Gli interventi di Luigi Delneri, Sandro Mazzola, Giovanni Lodetti, Vincenzo Montefusco e Faustino Canè a Radio Punto Nuovo

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Luigi Delneri, ex allenatore di Juventus e Verona: “Il 4-4-2 è diventato caro anche ad altri allenatori, come Ancelotti. Il Napoli ha più palleggiatori, il mio Chievo aveva Corradi e Marazzina. Si tratta di scelte, la punta alta di peso dà un’ulteriore soluzione di gioco perché non sempre si può uscire palla al piede. Quindi la palla profonda per la punta alta può aiutare. Corini era il nostro fulcro mentre Perrotta era il nostro guastatore per così dire, avevano tanta qualità. Ma a fare la differenza era la difesa: molto coesa, c’era sintonia. La grande vittoria di quel periodo fu la fase difensiva. Esperienza in Portogallo? Le idee portate da un allenatore in una squadra campione d’Europa non era facile. Forse non ho insistito nemmeno io. Non per niente quell’anno il Porto cambiò 4-5 allenatori. Alla Juve è stato diverso, ho perso dei giocatori importanti come Quagliarella, Iaquinta e De Ceglie. Saremmo potuti arrivare terzi o quarti, ma non dovevamo arrivare settimi. C’erano giocatori di qualità e fu un’esperienza importante. Si porta sempre avanti quell’idea di una squadra vincente, che tenga alto il nome. Non è facile per Sarri ripetersi, ciò che feci al Chievo l’ho ripetuto in parte alla Sampdoria ma non si potè rifare tutto. Poi quando si hanno dei campioni il discorso cambia, Maurizio cercherà otterrà il massimo da ogni elemento e sono sicuro che ce la farà perché ha una grande cultura calcistica. Tra le piazze più calde che ho seguito c’è sicuramente anche Nocera, c’era una partecipazione notevole dell’ambiente. Sono stati campionati che mi hanno insegnato molto a resistere in piazze così. Pronostico per Juve-Verona? Penso che la Juve vinca, massimo rispetto per il Verona ma i bianconeri non possono fallire”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Sandro Mazzola, ex calciatore dell’Inter: “Il rapporto con Rivera? Mi ricordo una reazione alla prima riunione del sindacato, eravamo alla stazione centrale di Milano. I tifosi dell’Inter mi dicevano di non camminare vicino a lui o sullo stesso marciapiedi, e lo stesso facevano quelli del Milan con Rivera. Mi ricordo il primo derby, Meazza ci riunì tutti e disse: “Ho sulla coscienza una cosa: ho giocato nel Milan un anno, ero senza soldi ed ero disperato”. Aveva un tocco fantastico, si allenava con il terzo portiere e la metteva dove voleva. Il derby più bello è stato quando avevamo bisogno di vincere, vidi che mancava poco e riuscii a far gol. Pronostico? Sarà un 2-1, di sicuro segnerà Lukaku ma io non ho mai giocato con un centravanti così grosso”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Giovanni Lodetti, ex calciatore del Milan: “Mazzola era sgusciante in quel periodo, ma fu un periodo meraviglioso per il calcio italiano: c’era lui, Rivera, Riva. Il mio derby più bello? Ricordo che andai a vedere l’Inter che affrontava la Dinamo Bucarest e avevano vinto 6-1, così dissi ai miei amici: “Io non vengo”, ma poi alla fine ne feci due! Stasera sarà un derby strano, entrambe le squadre sono in difficoltà. Sarà un derby di timore, ma non si può fare un pronostico preciso. Direi 3-1 per noi se Mazzola crede che vinceranno loro”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Vincenzo Montefusco, ex calciatore e allenatore del Napoli: “Questo Napoli mi piace, ma ho un dubbio. Deve sfruttare più il centrocampo con qualche elemento in più, perché così ci sono dei calciatori fuori posizione come Insigne che arriva a sacrificarsi troppo. Ho visto Elmas e devo ammettere che ha le caratteristiche che avevo io. I miei auguri a Cané? Inutile farglieli, tanto ci vediamo tra qualche ora. Se i grandi campioni come Cané e Rivera si fossero allenati con le modalità attuali, avrebbero avuto sicuramente un marcia in più”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Faustino Cané, ex calciatore del Napoli: “Io fenomeno? Ero un semplice portatore di mattoni in campo, forse ne portavo qualcuno in più. Montefusco si comportava bene quando eravamo in stanza, quando sono arrivato io lui e Iuliano giocavano con la primavera e poi sono cresciuti con me. Quando arrivai dicevano che ero un pacco, ma ho sempre creduto nelle mie forze. Più forte Cané o Lozano? Direi Cané (ride, ndr). La mia carriera a Napoli è dipesa anche da questi grandi amici. Con Vinicio mi sono divertito molto, a Pesasola devo tutto: se non fosse stato per lui non sarei qui forse. Compiere 80 anni mi dà una sensazione di vita eterna. Ai miei tempi era difficile giocare oltre i 35 anni come ho fatto io, poi al giorno d’oggi si fanno triplette ogni domenica mentre prima non era così. Prima era molto più bello, i giocatori stavano in mezzo alla gente”.

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