Gli interventi di Paolo Bargiggia e Mauro Bergonzi a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Paolo Bargiggia, storico giornalista di Mediaset ed attualmente nella squadra di Udinese TV. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

L’Inter apre, il Milan chiude in attesa di Fiorentina-Roma
“Molto sinteticamente. Al di là dei numeri della classifica io, vedendo prima l’Inter che il Milan, mi sento di dirti che i rossoneri sono meritoriamente sulla strada dello scudetto. E’ una squadra viva che gioca e che si sta prendendo il campionato giocando bene, senza speculare sul vantaggio in vetta. Ieri il Milan ha vinto con i suoi giovani, Leao, Tonali, Calabria, che è un bel segnale anche per il nostro calcio, superando il Verona sul piano tecnico e fisico che non è facile perché, gli scaligeri, sono una delle squadre più scorbutiche del nostro campionato. Lo stesso Tudor, a fine partita, ha riconosciuto i meriti dei rossoneri. Chiudo l’analisi con questa immagine: il Milan vince con i suoi giovani e inserisce Ibra nel finale al posto di Leao, un cambio più volto a guadagnare tempo che tecnico. Il Milan ha dimostrato che ora può vincere anche senza Ibrahimovic e, visto che il suo possibile rinnovo è come un ‘tormentone’, da un certo punto di vista, se il Milan vince lo scudetto può agevolare anche la fine della sua carriera. L’attuale proprietà lo avrebbe inserito fra i dirigenti, con la nuova proprietà credo possa anche andare via.”
Ibrahimovic come sta vivendo lo scarso minutaggio in questa fase cruciale?
“Io credo che lui sia consapevole del minutaggio che ha. Lo capisci anche dal linguaggio del corpo: è partecipativo, non è polemico. Vedremo cosa accadrà. Il Milan cambierà proprietà e, onestamente, i nuovi interlocutori non so quanto vogliano rinnovare il suo contratto. Lui avrebbe potuto già rinnovare a cifre più basse e fare una sorta di apprendistato per diventare dirigente ma, a questo punto, bisogna vedere cosa dirà la nuova proprietà”
L’Inter è dietro ma non molla
“Anche loro, dopo quel periodo grigio dei 7 punti in 7 partite, si sono ripresi con la vittoria contro la Juventus. Tuttavia, non sta mostrando la brillantezza che ha il Milan che, a mio avviso, gioca un calcio migliore. Il paradosso dell’Inter è che, in questo finale, i nerazzurri sono trascinati da Lautaro Martinez che è uno dei maggiori indiziati a lasciare il club a fine stagione. Qualora arrivasse una buona offerta, l’Inter accetterebbe per finanziare un’eventuale approdo di Dybala o, magari, un ritorno di Lukaku in prestito. Lautaro ha segnato 18 gol e, onestamente, fossi l’Inter starei attento a questo tipo di operazione. Dybala è un gran giocatore ma non sai cosa trovi a livello di tenuta fisica. Lautaro, in questo periodo, è come se stesse ‘riesplodendo’. Lukaku, eventualmente, ritornerebbe solo in prestito”.
Da un bomber a un altro. Vlahovic è diventato un ‘caso’ ormai alla Juventus
“Beh, è praticamente caduto nel non-gioco di Allegri. Anche gli estimatori di Allegri stanno iniziando a riconoscere la cosa. Contro il Genoa, Vlahovic ha toccato 25 palloni e ha tirato una sola volta in porta. A Genova abbiamo visto la sua espressione quando è entrato Morata, e inizia a diventare frequente la sua sostituzione. Inizia ad essere un problema, specialmente se consideriamo l’investimento, e credo sia andato nella squadra sbagliata per mettere in mostra le proprie caratteristiche come faceva vedere alla Fiorentina”.
Allegri ha fatto molto meno di Pirlo ma, il secondo, è stato cacciato. Allegri, con ogni probabilità, sarà riconfermato
“Allegri chiuderà sicuramente con meno titoli di Pirlo. Proverà a vincere la Coppa Italia ma, comunque, l’ex tecnico aveva vinto anche la Supercoppa Italiana. Secondo me, qualora fallisse anche mercoledì, sarebbe un ulteriore colpo ai progetti di Agnelli che lo ha strapagato”.
Capitolo Napoli: altra vittoria dopo i malumori e Fabian determinante
“Diciamo che queste due vittorie (Sassuolo e Torino, ndr) hanno un po’ rasserenato l’ambiente. Il Napoli ha consolidato il terzo posto e, da questo punto di vista, ha rasserenato anche De Laurentiis. Differentemente da altre stagioni, si è riusciti a creare velocemente un clima più disteso dopo i problemi. Spalletti ha fatto un ottimo lavoro e, con ogni probabilità, sarà ancora il tecnico del Napoli. Avevamo parlato di Emery, che De Laurentiis aveva già corteggiato ai tempi prima di Sarri. Abbiamo parlato anche di un ritorno dello stesso Sarri ma ti dico una cosa: nella testa di De Laurentiis il ritorno di Sarri era più che un’idea ma, probabilmente, è lo stesso tecnico che non tornerebbe. Contro il Torino si è rivisto un grande Fabian Ruiz. Sulla sua situazione contrattuale, ti posso dire che il Napoli, nonostante la scadenza al 2023, non lo valuterebbe meno di 40 milioni di euro. Ti posso anche dire che il giocatore, se lasciasse Napoli, lo farebbe facendo fare un incasso importante senza andare a scadenza. Quindi, al di là del futuro, credo che se non andrà via, rinnoverà per altri 4 anni a cifre sicuramente maggiori rispetto all’attuale ingaggio da circa 1,8 milioni”.
Un nostro ascoltatore chiede se è vero che ci sono stati dissapori tra Spalletti e il suo staff per la questione della preparazione fisica?
“No, non mi risulta. So che il tema della preparazione atletica era stato sollevato anche da una sorta di ‘indagine interna’ di De Laurentiis. I parametri fisici dei giocatori del Napoli sono stati considerati buoni. I dubbi erano più legati ad un carico di lavoro ad intensità insufficiente, ma, onestamente, non mi risultano dissapori tra Spalletti e il proprio staff”.
Se partisse Osimhen qual è il primo nome possibile per sosituirlo?
“Avevamo già parlato di Armando Broja, giocatore che ha un valore dai 30 milioni in su. Broja è di proprietà del Chelsea e, qualora andasse sul giocatore, non farebbe un’operazione in prestito in stile Tuanzebe. Al massimo un prestito con obbligo di riscatto o con recompra a favore del Chelsea. Però, onestamente, sono tutte supposizioni perchè, ad oggi, non sono pervenute offerte concrete per Osimhen”.
Questione portieri tra Ospina e Meret
“Ti dico: ci sono due ‘anime’ nel Napoli. C’è chi considera Ospina fondamentale, chi vuole un rinnovo per Meret. L’agente di Ospina ha fatto un certo tipo di dichiarazioni ma, il Napoli, non ha alcuna intenzione di partecipare ad aste. Si è parlato anche di contatti con la Lazio ma, a fine stagione, le parti parleranno. E’ una situazione in divenire”.
Un commento sulla corsa salvezza
“La corsa salvezza è diventata quasi più interessante della corsa scudetto. Ieri il Cagliari, secondo me, ha meritato il pareggio contro la Salernitana e, al netto dell’addio di Mazzarri, resta una squadra viva. La corsa salvezza è una bellissima storia senza un copione scritto e andrà vissuta fino alla fine perchè, se vai a vedere, a livello di punti sono ancora tutte coinvolte come anche Spezia e Sampdoria. Sarà davvero interessante”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Mauro Bergonzi, ex arbitro di Serie A. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Episodi della 36a giornata. Partiamo dal primo match: Inter-Empoli
“Mah, tutto sommato, la coppia Manganiello-Banti ha fatto bene nonostante qualche polemica. Giusto togliere il rigore su Barella con il VAR anche se, onestamente, dal campo sembrava rigore anche a me e lo avrei fischiato anch’io. Poi il VAR serve esattamente a questo: a vedere gli errori e rimediare. Quindi molto bravi. Un’azione che, a mio avviso, andava rivista meglio, è quella che porta al 2-2 dell’Inter. C’è un fallo abbastanza netto di Barella su Asllani. L’azione va rivista tutta al VAR quando si tratta di un gol, quindi, avrei dato una riguardata. Rischia anche Skriniar sul 3-2 che, però, prende anche il pallone, classico fallo in cui si prende tutto. Però voglio chiarire: Manganiello è stato coerente tutta la partita su quel tipo di falli, quindi apprezzo l’uniformità di giudizio. Una cosa che voglio sottolineare, però, è la simulazione clamorosa di Barella sulla leggera spinta di Asllani. E’ inconcepibile cercare di mettere così tanto in difficoltà un arbitro. Bravo il direttore di gara a non cadere nel tranello ma doveva tirare fuori il giallo per simulazione. La cosa che mi ha irritato è che Barella, dopo questa sceneggiata, è andato a protestare con veemenza contro l’arbitro. Parliamo spesso di cosa si potrebbe fare per migliorare il calcio, specialmente da parte dell’IFAB. Io spero che, in futuro, nel protocollo sia presente la possibilità di rivedere queste scene ridicole ed espellere per questi tipi di atteggiamenti non sportivi. Non ti dico neanche giallo per simulazione, ma proprio espulsione. Non si possono vedere queste scene ridicole per dei colpetti o dei tocchetti”.
Genoa-Juventus e Venezia-Bologna
“L’arbitro era Sozza che è il miglior profilo giovane che ci sia in Italia. L’ho già detto tempo fa: presto vedremo questo ragazzo arbitrare tutti i big match in Italia e in Europa. Genoa-Juventus era una partita difficile, molto difficile, ma lui è stato bravissimo come sempre. Giusto il rigore per il Genoa: De Sciglio prende nettamente Yeboah ed è sempre rigore. Segnalo, tra l’altro, che è un’azione che proviene da un contropiede con un gol clamorosamente sbagliato da Kean, quindi Sozza ha mostrato anche una grande prestanza fisica facendo avanti e indietro e facendosi trovare subito lì davanti. Uno che ha fatto maluccio, anche se stava andando molto bene, è Marinelli in Venezia-Bologna. Il rigore del 3-3 non esiste, non è mai fallo di Medel e si capisce anche da come si lancia Aramu. Bravo Maggioni, arbitro giovane e al VAR, che lo manda al monitor ma Marinelli non cambia decisione e sbaglia. Però ci tengo a sottolineare che ha fatto una stagione strepitosa, un errore lo perdoniamo anche se al monitor non dovresti. Va bene così, Marinelli resta un bravissimo arbitro.”
Altri episodi rilevanti in questa giornata?
“No, volevo giusto fare una riflessione. A volte ci sono degli episodi di incoerenza tecnica da parte di certi arbitri. Ti faccio un esempio, ma non è una polemica. In Salernitana-Cagliari, partita madre per la corsa salvezza, Di Bello fischia rigore per un presunto fallo di Sepe su Lykogiannis dopo un grave errore in uscita. Mazzoleni, esperto di VAR, lo richiama subito e giustamente viene tolto perché poi, in realtà, il tocco lo subisce il portiere campano. Molto bravi, però, mi chiedo: Di Bello è lo stesso che non ha visto l’uscita fallosa di Musso su Mertens in Atalanta-Napoli. E’ lo stesso che ha avuto bisogno del VAR per assegnare il netto rigore su Lozano in Napoli-Roma. Ecco, a volte secondo me c’è incoerenza. Ma ribadisco: non è una polemica, specialmente in un weekend dove nel complesso gli arbitri sono andati bene. Probabilmente i designatori gli hanno chiesto di avere più fiducia nelle sue sensazioni dal campo, e non aspettare troppo il var”.

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