Gli interventi di Massimo Taibi, Salvatore Soviero e Francesco Oddo a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Massimo Taibi, ex portiere di Milan e Spezia. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sul finale di stagione della Serie A
“E’ un campionato equilibrato, alcune squadre come Milan e Napoli stanno facendo bene. Alcune squadre non si sono rinforzate perché già competitive, ma l’Inter ha qualcosa in più in questo momento”.
Sul mercato invernale
“Si sono mossi tutti con due, massimo tre pedine. Questa è la dimostrazione che bisogna essere più oculati e sono state messe le pedine dove mancavano”.
Su Meret ed Ospina nel Napoli
“Sono due portieri diversi tra loro ma ottimi. Uno più giovane ed uno più esperto, io solitamente non sono per la competizione in un ruolo così delicato. Per quanto mi riguarda farei una gerarchia, perché non è facile per un portiere fare due partite e poi fermarsi. E’ un peccato che uno dei due vada in panchina, entrambi possono giocare tranquillamente in qualsiasi squadra di Serie A. Le società prevengono e si coprono ovviamente, ma parlando da ex portiere al loro posto mi dispiacerebbe molto stare in panchina.
Viene penalizzato Meret, perché insieme a Donnarumma dovrebbe essere il portiere del futuro. Ha aumentato la sua crescita nel Napoli, gli auguro che possa riprendersi perché il suo potenziale è veramente alto”.
Sull’educazione alla tecnica dei giovani portieri
“Prima non si faceva, ma a me lascia il dubbio. Il portiere deve parare, prendersi delle responsabilità con i piedi e poi sbagliare e prendere il gol diventa un problema psicologico”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Salvatore Soviero, ex portiere di Salernitana e Venezia. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sulla situazione della Salernitana ed il mercato invernale
“Si sono affidati ad un direttore esperto come Sabatini perché c’è volontà. Ora serve il campo che deve rispondere agli investimenti. La distanza dalla salvezza non è tantissima, se la squadra è solida si può colmare. La Serie B non è la Serie A, è un campionato a parte: secondo me si farà di tutto per restare in A, le concorrenti non mi sembra si siano rinforzate. Ci vuole carattere, la colpa ricade sulla società solitamente, ma ora non ci sono alibi, serve una presa di coscienza da parte di tutti”.
Sul derby Inter-Milan e corsa Scudetto
“Il Napoli non deve fare programmi perché poi rimane delusa. Ora ha un filotto di partite dove poter prendere punti. Ha una rosa competitiva e completa, l’ho sempre detto. Bisogna mantenerla fino alla fine, non serve piangersi addosso. Alcuni hanno dimostrato di potersi meritare questa maglia, se continua così può arrivare la sorpresa”.
Sulle bandiere nel calcio
“Un calciatore che va a scadenza e la società non gli rinnova il contratto, è libero. Non bisogna avere l’amaro in bocca e chiamarlo ‘mercenario’: i matrimoni si fanno in due, poi uno trova la sua strada se non trova l’accordo. Per esempio Insigne ha una fede profonda per il Napoli, non credo sia una questione economica”.
Sulla possibilità che Koulibaly possa diventare una bandiera
“Io penso che se arrivano l’offerte giuste il Napoli venda tutti. La gente fa presto a chiamare ‘mercenario’ i calciatori. Mertens vuole restare per esempio, la società dovrebbe fargli un contratto non che si riduce all’ultimo momento a proporglielo. Lui è un idolo per i tifosi del Napoli, forse anche più di Insigne. Ma se Lorenzo è lì dove si trova è perché ha fatto dei sacrifici, a qualcuno brucia che sia ricco”.
Su Del Piero e una ‘pace’
“E’ un grande professionista, io quando gioco non riconosco neanche mio padre o mia madre. Non esistevano amici, ho sempre giocato con il sangue agli occhi. Chiarimento? Non c’è bisogno, è una persona intelligente. Quanti insulti ho ricevuto nella mia carriera: sono solo provocazioni da campo, c’è chi li raccoglie con negatività”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Francesco Oddo, ex allenatore di Salernitana e Venezia. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Su quale allenatore abbia dato un maggiore impatto alla propria squadra
“Bisogna fare riferimento alla classifica e l’Inter è prima. Sta giocando un buon calcio e non era facile dopo Conte e Inzaghi è riuscito a cambiarla in poco tempo facendo anche i risultati. Il Milan fino ad un certo punto della stagione ha fatto molto bene, poi il Covid ha scombinato un po’ il rendimento di alcune squadre tra cui i rossoneri. Non hanno una rosa lunga quanto altre squadre”.
Sul gioco della Juventus ed il lavoro di Allegri
“Io sono tra quelli che propugnano il gioco moderno, propositivo. Non deve essere estremizzato come in tanti casi che portano a tantissimi passaggi verso il portiere: serve equilibro tattico, ma sempre volto all’offensività. Non è tra quelli che prediligo, sono d’accordo in parte con quanto detto per esempio da Adani. Se non dovesse arrivare al quarto posto è fallimento, la Juventus non può accontentarsi di arrivare in Europa League, deve mirare a ben altro. E’ una società strutturata e forte, a gennaio ha speso molto per ovviare a quei difetti che si sono manifestati”.
Sull’obiettivo concreto del Napoli
“E’ una tra le squadre che per organico è la più forte del campionato. Anche il Napoli è stato debilitato dalle assenze, come l’infortunio di Osimhen, poi la Coppa d’Africa, negli ultimi tempi non ha fatto grandissimi risultati. E’ una delle squadre più forti in assoluto”.
Sulla possibilità di far giocare insieme Mertens e Osimhen
“I giocatori forti forti devono sempre giocare. E’ compito dell’allenatore metterli in campo, le alternative tra calciatori che hanno valori assoluti è un controsenso, è il resto della squadra che si deve adattare alla presenza dei due campioni”.
Chi è il calciatore italiano che sposta maggiormente gli equilibri
“Barella. E’ un giocatore a tutto campo che sa fare tutto, forte sotto il profilo fisico che corre quando gli altri iniziano a camminare. Lo era Chiesa prima dell’infortunio, è una perdita grave per la Juventus. Insigne attualmente non è in questa lista, è un professionista che cercherà di fare il suo dovere ma non è la stessa cosa farlo avendo già in testa che a giugno andrà via”.
Sulla lotta salvezza di Salernitana e Venezia
“La Salernitana l’ammiro molto, soprattutto la nuova gestione. E’ una società che mira al futuro ed è quindi ammirevole. Ha fatto 10 acquisti, ma è un punto interrogativo a questo punto della stagione perché dipende da come si integrano nella squadra. La distanza è ampia dalla salvezza ma colmabile anche se con molta difficoltà. Il Venezia ha una struttura di squadra già solida, mi piace come gioca, l’allenatore come mette in campo la squadra. Mezzi tecnici non ce ne sono tantissimi, ma supplisce con il lavoro di tutti quanti per la squadra, fatto nel modo giusto. Auguro ad entrambe la salvezza.
Sulla vittoria del figlio Massimo Oddo della Coppa del Mondo
“E’ un ricordo indimenticabile, una cosa bellissima che rimane nel tempo, un’emozione grandissima. di gioie nella mia carriera le ho avute, moralmente raggiunsi la salvezza con la Salernitana anche se per un punto retrocedemmo. Fu amara e dubbia, ma diedi tutto per Salerno. E’ chiaro che quello raggiunto da Massimo dal punto di vista sportivo è bello”.

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