EDITORIALE: il campionato chiama nuovamente il Napoli ma gli azzurri non rispondono

Siamo alle solite, paradossalmente il Napoli, ogni volta che questo atipico campionato di massima serie attende il Napoli, puntualmente, gli uomini di Gattuso no0n colgono l’occasione propizia, come già accaduto, con lo Spezia e  con il Verona. Ieri sera c’è stata la settima sconfitta in serie A contro un modesto Genoa che, cinicamente, ha sfruttato appieno le due occasioni regalategli dalla difesa partenopea con l’ex Pandev, sconfitta che non ha consentito di conquistare la quarta posizione in classifica  che avrebbe significato aggancio alla Roma ed entrata in zona Champions. Gli azzurri hanno, tuttavia, iniziato molto bene la partita, al punto che si profilava una gara in discesa, però al primo e solito orrore della difesa, il Genoa ha colpito con il macedone trentottenne ex azzurro che ha replicato, alcuni minuti, dopo infiltrandosi tra i difensori napoletani davanti al portiere Ospina che nulla ha potuto per evitare il raddoppio. Il colombiano non ha effettuato una sola parata, poichè i padroni di casa hanno tirato solo due volte in porta, realizzando due reti., mentre l’undici ospite non è stato capace di realizzare più di un gol, pur tirando più volte nello specchio della porta, colpendo pure due legni. Poi Perin con due strepitose parate ci ha messo del suo per difendere il risultato. Ovviamente il Napoli quest’anno sta deludendo ogni aspettativa ma è anche vero ribadire che non ha come alleata la fortuna: tanti gli infortuni patiti, quindi i diversi contagi covid, poi i vari pali colpiti ultimamente ed infine le sviste arbitrali hanno acuito la crisi di una formazione che non riesce a trovare la quadratura del cerchio. Di chi la colpa? E’ sbagliato addossare tutte le responsabilità all’allenatore, visto che i protagonisti in campo sono i giocatori. Evidentemente le cause sono a monte: l’aver speso tanti milioni per giocatori che non si sono rivelati utili alla causa, probabilmente, è la prima motivazione di un tale altalenare di prestazioni. Tanto per citare dei nomi, a cosa è servito acquistare Lobotka, Rahamani, Llorente Malcuit, calciatori prima utilizzati pochissimo e poi messi completamente da parte. Un investimento di 50 e passa milioni di euro gettato al vento. Inoltre stanno venendo meno difensori come Mario Rui e Maksimovic, autori di un’annata con tantissime ombre e pochissime luci. Gattuso continua a ribadire che l’obiettivo resta il quarto posto, tuttavia, di questo passo, è molto improbabile centrare tale traguardo. Mercoledì e sabato prossimo il Napoli sarà sottoposto ad altri due test molto importanti, quali l’Atalanta a Bergamo per la conquista della finale di Coppa Italia e la Juventus, al Maradona, in campionato per rientrare nel giro delle pretendenti alla qualificazione alla massima competizione continentale. Affinchè si possano superare questi ostacoli è necessario avere un’anima, carattere e tanto orgoglio, tutte qualità che finora non si sono mai viste in campo. Ci sarà questa inversione di tendenza di qui a tre giorni? A dire la verità ne dubito ed ancora una volta devo sportare,  come milioni di tifosi napoletani, l’ennesima delusione.

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