EDITORIALE – Reazione d’orgoglio degli azzurri. Sassuolo sommerso di gol al Maradona

Editoriale La quiete dopo la tempesta; il Napoli risorge dalle ceneri di Empoli e con un’immediata reazione d’orgoglio, ieri, nell’anticipo di A della 35esima giornata, seppellisce il malcapitato Sassuolo con un sonoro punteggio tennistico, 6 a 1, infatti il risultato finale del match che non dà scampo ai neroverdi di Dionisi.  I ventimila tifosi sugli spalti di Fuorigrotta, escono dallo stadio con il sorriso sulle labbra con un pizzico di rimpianto, infatti,  il rammarico per i punti persi per strada, oggi, è ancora più grande. Ma tant’è, ormai rivangare il passato è tempo perso, la cosa importante è aver raggiunto quasi matematicamente, l’obiettivo stagionale, ovvero il ritorno nella massima competizione continentale, con qualche turno di anticipo. Finalmente la squadra di Spalletti ritrova il successo in casa e sconfigge anche questo piccolo tabù. Gli uomini di Spalletti chiudono la pratica emiliana in soli 21 minuti di gioco, nei quali vanno a segno per ben quattro volte, prima con il gigante senegalese, quindi con Osimhen, Lozano e poi con il sempreverde Dries Mertens che si ripeterà anche nei primi minuti del secondo tempo. La sesta rete viene dall’altro centrale difensivo Rrahmani, al quarto gol in stagione, mentre per Ciro Mertens, nuovo allungo nella classifica marcatori All Time del club partenopeo; ora il belga è a quota 148, dopo la doppietta rifilata al team di Dionisi. Guarda caso con il rientro di Giovanni Di Lorenzo la musica è totalmente cambiata, con il terzino destro in campo il Napoli ha quasi sempre ottenuto ottimi risultati, il che sta ad avvalorare la grande importanza dell’apporto del calciatore della nazionale di Mancini. La sua mancanza si è sentita e come. Tornando alla gara, solo nel finale il Sassuolo si affaccia in area del Napoli, trovando con Maxime Lopez la rete della bandiera.  Malgrado la scorpacciata di reti realizzata dai giocatori azzurri, al Maradona, sono arrivati più fischi che applausi, tanta era l’amarezza in corpo per ciò che era accaduto una settimana prima al Castellani. Il festival del gol non ha cancellato, purtroppo, la rabbia per lo scudetto letteralmente buttato nel water. Per la cronaca la protesta della tifoseria era già cominciata, in mattinata, all’uscita della squadra dall’hotel in cui soggiornava, proseguendo pure all’interno dello stadio. Entrambe le curve, settori degli ultras, non hanno risparmiato i calciatori in campo durante il riscaldamento. Dalla squadra si pretendeva di cacciar fuori gli attributi. Improperi anche verso con il presidente De Laurentiis, invitato a vendere il club e ad andarsene a Bari. Quindi con l’inizio della gara, la contestazione si è placata, visto ovviamente l’andamento della stessa. Il Napoli si è trasformato nel miglior tennista d’Italia e ha stravinto contro la protesta e contro l’avversario. Per gli amanti delle statistiche era dal 31 maggio del 2009 che la formazione napoletana  non realizzava tanti gol nei primi 20 minuti di una partita di Serie A. Ma anche questo dato acuisce il rimpianto per quello che si poteva fare e non si è fatto.

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