Gli interventi di Domenico La Marca, Carlo Tarallo e Pasquale Mazzocchi a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Domenico La Marca, avvocato esperto di diritto sportivo. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.
Spezia-Napoli – “Il codice di giustizia sportiva della Figc all’art.6, punto cardine in merito alla responsabilità oggettiva dei club calcistici, chiarisce che le società rispondono delle violazioni delle norme in materia di ordine e sicurezza per fatti accaduti prima, durante e dopo lo svolgimento della gara, sia all’interno del proprio impianto sportivo, sia nelle aree esterne immediatamente adiacenti. Punti chiave per analizzare i fatti accaduti in Spezia-Napoli sono gli artt.25 e 26 del medesimo Codice, in materia di prevenzione di fatti violenti e fatti violenti commessi dai sostenitori.
Il primo articolo evidenzia come le società sono tenute all’osservanza delle norme e delle disposizioni emanate dalle pubbliche autorità in materia di distribuzione al pubblico di biglietti di ingresso nonché di ogni altra disposizione in materia di pubblica sicurezza relativa alle gare da esse organizzate.
Al comma 3 del medesimo articolo si chiarisce che i club rispondono per la introduzione o utilizzazione negli impianti sportivi di materiale pirotecnico di qualsiasi genere, di strumenti ed oggetti comunque idonei a offendere, di disegni, scritte, simboli, emblemi o simili, recanti espressioni oscene, oltraggiose, minacciose o incitanti alla violenza.
Inoltre, le società sono altresì responsabili per cori, grida e ogni altra manifestazione oscena, oltraggiosa, minacciosa o incitante alla violenza o che, direttamente o indirettamente, comporti offesa, denigrazione o insulto per motivi di origine territoriale.
La sanzione prevista è quella dell’ammenda che va da 10.000,00 a 50.000,00 euro (club di A).
Nei casi più gravi, soprattutto in considerazione di una recidiva, sono inflitte, congiuntamente o disgiuntamente in considerazione delle concrete circostanze del fatto, anche le sanzioni che comportano l’obbligo di disputare una o più gare con uno o più settori privi di spettatori, l’obbligo di gare a porte chiuse sino alla squalifica del campo per una o più giornate.
L’art.26, invece, si sofferma sui fatti violenti commessi dai sostenitori, di cui le società ne rispondono sia se questi accadano all’interno dello stadio che nelle aree esterne immediatamente adiacenti, se dal fatto derivi un pericolo per l’incolumità pubblica o un danno grave all’incolumità fisica di una o più persone.
Il medesimo articolo al comma 2 indica come sanzione l’ammenda con diffida nelle misure per i club di A da euro 10.000,00 ad euro 50.000,00(club di A).
Ove la società sia stata già diffidata o nei casi particolarmente gravi, oltre le sanzioni suindicate, vi è il rischio di andare incontro ad ulteriori e più gravi misure punitive che sarebbero quelle già viste all’art 25 e previste dall’art.8 alla lettere d, e f.
Sulla base di quanto evidenziato bisognerà valutare con attenzione le rispettive responsabilità dei club, visto che lo Spezia, in tal senso, essedo la società che giocava in casa, era pertanto responsabile dell’organizzazione dell’incontro.”

Salernitana – “Da campano sono contento per la permanenza della Salernitana in Serie A, ovviamente faccio gli auguri di un pronto ritorno in A al Cagliari, Genoa e Venezia. Questo miracolo calcistico è un successo targato Iervolino, Sabatini e Nicola. Il presidente ha avuto il coraggio in primis di investire nel mondo del calcio, in un momento così complicato nell’era Covid, ma soprattutto decidendo di puntare su una squadra e società che era sull’orlo del baratro, ma tale aspetto non l’ha spaventato anzi è stato un ulteriore motivo di sprono. Sabatini come già detto e ribadito è il vero top player di questo club, un dirigente eccezionale ed un uomo di calcio come pochi, nonostante ciò il suo inizio a Salerno è stato accompagnato da tanto scetticismo, sebbene abbia dovuto allestire una rosa in tempi di record e sempre valutando con attenzione gli investimenti da fare per non gravare il club di giocatori poco funzionali e con costi eccessivi in caso di una cadetteria che sembrava inevitabile. Invece Sabatini ha compiuto l’ennesimo capolavoro di una carriera costellata di successi, realizzando un mix di veterani e giocatori sconosciuti al grande pubblico, su tutti Bohinen e Ederson, e riuscendo a strappare alla concorrenza elementi come Mazzocchi, che hanno realmente fatto la differenza. Ovviamente merita una particolare menzione Davide Nicola, per il quale non ci sono più aggettivi, è stato il condottiero che ha letteralmente trascinato la squadra, lui rappresenta l’esempio di quanto un tecnico possa avere un peso specifico determinante per le fortune della propria squadra. È stato capace di trasmettere il suo spirito indomito alla Salernitana e merita di raggiungere ulteriori soddisfazioni con questa maglia.”
Juventus – “La stagione della Juventus certamente non è stata delle migliori ed Allegri non può permettersi un altro campionato del genere. Ci sono state delle attenuanti come la cessione di Ronaldo, il quale non è stato degnamente sostituito e soprattutto in Serie A ha nascosto negli anni precedenti falle strutturali importanti nella rosa bianconera e per il quale non è stato trovato in tempo un degno sostituto. La stessa operazione Vlahovic è stata anticipata a gennaio, non solo per offrire una valida alternativa offensiva ma soprattutto per evitare una concorrenza che in estate sarebbe stata davvero agguerrita su questo enorme talento. Gli arrivi di Pogba e Di Maria sarebbero dei colpi importanti e porterebbero un’esperienza internazionale che in questi anni alla Juventus è mancata. Queste due operazioni, inoltre, a differenza di quanto sembra, non dovrebbero andare ad incidere gravemente sul bilancio visto le uscite di Dybala e Bernardeschi e soprattutto grazie al decreto crescita. Certamente questi due colpi non bastano, visto che la Juventus necessita fondamentalmente di un regista di spessore e soprattutto di un degno erede di Chiellini. Mi aspetto un mercato importante ma anche tante operazioni intelligenti in tal senso un giocatore come Kostic, forse il migliore calciatore dell’Europa League, potrebbe rappresentare il modo giusto di operare in questa sessione estiva.”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Tarallo, giornalista de ‘La Verità’. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Un commento sulla stagione del Napoli. Si poteva fare di più?
“Si poteva fare quello che era nelle nostra possibilità, cioè giocarcela fino alla fine. Magari non avremmo vinto comunque, ma abbiamo alzato bandiera bianca: a Empoli particolarmente, in modo clamoroso. É stata probabilmente una delle pagine più nere della storia del Napoli recente. Poi è cominciata una serie di dichiarazioni che hanno fatto male alla squadra. Vedo un po’ di calo a livello emotivo dei tifosi nei confronti del Napoli”.
Il Napoli ha problemi dal punto di vista della comunicazione
“Onestamente, la comunicazione a Napoli semplicemente non esiste. In sostanza parliamo di tweet, poi rivisti, affidati al presidente De Laurentiis. È una sottovalutazione dell’importanza della comunicazione ed è strano considerando che De Laurentiis lavorava nel cinema… A volte sembra che sia fatto apposta, che piaccia suscitare certe reazioni. Ovviamente non ho le prove ma, dopo 18 anni, qualcosa inizi a chiederti”.
Qualche giornalista però sembra farselo andare bene…
“Così mi provochi (ride, ndr). Noi abbiamo visto degli insulti, da parte del vicepresidente ai danni di un giornalista in occasione della presentazione del ritiro di Dimaro. Io avrei voluto vedere una reazione importante da parte della categoria, com’è accaduto più volte con il governatore De Luca dove si sono visti comunicati importanti da parte dell’Ordine dei Giornalisti. In quell’occasione ho visto risatine, una sorta di prostrazione.
Motivi? Non saprei, probabilmente per avere l’accredito e ricevere qualche bottiglia buona a Natale con la maglietta per il bambino. Altre volte è semplice sudditanza: parliamo di ragazzi sfruttati per 200€ al mese mandati a seguire una conferenza senza un vero inquadramento. Nessuno di loro avrebbe mai la personalità per alzarsi in piedi e dire: ‘Ma lei come si permette?!”
Il Napoli ha preso Olivera. Che sensazioni hai in vista della prossima stagione?
“Io prima voglio capire bene cosa accadrà sul fronte cessioni. Koulibaly si trova davanti ad una scelta importante: stavolta, per restare, dovrà rinunciare davvero a tanti soldi. Mi aspetto che vada via? Onestamente sì. Probabilmente sarebbe più semplice rinnovargli il contratto a stagione in corso.
È impensabile iniziare la stagione con lo stesso scenario vissuto con Insigne quest’anno. Per l’anno prossimo dico che, in caso di conferma di Ospina, Osimhen ed altri potremo vivere una stagione come quella attuale perché non credo che il Napoli punterà allo scudetto”.
Spalletti resta?
“Sì, per mancanza di alternative (ride, ndr)”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pasquale Mazzocchi, calciatore della Salernitana. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

A gennaio parlasti di miracoli Salernitana, sei stato il primo a crederci. Cos’è successo da quando sei arrivato a Salerno?
“È passato ancora troppo poco tempo per realizzare quanto accaduto. Quando si fanno certe scelte bisogna essere determinati, ed è quello che sono stato quando sono venuto qui a Salerno. Ci ho sempre creduto”.
Sei un uomo di grande fede. Quanto ti ha aiutato?
“La mia fede mi ha aiutato tanto ma, sicuramente, deve essere sempre accompagnata dal duro lavoro e la costanza in allenamento. Anche questa è la fede. Dalle nostre parti si dice ‘aiutati che Dio t’aiuta’”.
Quanto è stato importante mister Davide Nicola per la salvezza?
“Ripeto quando detto prima: quando fai certe scelte, devi essere consapevole di cosa vuoi e puoi dare alla squadra. Nicola è stato straordinario, ha lavorato molto sulla nostra testa. Ci ha fatto lavorare con serenità e piano piano ci siamo resi conto che stavamo per realizzare un sogno”.
Cosa è accaduto nell’ultima partita con l’Udinese?
“Abbiamo speso davvero tanto mentalmente. Abbiamo giocato 7 partite in 21 giorni sapendo che non potevamo risparmiarci. Quando ti ritrovi poi a giocare queste partite da dentro o fuori e prendi gol, poi ne prendi un altro, inizia a diventare difficile. Loro liberi mentalmente? Assolutamente, quando giochi sereno sei totalmente un altro giocatore”.
Hai sempre raggiunto i tuoi obiettivi. Ricordiamo Rimini, Parma, Venezia. Hai lasciato i lagunari salvi, poi sono retrocessi…
“Io a Venezia mi sono trovato davvero molto bene. Lì ho trovato un gruppo fantastico, ho un ottimo rapporto ancora oggi con i tifosi. Probabilmente, la società non apprezzava le mie prestazioni e ha fatto delle scelte, poi io ho fatto le mie. Ho accettato questa sfida difficile e non ho avuto paura di farlo”.
Chi è stato decisivo per la tua scelta di andare a Salerno?
“Sicuramente il direttore Sabatini. Dentro di lui sentiva qualcosa di positivo e mi ha detto: ‘Per fare questo miracolo a Salerno ho bisogno di gente come te’. Quando senti una frase così da un dirigente tanto importante non ci pensi due volte”.
Un ascoltatore, atleta Paralimpico che ti conosce ed è del tuo stesso quartiere, ci scrive e si complimenta con te ricordando da dove sei partito, la periferia napoletana
“Intanto lo saluto, ho capito chi è, si chiama Emmanuele, un caro amico. Eh, noi lo sappiamo: questi quartieri, specialmente quando sei più giovane, possono portarti via dalla strada giusta. Io, infatti, voglio dire a tutti i ragazzi di quei quartieri di continuare a sognare, di non farsi fermare dai problemi e continuare a lavorare per quello che si vuole ottenere. La strada che sembra più facile non è quella giusta, nessuno ti regala nulla”.
Il vostro gruppo può ispirare tanti giovani atleti
“A tal proposito ho detto a Luigi (Lauro, il procuratore, ndr) che, per questa storia della Salernitana, andrebbe scritto un libro. Non tanto per la Salernitana in sé, ma per aiutare tutti quei ragazzi che si sono trovati in questa situazione. Io stesso ho vissuto una situazione simile a Perugia ma non andò bene. Può darsi che, chi legge questo libro, trova ispirazione e ci crede anche quando la situazione sembra disperata”.
Conosci già il tuo futuro?
“In questo momento non mi sembra rispettoso parlarne. Io ad oggi sono un giocatore della Salernitana, poi vedremo. Se voglio restare? Certo, sto benissimo qui ma se ne discuterà più avanti. Io non ho grilli per la testa, voglio restare qui, il mio futuro non lo immagino lontano da Salerno”.
Il calciatore a cui ti ispiri?
“Io ho preso tanto esempio da Di Lorenzo, non tanto per il modo di giocare quanto più per il cammino, perché siamo diversi tecnicamente, ma entrambi siamo partiti dal basso. Poi, sinceramente, non ho particolari giocatori a cui ispirarmi. Io penso a migliorarmi continuamente”.
Ti aspettavi la chiamata di Mancini per lo stage?
“È un sogno arrivare in Nazionale. Un sogno che sto cercando di trasformare in obiettivo perché continuerò a lavorare duro per migliorarmi”.
Come hai sempre fatto…
“Esatto, come ho sempre fatto. Testa bassa e pedalare, vedremo che succederà”

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