Manolo sempre caldo. Wolfsburg o Cagliari, entra, tira e segna

Cagliari-Napoli Gabbiadini esultaLetale. Come il suo sinistro. E velocissimo. Perché a Manolo Gabbiadini ieri sera sono bastati appena tre minuti. È entrato per Hamsik dopo 11 minuti della ripresa e al 14’ ha sganciato il sinistro, la sua arma letale, da venti metri. Niente da fare per Brkic. E un altro gol al Cagliari nel tempio di Gigi Riva, Rombo di tuono che col suo sinistro magico faceva urlare il S. Elia e fece innamorare tutta Italia. Gabbiadini non ha pietà del Cagliari, fece gol ai rossoblù anche con la maglia della Samp quando faceva sorridere Sinisa Mihajlovic. Ma Manolo ama ripetersi. Perché pure giovedì a Wolfsburg in Germania, è entrato al minuto 30 e ha colpito al minuto 32. Un amuleto per Rafa Benitez, una sicurezza per il Napoli che ha più frecce nel suo arco e ha un’intercambiabilità incredibile nei suoi attaccanti. Segnano tutti. È a quota 13 il Pipita Higuain, sono a quota 11 Callejon e, appunto Gabbiadini.
NAPOLETANO Quando il bergamasco Manolo è arrivato a Napoli da Genova sembrava che fosse difficile l’ambientamento. Un freddo, timido, riservato come lui in una città calda, appassionata, verace. «Chissà quanto ci metterà Gabbiadini», il commento dei più. Ci ha messo pochissimo e ci mette sempre di meno. A fare gol. A Napoli ha legato con compagni e ambiente. Vive a Posillipo, si è inserito. Conosce bene Lorenzo Insigne con il quale ha condiviso la bella esperienza dell’Under 21, culminata col secondo posto (in finale contro la Spagna) all’Europeo in Israele. Anche nell’Under Devis Mangia usava spesso Manolo come arma tattica. Il titolare era Immobile, ma lui, Gabbia, quando entrava con la maglia numero 21 colpiva. Col sinistro. Come sempre. Come ha fatto ieri, come ha già fatto con la 23 del Napoli contro Chievo, Palermo e Udinese. «Ne ho fatti quattro, sono contento, va tutto bene», confidava ieri a taccuini chiusi (il Napoli non parla e il silenzio sembra protrarsi, può darsi porti bene per arrivare fino in fondo in Europa League) quando scambiava la maglia e i pantaloncini con Samuele Longo, un altro caro amico col quale ha legato tanto in Under. I due si sono abbracciati, Longo ha avuto il conforto e le belle parole del compagno che capisce la situazione di difficoltà in cui si trova il Cagliari. Perché Manolo si fa voler bene da tutti, non crea un problema, ai compagni e, soprattutto agli allenatori che ancora non lo schierano titolare.
NUMERI Manolo parla sempre e solo con i fatti. Un gol e una traversa in Germania, un gol ieri a Cagliari. Quattro gol da fuori area in questo campionato li hanno segnati solo campioni come il francese Pogba e il colombiano Guarin. Insomma, Manolo è in buona compagnia. E pure lui ha contribuito a ridare al Napoli la vittoria esterna dopo quattro sconfitte consecutive. E, per parlare di numeri, era dallo scorso maggio che il Napoli non segnava tre gol in due partite di fila. E Gabbiadini è l’unico giocatore di questo campionato ad aver segnato in trasferta contro la stessa squadra con due maglie diverse. Ora tocca a chi lo allena (Benitez) e a chi potrebbe allenarlo (Conte) dargli maggiore fiducia.

La Gazzetta dello Sport

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