarne l’azione.
Con queste, fanno in totale 112 con la maglia azzurra che gli permettono di insidiare sempre di più Diego Armando Maradona che dista sole tre lunghezze nella classifica all-time dei marcatori del club.
Perfino Hamsik, primo a 121, sembra tutt’altro che inarrivabile. Un altro passo verso la storia allora, con i napoletani che si preparano a tributargli gli omaggi che merita. Perché Mertens ha sempre avuto un rapporto speciale con la città, a differenza di tanti altri campioni lui l’ha capita: spesso con quelle spalle piccole è riuscito a portare il peso di responsabilità enormi, senza tremare.
Così si è meritato un nome tutto suo, Ciro, da scugnizzo.
Insomma, a guardare il tabellino si direbbe sempre lo stesso Mertens, ma qualche novità c’è, al di là del biondo platino che ora gli colora la testa in modo un po’ insolito. L’ispirazione per i suoi gol arriva dai nuovi acquisti, che Carlo Ancelotti non attende a schierare in campo. Di Lorenzo serve perfettamente il suo attacco al primo palo, Llorente per lui si toglie le vesti di ariete d’area di rigore e gli appoggia un pallone soltanto da spingere in porta.
“Il miglior allenamento per un calciatore è la partita, così entra in condizione prima e si favorisce l’affiatamento con i compagni”: l’allenatore l’aveva detto in conferenza stampa e non ha atteso troppo per buttarlo nella mischia alla prima occasione utile. Il suo ingresso ha dato un riferimento all’attacco del Napoli e nonostante la presenza fisica ha saputo indirizzare in modo efficace la manovra offensiva quando si è trovato a giocare la palla.
on Milik in fase di recupero e Llorente soltanto all’inizio di un percorso di integrazione nelle richieste di Ancelotti, come al solito Mertens si dimostra sempre l’opzione più affidabile. Impossibile farne a meno, in questo momento della stagione: d’altronde, un Dries che segna non si cambia.

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