Pasquale Salvione: “Spalletti ha già vinto il suo personale scudetto. Ha fatto rendere Anguissa e ha vinto la scommessa Juan Jesus”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pasquale Salvione, giornalista de ‘Il Corriere dello Sport’. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Il ‘Corriere dello Sport’ ha parlato di un incontro da ‘dentro/fuori’ a fine stagione per il rinnovo di Mertens. Un incontro direttamente con il presidente De Laurentiis. Mertens rinnoverà?
“Mi sembra tutto abbastanza chiaro e lineare. Mertens vuole restare al Napoli, lo ha ribadito pubblicamente in più occasioni. Ama Napoli, ha chiamato il figlio Ciro. Ha un legame importantissimo con la città, la moglie si trova bene. Lui vuole restare un altro anno e, magari, avere anche un futuro in società. Io credo che non c’è bisogno di sottolineare come Mertens sia l’idolo dei tifosi. Ero al ‘Maradona’ per Napoli-Roma ed è stato incredibile il calore dei tifosi quando è entrato in campo. Come accaduto l’ultima volta, credo si possa trovare un accordo con il presidente De Laurentiis. Mertens si accontenterebbe anche di un ingaggio più basso. Ci sono tutti i presupposti per continuare ma, si sa, le trattative sono chiuse quando ci sono le firme”.
Tante critiche ingenerose a Spalletti
“Ti dico la verità: per me Spalletti, il ‘suo’ scudetto, l’ha già vinto. Ha fatto un lavoro incredibile, ha portato il Napoli a giocarsi lo scudetto fino alla fine. Ha valorizzato la rosa, ha fatto giocare tutti a livelli incredibili. Trovo assolutamente ingeneroso criticare Spalletti adesso. Ha passato mesi completamente stravolti tra Covid, infortuni e Coppa d’Africa. Il bilancio non può che essere positivo. Poi, ovviamente, come tutti può commettere degli errori e li ha commessi. Ma mi sento di ripetere assolutamente che Spalletti ha già vinto il suo personale scudetto. Ha fatto rendere Anguissa, ha vinto la scommessa Juan Jesus. Si può dire che ha sciupato delle occasioni per lo scudetto, ma tutto quello che ha fatto è stato un plus rispetto alle premesse”.
Come giudichi la gestione di Mertens da parte di Spalletti?
“Domani magari ci smentisce tutti schierandolo titolare al fianco di Osimhen, però, credo che Spalletti abbia dettato e rispettato una linea. Mertens, secondo Spalletti, è sempre stato una soluzione a partita in corso. Probabilmente ritiene che, Mertens-Osimhen titolari con anche due esterni, potrebbero rendere il Napoli troppo sbilanciato. Il Napoli, alla fine, ha pagato qualcosa quando è calato il rendimento del centrocampo. Fino a che la linea mediana offriva certe prestazioni, il Napoli era una delle squadre migliori del campionato. Spalletti è un grande allenatore e non lo scopriamo oggi. Forse, con una rosa più lunga a disposizione, avrebbe gestito meglio certi periodi di calo”.
Chi ha, delle squadre in corsa scudetto, l’impegno più difficile?
“Io credo che, sicuramente, il Milan sia quella che abbia più possibilità di perdere punti con la Lazio. I rossoneri avranno un calendario difficile. Non è facile neppure quella dell’Inter contro la Roma ma, qualora vincesse, avrebbe mezzo scudetto cucito addosso perché poi avrebbe solo partite più semplici sulla carta. Non basta la Roma vista contro il Napoli? Quella vista nel primo tempo contro il Napoli farebbe molta fatica. I giallorossi, sostanzialmente, sono rientrati in partita quando glielo ha ‘permesso’ il Napoli. Però diciamo che, fossi l’Inter, non mi fiderei troppo del vecchio amico Mourinho”.
Una battuta: a Milano non ci sono murales di Maradona per accattivarsi il pubblico
“Ma sì. Non ne ha bisogno credo. Mourinho sa creare entusiasmo e lo stiamo vedendo anche in questi ultimi mesi a Roma. Ha riempito lo stadio di tifosi creando grande coinvolgimento e, abbiamo visto anche nel match di Coppa Italia, l’affetto che gli riserverà la tifoseria dell’Inter”.

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