Taglialatela: “Maradona doveva essere tutelato. Sul gol subito contro la Juventus al mio esordio in Serie A…”

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Pino Taglialatela, ex calciatore.

“Gli ultimi giorni di Maradona a Napoli? Quel periodo fu un dramma per il Maradona uomo. Questo poi ha minato anche il seguito della sua vita. Lui era troppo grande per tutti ed era molto difficile stargli dietro. La sua grandezza superava qualsiasi cosa. Ogni cosa che succedeva era un assalto a lui, mediaticamente era una bomba. Lui si rifiugiava negli allenamenti che facevamo e in queste partite di calcetto. Moggi mi assegnò il compito di fare una partita di calcetto con lui il giovedì sera, era un premio per me perché ho vissuto con Diego momenti belli e spero di essergli stato, anche se solo in piccola parte, una spalla amica. Aveva bisogno di tutt’altro, non di quello che gli è stato fatto. Doveva essere tutelato.
Noi potevamo arrivare fino a un certo punto, poi la sua vita la decideva lui. Di cattiverie gliene sono state fatte tante. Per esempio nel 1994 lui si stava disintossicando e lui aveva bisogno di medicinali, lo sapevano tutti e lo hanno tradito, dandogli il colpo di grazia. Mi ricordo l’esordio in Serie A contro la Juventus: ci fu un cross di Corini, la palla finì sulla mano di Casiraghi che segnò. Il coro su Baldas? Io ero frastornato, per me era incredibile. Maradona in campo non protestava mai, magari lì per lì neanche se ne accorse. Fu furbo e bravo Casiraghi”.

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