Gli interventi di Marco Ballotta, Massimo Donati e Fabrizio Biasin a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’ex portiere di Lazio e Inter, Marco Ballotta. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sul record di presenze di Buffon
“Non mi ha superato, perché sta giocando in Serie B e non in Serie A. Io ho giocato fino a 44 anni in Serie A, poi fino a 50 nelle categorie minori”.
Sulla sconfitta della Lazio contro il Napoli
“Io penso che qualcosa possa mancare alla Lazio, ha preso gol all’ultimo minuto. Sono segnali sinceramente, se prendi gol allo scadere non dico che sono casualità, ma quest’anno non è ancora la squadra che Sarri vuole vedere. E’ un anno di transizione, la società non è intervenuta sul mercato per accontentarlo nelle sue piccole richieste. Dal prossimo anno si vedrà la vera Lazio, ma è indubbio che debba lottare per un posto in Europa, altrimenti sarebbe un campionato mediocre, per me può aspirare a cose maggiori”.
Sul progetto di Sarri
“Deve assolutamente continuare, altrimenti non avrebbe senso. Non è facile cambiare allenatore ed avere risultati immediati, la società non gli ha preso alcuni giocatori che gli aveva richiesto senza spendere l’ira di Dio. Poteva accontentarlo, non è stato così, ora la società non dico che si è messa dalla parte del torto ma bisognava andare avanti insieme. Il progetto con Sarri non può essere immediato, richiede qualche anno. Come primo anno devi valutare tutta la stagione ed i giocatori, poi con il calciomercato di fine anno si andrà a colpire dove Sarri richiederà. Penso sia normale, è indubbio che conterà molto come finirà il campionato”.
Sul Napoli e la sterzata decisiva per lo Scudetto
“E’ prima in classifica, se non lo punta ora non so quando potrebbe farlo. Senza competizione europea può essere più avvantaggiata, ma serve anche un po’ di fortuna come avuto con la Lazio. Vincere all’ultimo minuto ti ha portato due punti in più ed è un segnale che può dire qualcosa. E’ una finale a tre, è bellissimo, conteranno anche gli scontri diretti ed ora il problema Covid sembra sia finito. Questo rush finale è tutto da vedere, è affascinante e tutte e tre possono arrivare in fondo”.
Sul gol di Insigne e l’arma in più per lo Scudetto
“Adesso c’è solo da pensare a vincere le partite, lui giocherà alla morte e darà qualcosa di più per lasciare un ricordo importante. Tanto di cappello se dovesse vincere lo Scudetto, è il capitano, penso sia il primo a dare di più rispetto agli altri. La vittoria contro la Lazio è stata determinante per il morale dopo la sconfitta contro il Barcellona”.
Su Napoli-Milan
“Sono partite che valgono doppio, ne potrebbe giovare l’Inter che ha una partita in meno. Se vincesse domenica i nerazzurri potrebbero avere un piccolo vantaggio che potrebbe essere già importante. E’ una partita da vincere, sono queste le sfide che fanno la differenza”.
Su Milan-Inter di Coppa Italia di stasera
“E’ un derby e può succedere di tutto. C’è un trofeo in palio, ma il derby è sempre particolare e non si tirerà indietro la gara. Sarà una partita verissima, potrebbe lasciare strascichi anche in campionato. Quando noi della Lazio giocavamo 50 e più partite in stagione lasciavi punti in campionato. Sono importanti le rose ampie, l’Inter secondo me su questo ha qualcosa in più delle altre. Penso che l’Inter possa vincere per la partita in più ma visti i punti di differenza tutto può succedere”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’ex calciatore di Atalanta e Milan, Massimo Donati. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sulla vittoria dell’Atalanta e la corsa al quarto posto
“Lotterà fino alla fine con la Juventus, quest’anno ha avuto qualche battuta d’arresto più del previsto, ma è sempre temibile, gioca un grande calcio e anche con le assenze sfodera delle prestazioni come quelle di ieri con la Sampdoria. Era scemato l’entusiasmo, dopo ieri potrebbe essere tornato”.
Sul Milan tra il derby e la sfida al Napoli
“Pronostici sono impossibili nel derby, è sempre particolare ed anche se una squadra fa bene per 70′ poi può perdere. Entrambe arrivano in un momento non proprio top, ma è una partita importante ed il risultato di oggi può avere un proseguo, dando slancio per il campionato”.
Sul calo realizzativo dell’Inter
“Credo che l’Inter abbia perso un po’ di certezze, dal derby che ha dominato e perso è scattato qualcosa di non positivo. Il fatto che arrivino davanti e poi non segnino è significativo. All’inizio dell’anno dominava nel gioco e nel risultato, con diverse goleade, ora invece no. Qualche giocatore ha parlato di stanchezza, ma poi rischi di entrare in un vortice nel quale rischi di non uscire. Rimangono fortissimi, ma il calcio va visto a 360 gradi, anche dal punto di vista mentale che sarà decisivo per la fine”.
Sulla difesa del Napoli, la migliore del campionato
“Sicuramente Spalletti ha lavorato su questo, le grandi stagioni nascono da una fase difensiva che ti porta meno gol. Non ho visto vincere i campionati subendo 50 gol in un campionato: poi è particolare come si affronta la fase difensiva, per esempio l’Atalanta pressa alta, mentre la Juve si chiude dietro. Il Napoli invece ha creato un giusto mix, attaccando alto ma poi con i giocatori davanti che tornano per contribuire. E’ una squadra in salute che vede il traguardo e può gasarsi ancora di più”.
Su Koulibaly ed il suo ruolo nella squadra
“Si è confermato. E’ stato bravo Spalletti a proteggerlo quando ha fatto qualche minimo errore, fa parte del gioco. E’ un giocatore che dal punto di vista fisico, mentale, nel trascinare la difesa è un top player. E’ una cosa fondamentale avere uno come lui in squadra, poi ovviamente non dipende tutto da lui. Si nota di più perché è il più bravo, ma il lavoro va fatto da tutti bene”.
Su quale dovrebbe essere il centrocampo titolare del Napoli
“Anguissa sicuramente, Lobotka pure. Perché fa un lavoro incredibile da filtro come faceva Jorginho, mesi fa mi permisi di paragonarli e lo disse anche Spalletti poi. Si abbinano molto bene, c’è equilibrio e fanno girare la squadra. Poi Fabian Ruiz è importante, ti può dare qualcosa in più anche in fase difensiva”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto il giornalista di Libero, Fabrizio Biasin. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sulla condizione fisica dell’Inter
“Secondo me fisicamente sono gli stessi di prima, mentalmente invece sono un filo spenti. Le prestazioni di dicembre e novembre erano stra-convincenti, ma ora non vengono rappresentate sul campo. Il derby ha fatto perdere delle sicurezze, oggi spero che le ritrovi nuovamente contro il Milan. Se vai a vedere le partite l’Inter le ha gestite dal punto di vista del gioco, è mancata la concretezza davanti. Le occasioni le ha avute ma non le ha sfruttate e ovviamente non va assolutamente bene. Se Fabian Ruiz fa gol all’ultimo secondo va bene, mentre se sbagli come Lautaro a poca distanza dalla porta no. Devono uscire i campioni, il Napoli ha conquistato i tre punti a Roma così”.
Sul campionato livellato verso il basso o equilibrato verso l’alto
“Sono squadre perfette? No. Non c’è quella che ammazza il campionato, ma non significa che chi sta lì davanti non valga niente. Forse anche Juve e Atalanta hanno anche dei valori importanti, non sono tutte squadre più forti del mondo, ma c’è un equilibrio che rende questo campionato più affascinante. Ora hanno rallentato, ma ora devi far partire lo sprint altrimenti le altre ti fregano”.
Sulla differenza di risultati del Napoli con Inter e Milan
“I rossoneri mi sembrano in difficoltà con le prestazioni perché sono ancora molto giovani ed inesperti, poi ha avuto dei problemi con la gestione arbitrale e con l’Udinese e Spezia potevano conquistare i tre punti. Non vedo crisi nell’Inter, contrasto chi lo dice, ha solo qualche problema dal punto di vista psicologico. Il Napoli invece tra alti e bassi sta facendo molto bene, ha avuto una fase complicata a causa dell’assenza di giocatori non banali, ma Spalletti raggiunge quasi sempre i suoi obiettivi. Stare tra le prime quattro lo ha praticamente fatto, ora l’obiettivo maggiore è difficile”.
Quale giocatore del Napoli vorrei all’Inter?
“Koulibaly. Averlo nella squadra spaventa gli avversari, parti sempre con un punto di forza”.

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