Gli interventi di Ruud Kroll, Oscar Damiani e Dino Zoff a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’ex giocatore del Napoli, Ruud Kroll. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

La serie a è diventata uno degli ultimi campionati fra i top 5 europei…
“Negli anni ottanta in Italia arrivavano tutti i calciatori più forti. Da quando Messi ha scelto la Spagna è cambiato qualcosa. In quel momento si è capito che, economicamente, l’Italia non era più al primo posto. Attualmente il primo campionato è la Premier League, al secondo La Liga ed al terzo posto Serie A a parità con la Bundesliga”
Prendere calciatori sul finale di carriera, come Pogba e Di Maria, aiuta a migliorare il movimento?
“Purtroppo in questo momento il calcio vive una grave crisi economica, per questo si prendono calciatori come Pogba a cui non devi pagare il cartellino. Per rilanciare il movimento ci vogliono le idee ed i giovani di talento, oggi non è più così, non si punta più sui settori giovanili e, anzi, i ragazzi delle Primavera giocano fra di loro, non contro i professionisti, e per questo non crescono. La scuola olandese, in questo, è molto differente: accompagniamo i ragazzi fino ai 19 anni se ne hanno bisogno, ma poi sono pronti per diventare professionisti”.
Qualche settimana fa i calciatori della nazionale olandese sono scesi in campo con le maglie delle loro prime squadre: dovrebbe essere una iniziativa da ripetere anche in Italia per dare visibilità alle squadre minori?
“Sarebbe giusto non solo per i piccoli club e le scuole calcio, ma anche per motivare i ragazzini che, oggi, vedono la loro maglia indossata dai loro idoli”.
Come si sviluppano i settori giovanili, tu che conosci dall’interno quello dell’Ajax, ovvero uno dei migliori al mondo?
“C’è bisogno di tanti soldi perché bisogna creare infrastrutture dove i ragazzi sono insieme e vicino ai loro idoli, i quali devono essere un esempio per i giovani”.
Giusto da parte del Napoli lasciar partire Mertens a zero?
“Per me, no. Dries ha fatto la storia del Napoli, il mancato rinnovo, per me, è stata una grande sorpresa. Mertens avrebbe potuto dare ancora tanti gol ed una grandissima esperienza. Vero che nell’ultimo anno non è stato decisivo dal punto di vista realizzativo, ma è uno che ha scritto pagine di storia importanti. Almeno un altro anno glielo avrei fatto fare, e spero ancora che si trovi un accordo. Poi Napoli è meravigliosa, lo dico io perché ci ho vissuto, sono sicuro che Dries non voglia andare via”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Oscar Damiani, ex calciatore di Napoli, Inter e Milan. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Damiani: “Mertens? Bisognerebbe capire quali siano state le vere richieste e le offerte fatte dal club. Se la richiesta è fuori budget, è automatica l’impossibilità del rinnovo. Poi sostituire Mertens a livello tecnico è un altro discorso, ma resta il fatto che questi sono ragionamenti che stanno soltanto agli agenti del calciatore e alla società.
Kvaratskhelia? Lo conosco poco, lo vedremo nelle prime amichevoli e potremo giudicare. Il giocatore è valido se è stato scelto da Giuntoli, ma è prematuro dare giudizi nonostante si sia messo in evidenza con la sua nazionale. Non dimentichiamo poi che l’inserimento in Serie A non è da tutti e soprattutto non è immediato.
Criscito in MLS? Ha fatto bene a Genova per tanti anni, la sua scelta mi sembra giusta anche per una questione culturale, un cambio di vita. Certo, mancherà ai rossoblù perché ha fatto la storia in quel club.
Di Maria e Pogba? Una vera scommessa: vengono da stagioni non facili. Se stanno bene, daranno qualcosa in più alla squadra perché sanno trascinare i compagni. Di Maria è un fenomeno nell’uno-contro-uno, Pogba ha una forza incredibile e sa far gol. Oltretutto Allegri credo sia l’allenatore giusto per valorizzarli. Osimhen e Koulibaly? Li terrei entrambi, se fossi Spalletti. Francamente sono fondamentali: Osimhen addirittura può ancora migliorare. Un’eventuale scelta tra i due va fatta in base alla possibile alternativa, ad un possibile sostituto che arriverebbe a coprire le loro assenze. Coca-Cola partner del Napoli? Ho lavorato in pubblicità e so cosa vuol dire, ci sono strategie per le quali la Coca-Cola aveva bisogno di espandersi al Sud, dove è meno diffusa che al Nord. Napoli in questo senso può essere un gran veicolo, tra l’altro il sol fatto che un’azienda simile si sia interessata al Napoli e a Napoli mi fa soltanto un gran piacere”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Dino Zoff, ex dirigente sportivo, portiere ed allenatore, nonché Campione d’Europa e del Mondo con l’Italia. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Quanto perderebbe il Napoli senza Meret?
“Per il ragazzo è importante restare in Serie A. Non capisco perché Empoli, ma l’importante è avere il posto sicuro. Se Ospina è andato via, non capisco perché il Napoli dovrebbe lasciarlo partire. Empoli piazza tranquilla? Per un portiere non c’è mai una piazza semplice, sono tutte calde, perché quello è un ruolo di responsabilità e rischi”.
Un ricordo di Italia-Brasile dopo quarant’anni?
“Ognuno che incontro mi riporta alla parata degli ultimi minuti. È un ricordo piacevole sempre vivo in me”
Con Pogba e Di Maria la Juve si sta muovendo bene?
“Con Pogba mi sembra un’ottima mossa. Su Di Maria non lo so, è un grande calciatore della nazionale argentina, viene dal Psg, ma ha comunque una certa età. L’importante è che la Juve ritorni a competere per lo Scudetto nella prossima stagione”.
Koulibaly al Napoli?
“Koulibaly è Koulibaly, sta bene ovunque. Non credo sia lui a voler andare via, sta bene ed è un punto di riferimento. Ad ogni modo, ovunque andrà, farà bene. È un campione dentro e fuori il campo, ma il segno evidente lo lascia sul rettangolo di gioco”.
Chi ha fatto, fino ad ora, un mercato migliore tra Juve e Napoli?
“È presto, vediamo alla fine. Ad esempio, per lo Scudetto della scorsa stagione davano tutti per favorita l’Inter, ma poi l’ha vinto il Milan. Questo ci fa capire che nel calcio è impossibile fare previsioni in nessun ambito, nemmeno nel mercato”
La Serie A è un cimitero di elefanti?
“In Inghilterra, ad esempio, hanno la forza economica di prendere campioni più giovani. Noi dobbiamo adattarci, i nostri club non hanno più quella disponibilità economica che ti consente di prendere giocatori forti ma anche giovani”
Come giudichi il primo anno di Donnarumma al PSG? Gli consiglieresti di tornare in Italia?
“Donnarumma ha scelto di andare a Parigi per una questione di soldi, non gli consiglio di tornare in Italia, anzi, deve stare lì e dimostrare di poter superare anche i momenti difficili”

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