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Gli interventi di Beppe Galli, Franco Colomba e Luis Vizzino a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Beppe Galli, agente Fifa. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Tanti parametro zero in questa finestra di mercato: volontà dei calciatori o poca programmazione delle società?
“Prima venivano accusati gli agenti per le scadenze contrattuali, si diceva che eravamo noi a farlo per strappare dei bonus più alti. La verità è che, tolta qualche squadra che ha ancora disponibilità economica, si sta cercando di ridurre al minimo le spese. Oggigiorno vale di più lo Scudetto del bilancio, dunque certi ingaggi non sono più elargibili. Poi dipende sempre dal calciatore, ad esempio se Zaniolo fosse a parametro zero, avrebbe già firmato con qualcuno. De Ligt 120 milioni dal Bayern? Se ci riescono fanno un grandissimo affare. Nessun campione può determinare la vittoria o la sconfitta della squadra. Con quei soldi potrebbero prendere, ad esempio, Bremer, bruciando la concorrenza di tutti. Lui è un grande difensore, arcigno, mi piace”.
Perché Dybala è ancora senza squadra?
“Non si discute il campione, forse più la sua tenuta fisica. Quando sta bene è fortissimo, ma prima di riconoscergli un determinato ingaggio, forse, i club interessati vogliono garanzie anche fisiche”.
Hai parlato di tetto ingaggi e giovani che consentono di perseguire vittorie: l’unico club che lo sta facendo, però, è il Milan…
“Il problema, per gli italiani specialmente, è che prendere uno straniero costa molto molto meno. La percentuale degli italiani è inferiore per questo. Poi, si chiede di investire sui giovani, ma al primo errore lo bocciamo, così come alla prima buona partita lo esaltiamo. Un discorso che vale anche per gli stranieri: tanti sono passati in Serie A senza lasciare traccia, poi sono esplosi altrove. Manca la cultura dell’attesa. E poi, consentitemi, si è sempre parlato di seconde squadre, ma l’unica società che l’ha fatta è stata la Juventus. Con i ragazzi campani forti che ci sono, potremmo fare una rappresentativa con soli calciatori provenienti da quella regione, così come accade nel Lazio. Ma non si fa, non c’è cultura, bisognerebbe cambiare il sistema calcio dall’alto, facendo una tavola rotonda tra allenatori, dirigenti e procuratori. Anche le polemiche devono essere costruttive, non distruttive come si fa da noi”:
Gestione Fiorentina: Vlahovic, Torreira ed altri dimostrano che Commisso ha dettato una linea dura…
“Non entro in casa degli altri, ma non si deve parlare più dei procuratori al plurale. Quando si trova un professionista scorretto, lo si allontana e non ci si lavora più. Non bisogna fare di un’erba un fascio. Con Vlahovic, invece, hanno fatto un capolavoro. Ciò che è sbagliato nel calcio è che se oggi litighi con un procuratore perché lo ritieni scorretto, non devi riavvicinarti in un secondo momento solo perché ha qualche elemento di tuo interesse. Al Bayern ci sono procuratori che non si possono più accostare alla società a causa di scorrettezze passate, e questo deve insegnarci qualcosa”
Koulibaly e Mertens…
“In primis faccio i complimenti a Giuntoli per come interpreta il suo ruolo. Ha preso tanti calciatori forti a prezzi contenuti, ed anche nel caso di questi rinnovi è stato impeccabile. L’offerta a Koulibaly è importante, anche per Mertens: se questi ragazzi si professano così innamorati della piazza, accetteranno senza battere ciglio. Staremo a vedere”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Colomba, allenatore, tra le altre, di Napoli, Parma e Bologna. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Koulibaly è un giocatore sostituibile?
“Parliamo di un centrale di grandissima affidabilità, integro fisicamente, sostituirlo non è semplice e c’è bisogno di un sostituto all’altezza. Lui ha sempre dichiarato di essere legato alla città, quindi mi aspetto che accetti. Mertens? Il suo ruolo è quello di togliere le castagne dal fuoco all’occorrenza, ed ogni tanto fare da spalla ad Osimhen. Anche lui ha sempre dichiarato e dimostrato amore per la città, pertanto credo che il belga possa dare ancora tanto al Napoli”.
Come vedi la stagione della Salernitana che sta per iniziare?
“Dovrebbe essere la consacrazione di un club che vuole restare in Serie A. Bisogna non perdere i giocatori importanti, come accaduto con Ederson che, anche in una stagione difficile, ha stupito tutti. Con Coulibaly e Bohinen hanno fatto un grande centrocampo, garantendo palle giocabili all’attacco e copertura alla difesa. Bisogna trovare sostituti all’altezza”.
Sei partito dal basso: perché agli ex calciatori, specie ai campioni del mondo, si danno chance che ad altri non vengono date?
“La differenza la fanno i procuratori ed il loro prestigio. I presidenti sono molto sensibili a queste situazioni, cercano lustro attraverso i nomi e con la collaborazione dei procuratori provano a portare calciatori promettenti. Alcuni di questi allenatori, però, alla fine si dimostrano validi e riescono ad esprimersi ad ottimi livelli. Io consiglio sempre la gavetta, perché è formativa, ma di fronte alla possibilità di allenare una grande squadra quasi nessuno ha la razionalità di pensare al percorso di crescita”.
Spalletti ha detto che Politano ha montato un caso da solo: meglio tenerlo demotivato oppure lasciarlo partire?
“Meglio lasciarlo partire, ma è una grossa perdita. Il Napoli ha già rinunciato a Insigne, forse a Mertens, sostituire anche Matteo è difficile, per non parlare degli automatismi che verrebbero a mancare tutti insieme. Sugli esterni d’attacco resterebbe solo Lozano che già conosce cosa chiede il mister”.
Il portiere deve davvero saper giocare con i piedi?
“Io non sono contrario: se il calcio ha preso questa direzione, è giusto. Il problema è che si sta esasperando il concetto, cercando un regista nel portiere, con cambi di gioco, passaggi filtranti e, al bisogno, anche di dribbling. Una volta in porta ci andava quello più scarso con i piedi, adesso gli vieni richiesta tecnica sopraffina. Meret? Mi piace, è un nazionale. Poi ovvio che non ha la stessa qualità con i piedi di un giocatore di movimento. Ben venga saper giocare con i piedi, allenarsi e migliorare in questo fondamentale, ma il portiere deve saper parare”.
Chi si sta muovendo meglio sul mercato?
“L’Inter ha riportato in Italia il calciatore che le ha fatto vincere lo Scudetto, ovviamente parlo di Lukaku. Dunque si stanno muovendo bene. Se riuscissero anche a prendere Dybala, sarebbero di certo i favoriti. Il Milan sta mantenendo il gruppo che gli ha fatto vincere lo Scudetto. Poi c’è la Juve che ha preso due signori giocatori, Pogba e Di Maria, e venivano già da un ottimo girone di ritorno. Il Napoli, invece, ha portato due giovani che porteranno freschezza. Dal punto di vista tecnico non metto in discussione le scelte di Spalletti e Giuntoli”.
Oggi il Bayern potrebbe portare 120 milioni di euro nelle casse della Juve: è un affare?
“Economicamente è un affare. La Juve viene da anni in cui ha speso male tanti soldi. Tecnicamente un po’ meno: il ragazzo è forte, non è semplice sostituirlo. In questi anni in bianconero è cresciuto tanto e credo la sua mancanza si sentirà”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Luis Vizzino, agente Fifa ed avvocato. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Mario Rui partirà titolare o verrà subito scalzato da Olivera?
“Il nuovo arrivato è un ottimo prospetto, ma la Serie A resta, per me, fra i campionati più difficili al mondo. C’è tanto tatticismo dalle nostre parti, pertanto mi aspetto un periodo di adattamento, nonostante le sue grandi doti. Ha scelto il numero di Hamsik, ovvero il 17, pertanto dimostra grande personalità, carattere e la consapevolezza di dover dimostrare tanto al club ed alla piazza”.
Quanto è difficile, oggi, stipulare il contratto di un professionista?
“Quando si tratta di trasferimenti dall’estero, dal punto di vista burocratico ci sono tanti passaggi in più da essere espletati. Queste trattative si fanno nella prima parte del mercato proprio perché si sa che ci vuole più tempo. Rispetto alle operazioni che si concludono nello stesso paese, le tempistiche sono chiaramente superiori. Koulibaly? Al di là del contratto, ciò che conta è la volontà del calciatore che, se non è fondamentale, gioca un ruolo molto importante”.
A Salerno stanno facendo un mercato con i giovani: come lo giudichi?
“Vedo un grande progetto, una proprietà ed un presidente che guarda molto nel lungo termine, nel pieno rispetto degli indici economici di cui bisogna tenere conto. Questo vale sia per la Salernitana che per tutte: bisogna arrivare prima di tutti sui profili giovani che, in un secondo momento, possono portarti una plusvalenza. De Sanctis è molto bravo e preparato, si sta muovendo sotto traccia ma ha già portato a casa dei profili importanti in relazione all’obiettivo salvezza. Stanno lavorando anche sul settore giovanile, che per me deve rappresentare il futuro delle nostre società aiutando la causa delle prime squadre. Non escludo che, verso fine mercato, possa arrivare qualche colpo a sorpresa che infiammi la piazza”.
Dybala al Napoli è fattibile?
“Questo è un mercato strano, pensare che Paulo sia senza squadra al 10 di luglio dimostra quanto sia cambiato il modo di fare trasferimenti. Le società iniziano davvero a fare grande attenzione ai conti. Per il Napoli è una operazione difficile, sono convinto che Dybala sia molto appetibile all’estero, ma se dovesse continuare ad essere svincolato potrebbe abbassare le pretese economiche, facendo rientrare anche gli azzurri nella corsa all’argentino”.
Lukaku mossa fenomenale dell’Inter?
“Sì, dall’esterno sembra addirittura paradossale per come è andata. Brava l’Inter, ma tanta confusione in casa Chelsea. Anche questo fa parte del mercato. Senza nulla togliere a Lukaku, che in Serie A ha già fatto la differenza, io non sono mai propenso ai ritorni, perché la storia del calcio ci insegna che non hanno quasi mai portato i frutti sperati. Più che la minestra riscaldata, oggigiorno, in questo periodo storico, sarei più propenso a spendere di meno, costruendomi il progetto in casa. Le cifre di cui si sente parlare nel mondo del calcio, ma in qualunque settore dell’imprenditoria, stonano con la condizione economica globale. Pogba? Il calciatore è indiscutibile, il suo valore, anche il relazione al campionato italiano, fa la differenza. All’estero non ha dimostrato di essere un fuoriclasse, ma da noi può fare la differenza. Nella costruzione di un progetto futuro, in un discorso di spendibilità, non so fino a che punto sia utile ad una società che viene fuori anche da qualche difficoltà economica. Queste sono solo considerazioni personali, La Juve viene fuori da due anni in cui non ha vinto nulla, quindi credo che questo colpo, ritenuto un pezzo pregiato, serva anche a dare sprint alla piazza. Di Maria, invece, nonostante l’età è davvero un fenomeno e mi aspetto, dal punto di vista tecnico, che possa fare la differenza”.

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