EDITORIALE – Napoli, tutti colpevoli!

Ahimè, ci risiamo, il Napoli con il complesso del San Paolo! Gli azzurri, ieri sera, hanno rimediato la terza sconfitta di fila in quel di Fuorigrotta, tuttavia mentre con l’Az e con il Sassuolo si è trattato di due k o immeritati, quella con i rossoneri del sempreverde Ibrahimovic è sta una batosta più che meritata, frutto di un’altra brutta prestazione caratterizzata da errori grossolani, da carenza di cattiveria agonistica, da svogliatezza ed infine da un non gioco troppo stucchevole che non darà mai risultati. Inutili passaggi e passaggetti al linite della propria area di rigore ed a centrocampo. Di chi la colpa? A mio avviso di tutti, dall’allenatore ai giocatori. Gattuso non ha indovinato nè la formazione, né il modulo né le giuste mosse per venire a capo della formazione rossonera. Il tecnico ex Milan non ha letto bene la partita e non ha trasmesso ai suoi quell’agonismo col coltello tra i denti che ostentava lui da giocatore. Contro l’undici, per l’occasione guidato da Bonera, non si è visto mai un gioco, i calciatori azzurri erano deconcentrati e privi di voglia di vincere. Come avviene ormai da tempo, il Napoli  non ha indovinato il giusto approccio ad un match così importante. In campo si sono  visti solo fantasmi incapaci di incutere paura agli avversari. I voti sono per tutti insufficienti, forse il solo Politano ha meritato poco più della  sufficienza e Bakayoko che non la raggiunge a causa dell’espulsione.  Inguardabili, Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly Fabian Ruiz che si trasforma in campione solo con la nazionale spagnola. Neanche Insigne e Mertens sono stati all’altezza della situazione. Questa brutta sconfitta fa riflettere sulle reali capacità di questa squadra ad inserirsi tra le prime quattro del torneo. Insomma oggi come oggi si nota un ridimensionamento inaspettato se guardiamo alla partita contro l’Atalanta di qualche mese fa. E’ stata solo un’illusione? Chissà, lo scopriremo solo vivendo! Il  campionato è ancora lungo e tutto può succedere ma bisogna darsi una mossa altrimenti si finisce nell’anonimato e non sarebbe giusto,  sia per le indubbie qualità degli azzurri,  sia peri tifosi che meritano ben altro.

Commenti