LE PAGELLE DEGLI AZZURRI – Pochi attributi e tanta confusione: addio Champions!

Meret 6 – Un paio di buoni interventi, sul gol del Verona la tocca ma non basta.

Di Lorenzo 4.5 – Probabilmente la sua peggior partita da quando è in azzurro: sbaglia caterve di appoggi semplici e non si propone mai in sovrapposizione, anche perché lui e Lozano sembrano due corpi estranei.

Manolas 6.5 – Deciso e determinato, l’unico degli azzurri, pur con tutti i suoi limiti tecnici.

Rrahmani 6 – Il gol dell’illusione e poi la mancata chiusura, insieme a Hysaj, sul gol di Faraoni, unica macchia di una prestazione altrimenti molto buona.

Hysaj 4.5 – Le catene laterali stasera non funzionano, ed anche sulla sinistra lui e Insigne sembrano giocare partite differenti. Dove guardava quando Faraoni si involava da solo sulla destra? Brutto congedo dopo anni di poca qualità (anche se qualcuno vorrebbe far credere il contrario) ma almeno tanto impegno.

Fabiàn Ruiz 5 – Lento ed impaurito nella costruzione della manovra, anche perché Gattuso lo ha riportato sul centro-sinistra nelle ultime settimane, con esiti disastrosi, per consentire la coabitazione col suo pupillo (!!!) Bakayoko.

Bakayoko 4 – La rinascita del Napoli era dipesa anche dal fatto che Gattuso aveva trovato in Fabiàn-Demme una coppia di centrocampo di sicuro affidamento. Nelle ultime settimane il buon Rino però se ne dimentica, riproponendo il suo pupillo francese, che dopo un paio di prestazioni appena decenti, ha fatto ricordare a tutti perché era finito in panchina. Peccato che questa sia una delle tante sviste di Gattuso che ha pregiudicato al Napoli un comodo accesso in Champions…
(Petagna s.v.)

Lozano 5 – Il Verona non lascia spazi in profondità e i supporters azzurri passano tre quarti di partita a rimpiangere Politano.
(Politano 6 – Sbagliata la scelta di Gattuso di non schierarlo titolare, ingresso tardivo il suo).

Zielinski 5 – Dopo una grande stagione, viene meno nel momento decisivo, ricordandoci che se non gioca nel City o nel PSG è proprio per la scarsa personalità, come molti altri azzurri.
(Mertens s.v. – Ci prova nel finale, ma non trova il jolly)

Insigne 5 – Il capitano abbandona la nave nel momento del bisogno. Si vede sin dall’inizio che non è in serata, e il suo volto contratto tradisce una scarsa serenità che è il suo limite principale. Chiude male una stagione per lui ottima.

Osimhen 5 – Gunter gioca quasi a uomo su di lui, più arretrato rispetto ai due braccetti di difesa, e lui non riesce mai a sfuggirgli e a trovare spazi in profondità, cosicché diviene tremendamente prevedibile.

Gattuso 4 – Nonostante ex compagni di squadra e addetti ai lavori voltabandiera abbiano cercato di santificarlo nelle ultime settimane, rimane un allenatore con grossi limiti, incapace di discostarsi da un’unica idea di gioco, fondata su undici giocatori e concetti prevedibili ed inattuabili se l’avversario attua semplici contromisure e i suoi uomini non girano tutti al 100%.
La scelta di Lozano al posto del più in forma ed utile Politano è un errore ripetuto, e per questo più grave. Incomprensibile la scelta di Bakayoko al posto di Demme nelle ultime settimane, che era stato uno degli artefici del cambio di passo della squadra. Inoltre il suo atteggiamento: costantemente irritante e petulante per tutta la stagione, con urla continue e stressanti per i suoi giocatori, totalmente atterrito stasera, con lo sguardo che trasudava timore ed insicurezza.
Ciao Rino, vorremmo dire che è stato un piacere, ma mentiremmo.

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