Le 5 regole del Metodo Gattuso che hanno cambiato il Napoli

In un fine settimana che ha sorpreso in negativo per il rendimento di alcune big (leggi Lazio e Inter) c’è una squadra capace invece di mantenere alto il proprio rendimento, anche se magari al campionato questo Napoli ha ben poco da chiedere. Il merito è del Metodo Gattuso, con un tecnico che continua a stupire chi non lo conosce, dando un senso alla stagione azzurra. Un senso che prima questa stagione non aveva. Le regole del Metodo non sono segreti, ma la differenza la fa il modo coerente con il quale in gruppo le sta seguendo, frutto del carisma e della credibilità di un tecnico e del suo staff.

LAVORO E POCHE CHIACCHIERE

Dopo la sconfitta di Bergamo, Gattuso si è arrabbiato tanto non per la partita persa, ma per il modo. Prendere un gol stando a discutere in campo è frutto di superficialità e di una mentalità non ancora giusta. Il lavoro di preparazione, in allenamento, diventa fondamentale. Da venerdì a domenica ha “bombardato” nella testa i suoi e domenica sera contro la Roma i risultati si sono visti subito.

CHI SGARRA PAGA E POI…

… rinasce. L’esempio più clamoroso è quello di Hirving Lozano. Il messicano un giorno è stato mandato a farsi la doccia prima del tempo, ma ha capito la lezione e da allora sta meritandosi sempre più spazio. La punizione non fine a se stessa, ma esempio per rispettare l’allenamento del gruppo, che rimane sacro.

ADDESTRAMENTO PER TUTTI

Il Metodo prevede che in allenamento le esercitazioni tattiche siano per tutti. Così nessuno si sente escluso e ognuno quando entra sa quello che deve fare. Su tutti gli esempi di Lozano e Younes, che contro Verona e Spal sono entrati e hanno segnato su schema. Risultati che così aumentano l’autostima di ogni giocatore. Infatti parliamo di due che, per motivi diversi, a gennaio erano realmente in coda a un gruppo, che ancora non pareva tale.

IL PALLEGGIO COME MANTRA

All’inizio, era gennaio, una papera di Ospina con i piedi portò alla sconfitta (immeritata) in campionato con la Lazio all’Olimpico, con gol di Immobile. Ma Gattuso non ha mai mollato e, allenamento dopo allenamento, ha portato il Napoli a diventare sicuro nel palleggio dal basso, che è diventato -tatticamente parlando – il marchio di questa squadra. A costo di rischiare, la squadra costruisce sempre l’azione dalla propria area e questo ha fatto aumentare l’autostima di un gruppo che ora in fase difensiva compie sempre meno errori.

È GIÀ INIZIATA LA NUOVA STAGIONE

E questo è l’ultimo capolavoro di Gattuso, anche se andrà verificato nelle prossime gare. Aver trasformato un punto di debolezza in una leva. Nel senso che dopo la vittoria della Coppa Italia e il quarto posto non più perseguibile era difficile trovare stimoli in questo campionato, specie per la sconfitta con l’Atalanta. Invece il tecnico ha tramutato queste nove partite (ora otto) non solo preparazione alla sfida Champions col Barcellona, ma verifica per capire chi farà ancora parte del progetto futuro e chi no. E siccome, come dice Mertens, questa prospettiva diventa quanto mai interessante, ecco che tutti vogliono avere un ruolo e continuano a dare il massimo.

Maurizio Nicita – Gazzetta.it

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