EDITORIALE – Corsi e ricorsi storici tra Napoli e Juve nelle finali di Coppe nazionali

Il fato ha voluto mettere, ancora una volta, di fronte in una finale secca di Coppa italiana  le due formazioni rivali per antonomasia, ossia Napoli e Juventus, che mercoledì sera si sfideranno all'”ultimo sangue” per la conquista del primo trofeo nazionale di questa stagione. Dal 1990 ad oggi, azzurri e bianconeri si sono affrontati già quattro volte per aggiudicarsi una Coppa, quella di dopodomani, dunque sarà la quinta. Nei quattro precedenti, di cui tre in Supercoppa  italiana  ed uno nella manifestazione tricolore del nostro paese, i partenopei conducono per 3 a 1. Infatti il Napoli si è aggiudicato il trofeo nell’unica finale di Coppa Italia contro la vecchia Signora nel maggio del 2012, quando Cavani ed Hamisik, su rigore, inflissero la prima sconfitta stagionale alla squadra campione d’Italia e quindi due Supercoppe d’Italia, la prima, appunto nel 1990, al San Paolo, fresco del secondo scudetto, allorquando sconfisse i nemici di sempre con un perentorio 5 a 1 finale. La seconda nel dicembre del 2014 a Doha in Qatar, allorché gli uomini, all’epoca allenati da Rafa Benitez vinsero la gara dopo una lunga lotteria dei rigori, dato che i tempi regolamentari e quelli supplementari finirono in parità per 2 a 2, in virtù delle doppiette di Tevez ed Higuain.  Unico k o fu quello noto a tutti di Pechino dell’agosto 2012. Anche in quell’occasione il match si chiuse dopo i 90 minuti sul 2 a 2. Nell’extra- time i bianconeri si imposero per 4 a 2. Un risultato che grida ancora vendetta in quanto falsato dagli orrori arbitrali di Mazzoleni. Dopodomani, dunque, si replica, per la seconda finale di Coppa Italia della storia di queste due formazioni. Come sempre l’undici non colorato parte favorito, ma se la Juve di Sarri è quella vista ultimamente a Torino contro il Milan in semifinale, ci sono buone speranze per gli uomini di mister Gattuso. Tuttavia con i se e con i ma non si va da  nessuna parte. Sta di fatto che entrambe le contendenti sembrano non ancora al meglio della condizione in seguito al lunghissimo stop dovuto all’emergenza sanitaria. Il Napoli dovrà gettare innanzitutto il cuore oltre l’ostacolo, poi sarà obbligato a dare l’anima in campo per rimediare ad una stagione che si annunciava sotto ben altri auspici e che invece ha rischiato con la gestione Ancelotti di tramutarsi in un autentico fallimento. L’arrivo di Ringhio al capezzale degli azzurri,  per fortuna, ha rimesso a posto la situazione facendo risalire la deludente classifica lasciata dall’allenatore, oggi all’Everton. Il tecnico calabrese ha trasmesso ai suoi ragazzi tutta la sua grinta e il carattere che ha sempre avuto. Prima dello stop forzato i partenopei avevano, infatti, inanellato una serie di prestigiosi successi contro le grandi., dimostrando  di aver raggiunto un’ottima condizione di forma che lasciava presagire un futuro roseo. Invece il covid 19 si è messo di mezzo ed ha scombussolato tutto. Mercoledì, di certo, sarà dura e sarà partita vera, pur senza pubblico, come del resto è stata quella con l’Inter. Se non subentreranno fattori esterni come in Cina, il Napoli ha le carte in regola per regalare una grandissima soddisfazione ai suoi tifosi ed un dispiacere al grande ex in panchina. Almeno questo è l’augurio che l’Italia anti juventina ha in cuor suo.  Davanti alla Tv di stato ci saranno sicuramente oltre 10 milioni di italiani che tiferanno per i colori azzurri e bianconeri. Chi la spunterà è difficile dirlo, tuttavia, sognare non costa nulla!

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