EDITORIALE DEL LUNEDI’: suicidio azzurro al Maradona

Un tempo alla radio, in ambito calcistico si dicev : “Clamoroso al Cibali, per indicare che nello stadio di Catania, i padroni di  casa avevano compiuto un’impresa. Ebbene ieri sera avremmo potuto affermare , invece, clamoroso al Maradona, ma stavolta non per esaltare la squadra azzurra, bensì per indicare una vera sorpresa negativa fatta dal Napoli ai propri tifosi, che hanno trascorso una notte insonne per quanto visto nel corso del match decisivo, a Fuorigrotta, al cospetto di un Verona, di certo non trascendentale. Un pareggio per 1 a 1 insufficiente per raggiungere l’obiettivo prefisso, ovvero la qualificazione in Champions League. Quando sembrava solo una semplice formalità, vincere contro gli scaligeri, ecco che accade  l’imponderabile: il suicidio degli azzurri, i quali ieri sera, in quel di Fuorigrotta erano degli autentici fantasmi. la brutta copia di quelli osannati nelle ultime quattordici gare in cui erano stati capaci di arrivare a un passo dal traguardo, ma proprio in prossimità di quest’ultimo, il Napoli è scoppiato, regalando la Champions ai rivali di sempre che hanno certamente gradito l’ inaspettato dono. Delusione, amarezza, sconforto, rabbia, e chi più ne ha più ne metta, in città, stamane per il fallimento dell’obiettivo stagionale della squadra di Gattuso, il quale lascia Napoli nel peggiore dei modi. Anche lui, come i giocatori è colpevole, sia per non aver schierato la migliore formazione, lasciando fuori Demme e Politano e poi per aver mandato in campo ben 5 attaccanti negli ultimi 15 minuti di gioco, con il solo Fabian a centrocampo. Una sorta di offensiva alla Viva il Parroco, senza nè capo e nè coda. Mai come questa volta non ci sono alibi, o scusanti per il Napoli che non è stato capace di compiere l’ultimo passo decisivo verso la meta, esclusivamente per demeriti propri e di nessun altro. Le pagelle di tutti i quotidiani sportivi e trasmissioni locali evidenziano con voti tra i 3 e i 4, lo scarso rendimento dell’undici partenopeo. Fatta eccezione per Rrahmani, autore del gol del provvisorio vantaggio, di Meret e forse Manolas, tutti gli altri sono stati nettamente al di sotto dei loro standard abituali., il che è inspiegabile.  Il mancato piazzamento nell’Europa che conta, ora, apre a degli scenari di ridimensionamento che potrebbero portare ad un futuro di transizione più o meno lungo, visto che i soldi della Champions sono diventati un miraggio. Addio sogni di gloria, quindi e prepariamoci al peggio. Chi sarà il prossimo tecnico degli azzurri? Sicuramente non potrà essere un tecnico di primo piano come Allegri, ma forse un emergente che si accontenterà di quello che passa il convento. Mio Dio come siamo caduti in basso!

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