EDITORIALE. Ballando sotto la pioggia gli azzurri annichiliscono la Viola

Eccomi con il solito editoriale del lunedì. Veramente incredibile quello che avviene nel calcio, uno sport assolutamente imprevedibile: il Napoli,  è tornato alla vittoria allo Stadio Maradona dopo la brutta esperienza del giorno dell’Epifania contro lo Spezia, in cui, pur avendo tirato contro la porta avversaria per ben 27 volte, era riuscito a realizzare soltanto una rete, rivelatasi poi  inutile, visto il successo, in rimonta, dei liguri. Viceversa, ieri, nel lunch match del diciottesimo turno, come per magia, gli avanti azzurri hanno aggiustato notevolmente la mira, mettendo a segno la bellezza di sei reti, travolgendo la Viola guidata da Prandelli, che all’inizio si era resa anche pericolosa, colpendo una traversa e costringendo Ospina ad una paratona su Ribery, subito dopo l’1 a 0 di un super Lorenzo Insigne. Su dieci tiri totali sono giunte sei reti, chi l’avrebbe mai detto dopo le tante critiche a questa squadra, accusata di anemia prolifica sotto rete. La cosa strana è che il Napoli, in solo sei gare, ha siglato una caterva di gol, 28 per l’esattezza, mentre nelle restanti 11 solamente 12. Non c’è niente da fare il calcio non è una scienza esatta e questa ne è l’ennesima dimostrazione. Talvolta, però anche il caso ci mette il suo: Fabian risultato positivo al covid, ma asintomatico, per forza maggiore è dovuto restare a casa, costringendo Gattuso a mandare in campo, al suo posto, Diego Demme. L’italo-tedesco, peraltro invocato sia dai tifosi che dagli addetti ai lavori, si è dimostrato l’ago della bilancia del centrocampo partenopeo, arginando ogni ripartenza degli avversari, cosa che lo spagnolo, non abituato ad un centrocampo a due, non riusciva a fare. Del resto quello non è mai stato il suo ruolo, ma il tecnico calabrese si era ostinato a farlo giocare in quella posizione, con i risultati che conosciamo. Ieri la svolta che potrebbe aprire nuovi scenari. Peraltro Demme è anche entrato nel tabellino dei marcatori, mettendo a segno il gol del raddoppio. Dunque non può trattarsi affatto solo di una coincidenza se con l’innesto dell’ex Lipsia, gli azzurri si sono trasformati ed hanno letteralmente, ballato sotto la pioggia incessante, annichilendo una Fiorentina che non ha più opposto resistenza alle sfuriate continue di Insigne, migliore in campo, da un lato e di Lozano dall’altro. Quest’anno il messicano è la vera arma in più di questo team, che ha confermato, ma io ne sono stato sempre convinto, di avere qualità da vendere ed essere protagonista al vertice della classifica che adesso vede il Napoli in terza posizione con 34 punti ed una partita da recuperare. Insomma questo terzo successo di fila, in sette giorni, ha messo da parte ogni polemica ed ha fatto svanire tutte le nubi che si erano addensate sul cielo azzurro, pochi giorni fa. Ad un tratto, ieri, tutto si è ribaltato, la compagine abulica, vulnerabile in fase difensiva e poco incisiva in attacco è scomparsa, dando vita ad una nuova formazione capace di mettere a frutto le proprie potenzialità nel migliore dei modi, sbagliando quasi nulla. Ciò nonostante, come prima, non era il caso di abbattersi, oggi, non bisogna esaltarsi più di tanto, rimanendo coi piedi per terra e con la testa concentratissima, perché dopodomani a Reggio Emilia c è il big match con la Juventus per la Supercoppa italiana, un trofeo che manca nella bacheca azzurra dai tempi di Benitez, l’unico allenatore ad aver vinto, all’ombra del Vesuvio, Coppa Italia e Supercoppa nello stesso anno. D’altronde incontrare i bianconeri, guarda caso, in questa stagione per la prima volta, è sempre quello stimolo in più che spesso e volentieri, in particolare nelle gare con in palio un trofeo, mette le ali alla squadra napoletana capace di battere la Juventus, negli ultimi anni, in diverse occasioni, tranne che nella infausta partita di Pechino, falsata dall’arbitro Mazzoleni. Forza azzurri, quindi, i tifosi meritano questa altra grande soddisfazione!

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