Corbo: Ieri si è rivisto il Napoli che non sapeva controbattere le squadre ammucchiate in difesa”

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Antonio Corbo, giornalista. Si è parlato del Napoli.
“Ieri c’è stato un problema tattico, si è rivisto il Napoli di non molto tempo fa che non sapeva controbattere le squadre ammucchiate in difesa, a centrocampo tanti passaggi ma pochi tiri in porta. Koulibaly e Maksimovic hanno secondo me deluso, il primo è parso distratto e a volte sembra che voglia imitare Beckenbauer, ha commesso l’errore decisivo sul gol. Questa è una squadra che non può non capire che per vincere dev’essere compatta, senza sbilanciarsi, non credere nel possesso palla insistito e fare tutto in velocità. Invece ieri si è palleggiato senza concludere niente. Lobotka? Protagonista di ieri, ha messo in vista tutto il campionario di passeggetti.
Gattuso ha fatto cose meravigliose ma è ricaduto in qualche errore, proprio per la stima nei suoi confronti vanno sottolineati. In una partita come questa era inutile insistere su Hysaj, non c’era niente da difendere. Anche Insigne non andava messo in campo, era ben lontano dalla sua forma specie per una partita che richiedeva dribbling sull’uomo. La squadra si è risollevata quando ha potuto godere degli spazi. Lobotka mi è sembrato proprio un inno all’inutilità, ha una inspiegabile caparbietà nel fare passaggetti. Lo stesso Demme è fragilino.
Nel calcio bisogna ragionare, capire, valutare. Serviva creare varianti tattiche, magari farseli venire addosso per impostare delle ripartenze. Una cosa che ci ha lasciato Ancelotti e che molti non hanno imparato è la variante tattica: certe sue mosse cambiavano tutto. Ora invece il Napoli cambia giocatore su giocatore, non si crea la variante tattica. Sono sicuro che Gattuso, che ha tanta voglia di migliorare, riuscirà a realizzarla.
Coprifuoco? Stiamo vivendo un momento tragico, perché al dramma si aggiungono questi provvedimenti illogici. Che differenza c’è se esco di casa per andare a Sorrento o per andare a Caserta o Avellino? Sono gli stessi chilometri. Andrebbe convinto De Luca ad evitare la teatraltà per parlare di restizioni. Ormai la gente si è abituata ad ascoltarne i discorsi non per comprenderne la drammaticità ma per aspettare il momento teatrale. La situazione è veramente difficile, serve massima prudenza. Bisognerebbe parlare in maniera semplice, senza fare teatro.
I personaggi straeletti sono quelli da monologo, anche Salvini mi ricorda De Luca. Hanno successi momentanei, la politica va fatta con maggiore semplicità. Non discuto De Luca come amministratore, a Salerno ha fatto bene. In questa seconda ondata però sembra eccedere nella ricerca della teatralità nella comunzione. Questo provoca un calo di attenzione”.

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