Gli interventi di Diego De Carli, Ciccio Baiano e Enzo Montefusco a Radio Marte

A Radio Marte nel corso di “Marte Sport Live” è intervenuto Diego De Carli, giornalista
“Il presidente è da sempre la star del ritiro, quindi non c’è ritiro senza di lui. I primi giorni sono stati fantastici se li guardiamo nell’ottica del ritorno alla normalità questo è il ritiro più bello. Quest’anno abbiamo avuto giornate splendide. Siamo tornati a fare il ritiro degli autografi e l’unica richiesta è quella della mascherina nel momento del contatto diretto con i giocatori. È un ritorno al contatto tra i tifosi e la squadra. Infatti le domande all’allenatore e ai giocatori questa sera le faranno i tifosi. Settimana intensissima? È un po’ come avviene con i fuochi d’artificio, c’è la partenza e poi il gran finale. Giovedì la prima visione del lavoro di Spalletti con l’amichevole. Domenica di nuovo l’amichevole, ma col Perugia che è approdato ai playoff la scorsa stagione. Soddisfatti dell’affluenza? Certo, esce quello che ormai da anni si è capito, i napoletani e i partenopei hanno un amore sviscerato per la squadra. La pizza napoletana ha qualcosa di differente rispetto alla pizza che viene fatta qua e penso che i napoletani abbiano imparato a mangiare anche le nostre cose come i formaggi e i salumi. Se proseguirà l’avventura del Napoli a Dimaro? Ho appena detto che il nostro rapporto è ottimo”.

A Radio Marte nel corso di “Marte Sport Live” è intervenuto Ciccio Baiano, allenatore
“Spalletti orientato anmettere da parte il 4231? Io non credo. Comunque non si va tanto lontano dal 4231, passando al 433. È questo il marchio di fabbrica di questo Napoli. Poi dipende dalla posizione di Zielinski: se gioca 10 metri più avanti è 4231 se gioca 10 metri più dietro è 433. Mancano ancora due pezzi da 90, anzi da 120, Koulibaly e Osimhen. Spalletti fa bene ad essere preoccupato per una possibile partenza di Koulibaly, giocatori come lui sono problematici da rimpiazzare e costano più degli attaccanti. Si sta provando a giocare più andando sul fondo per sfruttare Osimhen. Prima il Napoli non andava sul fondo per crossare giocando col piede invertito. Se sta provando questo vedremo più cross in mezzo e non passare solo con palle a terra e con penetrazione centrale. Petagna? Lo terrei come terzo attaccante, è un giocatore che ha giocato poco, però il suo lo ha fatto e si è sempre fatto trovare pronto. Per un giocatore di quella stazza non è semplicissimo farsi trovare pronto. Ha una fisicità che ha bisogno di tempo, è come se lui fosse un diesel e Mertens un motore a benzina. Se non dovesse rimanere Mertens il Napoli dovrebbe tenere Petagna, poi penso che sono un po’ di anni che è a Napoli e credo sia arrivato il momento di giocare. Dybala? Se io non accontento Koulibaly che è una colonna portante di questo Napoli, potrò mai accontentare Dybala?”.

A Radio Marte nel corso di “Marte Sport Live” è intervenuto Enzo Montefusco, allenatore
“Si è capito l’anno scorso che il colpo di testa sia una delle qualità migliori di Osimhen e il tecnico cerca di mettere i giocatori in condizione di servire l’attaccante. Se Spalletti sta pensando di mettere in un angolo il 4231? È un po’ di tempo che diciamo che il Napoli ha nelle corse il 433. Secondo me ha i giocatori per quel modulo. Zielinski si è perso giocando sotto punta, perché una cosa è giocare partendo da metà campo ed un’altra è partire 20 metri avanti con la marcatura. Con Anguissa, Lobotka, Zielinski e Fabian modulo ideale? È quello di tornare a 3. Io penso che questo centrocampo completo come il Napoli ce l’hanno poche squadre, ma chiaramente bisogna aspettare le risposte dei calciatori, tra cui quelli che sono in scadenza come Fabian Ruiz. Poi sappiamo benissimo che se i calciatori non sono tranquilli non riescono a dare il meglio. Poi bisogna attendere e vedere cosa succederà, cosa faranno Koulibaly, Mertens, Osimhen e altri calciatori. Ci sono dei dubbi che vanno risolti il prima possibile. Anche per Spalletti non è un lavoro facile quello di avere un giorno dei calciatori e un giorno no. Le dichiarazioni di Spalletti? Spalletti lo conosciamo, dice di essere un coraggioso, sa di avere una rosa di calciatori molto forte, ma sa anche che ci sono dei giocatori da scoprire come Kvaratskhelia. Se l’offerta del Napoli a Koulibaly fosse vera, la società si prenderebbe una grande responsabilità perché non sa tra 2/3/4 o 5 anni come sarà il giocatore”.

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