Sconfitta che ci ridimensiona: dopo un anno i problemi restano gli stessi. Ibra un’occasione persa

Tre sconfitte consecutive al San Paolo, bisogna forse tornare indietro di un decennio per ricordare uno score così negativo in casa.
Ieri sera Gattuso ha fatto una cruda e giusta disamina del lato umano e caratteriale di questa squadra. Ma non ha detto nulla su come siamo scesi in campo male, sulla costruzione dal basso che ricordava il Pescara di Oddo, sugli errori clamorosi di lettura difensiva. Insomma, c’era anche molto altro da dire. E non so se ne si esce con il solito discorso sulla squadra che non è squadra, sul veleno, sulla mentalità etc. Nel gennaio del 2020, dopo il ko contro la Fiorentina, disse lo stesso. Nel mezzo ci sono stati ottimi sprazzi ma un andazzo che riemerge sempre.
Se con 4 centravanti, di cui 2 fuori rosa, metti Mertens, Lozano, Insigne e Politano insieme significa che alla fine vuoi o non vuoi sempre sul compromesso dei piccoletti vai a parare. Ma non puoi chiedere a Mertens di fare Osimhen. Petagna 70 minuti in panca grida vendetta. E Meret a furia di non giocare è regredito tantissimo: ritengo Alex un grandissimo portiere, ma penso che un altro anno di alternanza ne mini qualità e certezze.
Non ho mai nascosto le mie riserve sul Gattuso allenatore: ha buone idee, ma forse non riesce a trasmetterle così bene. Due scontri diretti in casa, due sconfitte. Con la sua rosa, non può perdere col Sassuolo e prenderle così dal Milan.
Questo Napoli poteva ricordare quello del 2015/16: giovane, coeso, magari bello. Ce ne mancano 2 su 3. Soprattutto la coesione: Hamsik, Maggio, Reina, Albiol, lo stesso Higuain, facevano spogliatoio. Da 18 mesi i veterani sembrano di passaggio, non ci mettono né mestiere né passione. L’anno scorso di sti tempi, mentre tutti attaccavano Ancelotti, il figlio, la pensione, etc etc, abbiamo visto sfumarci sotto gli occhi una stagione senza colpo ferire. C’era la chance Ibra, preferimmo non dargliela. Oh, diciamolo, che rimpianto eh.
Ma forse qualcosa di buono questa sconfitta ce l’ha. Ci ha dimensionati. Non siamo una squadra che può vincere in scioltezza, con la testa altrove. E non siamo pronti a lottare per il vertice perché manca una mentalità vincente. Ma la rosa c’è, a parte avere una batteria di terzini da 8/9 posto, è stato un delitto non intervenire in sede di mercato. Siamo bravi a fare molte cose, abbiamo anche la qualità per divertirci. Dobbiamo metterci in testa che stiamo costruendo un nuovo ciclo e non stiamo portando avanti il progetto di 3/4 anni fa. Ci serve una scintilla, una intuizione. Ma ci possiamo ancora togliere soddisfazioni.
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