AMARCORD: Atalanta-Napoli, caccia alla Dea!

Sfida tradizionalmente ostica per il Napoli, in particolare per il salto di qualità che gli orobici hanno palesato da alcuni anni a questa parte, eppure in tempi recenti il Napoli è tornato vittorioso da quello che oggi si chiama Gewiss Stadium; il 2 dicembre 2018, successo per 2-1, al vantaggio di Fabian Ruiz rispose Zapata prima del gol vittoria di Milik all’85°. Il 21 gennaio 2018, gli azzurri tornarono al successo grazie al diagonale di Mertens in una gara piuttosto equilibrata. La stagione precedente l’Atalanta era stata la sola avversaria a vincere il doppio confronto con gli azzurri battendoli, sul proprio campo, il 2 ottobre 2016 con la rete di Petagna (sconfitta che a Sarri non piacque affatto). Non così le ultime due stagioni; nel 2019/20 si è giocato il 2 luglio con un Napoli che nulla avendo più a chiedere alla stagione è uscito sconfitto per 2-0. Gara da dimenticare per l’infortunio occorso ad Ospina, costretto ad uscire in barella, e per le evidenti responsabilità della difesa che nella ripresa hanno visto Pasalic e Gosens andare in gol indisturbati. L’anno scorso Napoli a Bergamo il 21 febbraio e sconfitto 4-2, anche in questo caso tutte le reti nella ripresa. Nulla da segnalare nel primo tempo se non l’espulsione di Gasperini furioso per un rigore non assegnato per un presunto fallo in area su Pessina ed un colpo di testa di Osimhen deviato in corner da Gollini. Nella ripresa Atalanta in vantaggio al 52° con un imperioso stacco di testa di Zapata su cross di Muriel. Illusorio, sei minuti dopo, il pareggio di Zielinski con tiro al volo su pallone messo in area da Politano. Da qui in poi solo Atalanta, nel bene e nel male; altri sei minuti e orobici ancora avanti con Gosens che raccoglie un assist di Zapata con difesa azzurra completamente aggirata. Peggio ancora il 3-1, un regalo di Bakayoko, uno sciagurato retropassaggio e Muriel non può che ringraziare. Più sfortunato che altro il tocco di Gosens nella propria porta che permette al Napoli di accorciare prima del definitivo 4-2 firmato da Romero.

Altra storia il 20 dicembre 2015 con il Napoli vittorioso per 3-1, penalty di Hamsik, pari della Dea dopo soli due minuti col Papu Gomez e la doppietta di Higuaìn. In quei tempi, a parte un anno in B per gli orobici, due pareggi e due sconfitte. Il 29 ottobre 2014, finì 1-1 Denis e Higuaìn. Identico punteggio il 27 novembre 2011, ancora in gol El Tanque, azzurri a segno con Cavani in pieno recupero. Il 31 ottobre 2012 successo dei padroni di casa grazie alla rete di Cazzola.

Il 2 febbraio 2014 fu una delle peggiori partite nella stagione del Napoli; un 3-0 senza storia, doppietta di Denis e gol di Moralez, frutto di tre mega regali della difesa azzurra. Errori a parte, la sconfitta fu figlia di un fallimentare turnover di Benitez.

Altri tempi quelli che riportano alla mente l’8 aprile del 1990, match determinante per il secondo scudetto. La moneta da 100£ che colpì Alemao permise al club di Ferlaino di presentare reclamo ottenendo così la vittoria a tavolino. Con quei due punti Il Napoli agganciò il Milan in vetta alla classifica al quartultimo turno della stagione.

Azzurri sconfitti nella stagione 2008-09 quando gli orobici si imposero 3-1 ottenendo però il successo solo all’ultimo minuto. Tutte nella ripresa le quattro reti: Ferreira Pinto e pari di Hamsik su rigore fino all’89° quando Manfredini e poi Floccari, in pieno recupero, regalarono il successo ai bergamaschi. Ancora più netta la sconfitta nel campionato precedente quando il Napoli matricola fu travolto 5-1. Al secondo minuto della ripresa l’Atalanta era già sul 4-0, del Pampa Sosa il gol della bandiera prima della manita di Ferreira Pinto.

Atalanta e Napoli si sono incrociate anche in Serie B ed il 28 febbraio ’99 finì 1-1 con due ex a segno: vantaggio napoletano di Scapolo, pari atalantino di Caccia e, l’anno successivo, promozione alla fine entrambe le compagini, vide i padroni di casa vincitori 1-0 con gol di Doni. Un’altra sfida in Serie B, nel novembre 2003, finì a reti bianche.

Il Napoli di Maradona a Bergamo fu sconfitto il 28 ottobre 1984 per 1-0, gol di Soldà. Per il resto furono tre pareggi, due 0-0, un 1-1 con reti di Maradona e Nicolini  e l’1-0 firmato da Giordano nell’anno del primo scudetto. Da riportare anche l’1-1 della stagione 1991-92 con le marcature di due giocatori che non hanno certo segnato un’epoca nei due club: Silenzi ed il brasiliano Bianchezi, soprannominato Careca III.

Antonio Gagliardi

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