AMARCORD: Napoli-Cagliari

Il Cagliari torna a Fuorigrotta dopo lo scherzetto del 2 maggio scorso; a conti fatti neanche tanto “etto” dato che quel pareggio, 1-1, è stato pesante quasi quanto quello contro il Verona nell’ultima giornata. Azzurri avanti con Osimhen al 13° servito da Insigne e, dopo un festival di occasioni mancate da una parte e dall’altra, miracoli di Cragno così come di Meret, un legno per parte, Pavoletti e Demme, raggiunti in pieno recupero da Nandez pescato a due passi dalla porta azzurra. Pari fondamentale per la salvezza del Cagliari e determinante, come poi si vedrà, per il non accesso della Napoli alla zona Champion’s League.

In un recente passato, per diversi anni, un gioco del destino ha voluto che il Napoli sfidasse il Cagliari senza avere in formazione il marcatore dell’incontro precedente. È accaduto nel 2012/13, gara giocata senza Lavezzi, nel 2013/14 fuori Cavani, nel 2014/15 senza PandevDzemaili e privi di Insigne, infortunato, autore nell’aprile 2013 del 3-2 al 93° che si rivelò determinante per il piazzamento finale in Champion’s League. Anche nel maggio 2017, 3-1 Mertens e Insigne doppietta, il Napoli ha giocato senza i marcatori dell’incontro del 23 novembre 2014: 3-3, HiguaìnInlerDe Guzman, per gli ospiti Ibarbo e doppietta di Farias.  

Se nell’ultimo Napoli-Cagliari militavano i marcatori dell’edizione precedente giocata il 5 maggio 2019 e chiusasi sul 2-1, Pavoletti, Mertens e Insigne, nel Cagliari di oggi non gioca più Lucas Castro autore dello 0-1 all’87°con cui i sardi sbancarono l’allora San Paolo. Gli isolani non hanno più la guida tecnica di Maran, e tra i pali non c’è più lo svedese Olsen autore di importanti parate su Koulibaly (espulso nel finale per proteste) e su Mertens senza contare i due pali esterni colpiti dal belga. Sconfitta inattesa, una delle prime crepe della gestione Ancelotti che da lì a poco andrà in frantumi.

Il Cagliari non vinceva a Napoli dal 26 agosto 2007, azzurri matricole, 0-2 con le reti di Matri e Foggia su rigore, tutte nella ripresa.

Tornando alle vittorie del Napoli c’è il 3-0 del 1°ottobre 2017, Hamsik aprì le marcature con un diagonale da distanza ravvicinata, raddoppio con il rigore di Mertens prima del tocco vincente di Koulibaly in avvio di ripresa. Sei marcatori diversi nel tennistico 6-3 dell’11 marzo 2012: HamsikCannavaro, autorete del compianto Astori, Lavezzi, GarganoMaggio, di Larrivey le tre reti rossoblù. Non meno rocambolesco, ma senz’altro più sudato, il successo del 21 aprile 2013: il 3-2 di Insigne arrivò solo al 93°, di Hamsik e Cavani le altre due reti, Ibarbo e Sau per i sardi.

Il 23 novembre del 2008, 2-2, vittoria sfumata per un gol di Daniele Conti al 96°. Napoli avanti con Hamsik, pari di Lopez. Il 2-1 arrivò con una punizione “maradoniana” di Lavezzi, ma proprio allo scadere del recupero il gol di Conti che gelò il San Paolo.
Il 25 aprile 2010 finì a reti inviolate, ma il Napoli prevalse nella difficile gara del 20 marzo 2011 contro Donadoniex col dente avvelenato. Reti tutte nella ripresa, doppietta di Cavani per gli ospiti Acquafresca. Il Cagliari di Ranieri fece un bello scherzetto nella giornata di esordio del Napoli campione d’Italia: 16 settembre 1990, 1-2, Rocco, pari di Careca su rigore, pallonetto di Fonseca. L’8 dicembre 1991 Napoli-Cagliari finì 4-0 (doppietta di Careca, Francini e Padovano su rigore) ma fu l’inizio dell’era post-Maradona dato che fu anche la prima gara al San Paolo del Napoli privo del capitano squalificato per doping. Chiudiamo con la sfida giocata nel maggio del 2014, a tre turni dalla fine. Un secco 3-0 con le firme di Mertens, Pandev e Dzemaili.

Antonio Gagliardi

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