Gli interventi di Gigi Pavarese, Carlo Tarallo e Carlo Tavecchio a Radio Marte

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Gigi Pavarese, storico ex direttore sportivo del Napoli. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

“Tenere i senatori? Se pensiamo che finalmente è arrivato un terzino, in grado di spingere di più di Mario Rui – l’ultimo dei senatori rimasti (ride, ndr) – diciamo che l’opera di ristrutturazione, di ringiovanimento si può dire completa. A tutti è dispiaciuta questa mancanza di chiarezza su quelli che erano gli intendimenti, le linee da seguire. Un discorso come quello del presidente, con tutte le ammissioni che ha fatto, sarebbe stato meglio impostarlo venti giorni prima. L’amore verso questa società è ai minimi storici, nessun’arma avrebbe risolto le cose come una buona dose di chiarezza: il tifoso deve capire quali sono gli obiettivi e i movimenti di una società. Dichiarazioni sullo Scudetto? Quelle parole furono frutto delle critiche nei confronti del presidente De Laurentiis, che durante la stagione non aveva mai proferito la parola Scudetto. Voleva solo far capire che nel suo animo quella voglia di primeggiare, di vincere esiste eccome. Già all’epoca però era abbastanza chiaro che la situazione ad esempio di Koulibaly fosse incrinata, ma non si perché il Napoli è arrivato solo alla fine a proporre un contratto importante. Giuntoli ha parlato di proposta fatta verso aprile, ma già sapevamo anche lì che il difensore era promesso al Barcellona, che poi non aveva abbastanza fondi. Bastava dirlo da subito: Kalidou vuole essere ceduto perché vuole provare altre esperienze, ma non lo daremo a società italiane. Mi sarei aspettato questo. Mertens? Non capisco ora perché si mettano sul piatto le offerte e si voglia dare la colpa su chi abbia rifiutato e così via. Non si è trovato l’accordo, punto. Ti direi che è mancanza di stile, ma quella andrebbe riferita a chi è in questo ambiente da troppo poco tempo. De Laurentiis conosce questo mondo, forse parla di queste proposte in virtù del rapporto stretto con Dries ma ha fatto molto male i suoi calcoli. Perché Mertens avrebbe dovuto accettare? In qualità di lenzuolo calato per coprire certe altre decisioni? Come contentino?
Osimhen e Spalletti? Qua non dobbiamo stare a creare casi. Esistono certe dinamiche all’interno dello spogliatoio in cui non bisogna intromettersi: bisogna avere rispetto prima per i compagni e poi per se stessi, comunque, ma sono cose che capitano e non ci vedo niente di male. Ho sentito delle critiche verso Spalletti, ma cerchiamo di non intrometterci. Non è questione di maturità o prove di forza, bisogna anzi essere tutti uniti nell’interesse del Napoli, senza creare polveroni. Meret? Investimento importante per la società, bisogna puntare su uno come lui che è il futuro del calcio italiano. Caratterialmente ha bisogno di sentire il posto da titolare sicuro, è uno che soffre la presenza di un giocatore che ha più personalità rispetto a lui. Non lo conosco, lo apprezzo solo dall’esterno ma mi dà questa impressione. Sono comunque decisioni che deve prendere Giuntoli con Spalletti, in una stagione che sarà molto dispendiosa per i Mondiali e per la preparazione che andrà fatta in modo oculato e mirato. Ad ogni modo il ruolo del portiere è cambiato, siamo sempre stati abituati ad avere ruoli definiti ma non possiamo far altro che aspettare di capire quali saranno gli orientamenti. Raspadori? Se il Napoli crede che sia un profilo adatto per formare la batteria offensiva allora è sicuramente un profilo giusto. Può esaltarsi con il Napoli, ha gli attributi giusti e ha anche vinto gli Europei nella passata stagione. Obiettivi Juve? Anche con Pogba infortunato, gli obiettivi dei bianconeri sono sempre gli stessi. Hanno soluzioni interne importanti come Rabiot. Non interverranno sul mercato per prendere un altro centrocampista, anche se leggo che stanno cercando Paredes come organizzatore di gioco”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Tarallo, giornalista de ‘La Verità’. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

“Mercato Napoli? Non sono deluso, diciamo moderatamente pessimista. Mi deludono i comportamenti, quelli sì. La società ha parlato di agguato quando ADL fu insultato, ma questi sono modi per far parlare di sé. Non si può parlare di attentato, di agguato. Sono termini che purtroppo significano ben altro. Per quanto riguarda i contenuti, De Laurentiis ha spiegato l’offerta fatta a Mertens e non credo che il Mattino possa saperne più di lui. Credo che sia la verità, dunque. Cessione club? Io sono sicuro che De Laurentiis stia preparando il terreno per vendere. Lui stesso ha ribadito di aver avuto molte offerte, per cui credo che sia una certezza che va ben oltre il mercato di quest’estate. È evidente, non vedo che abbia degli interessi – se non finanziari, economici – a restare presidente di una squadra di calcio. Non gli piace questo mondo e dopo 18 anni è ancora un corpo estraneo. Il calcio è uno sport che ha dei valori e delle peculiarità sociali e culturali, tutte cose che a lui non interessano minimamente. Quando arriveranno abbastanza soldi se ne andrà in 5 minuti, così la penso. Offerta? Mi risulta che sia già tutto definito, ma le tempistiche sono ancora da valutare. Comunque entro il 2024 dovrà cedere, io sono sicuro che siamo vicini. Sostituto non alla pari? Perché, De Laurentiis che risultati ha avuto? È stato l’unico nella storia che per due volte è arrivato Campione di Inverno e non ha vinto lo Scudetto. Nessuno lo rimpiangerà. Nessuno sa chi c’è alle spalle di De Laurentiis? Purtroppo a Napoli siamo tutti giornalisti e opinionisti, ma non possiamo parlarne perché non è una cosa che nasce oggi. Chiavelli? Decide lui tutto, ne sono certo. Comunica lui le decisioni a De Laurentiis, non il contrario. Come si fa a non capirlo? Tutto ruota intorno al denaro, per cui la persona che se ne occupa è chiaramente la più importante in una società. Integralisti del tifo pro ADL? Proiettano la loro frustrazione sui tifosi che invece vorrebbero vincere qualcosa, essere felici ed essere trattati bene e coccolati. Trovano la loro ragione d’esistenza nel tifare per il bilancio e non per la propria squadra, ci vorrebbe uno studio psicologico (scherza, ndr). Giornalisti molto vicini al Napoli? I giornalisti dovrebbero raccontare e permettere al tifoso di formarsi, di avere un pensiero critico. Qui invece si è creato un groviglio, nessuno fa quello che deve fare e che è nelle sue corde. Quindi, anche i tifosi finiscono per risentire di questo intreccio di gente che litiga, che si accapiglia. Dov’è il sogno, dov’è il calcio in questo? Ogni anno dovrebbe arrivare un grande acquisto, la folla aeroporto… ma il sogno non c’è. Purtroppo, quando si parlava di Dybala, in tanti dicevano ‘non potrà arrivare perché guadagna troppo’, e questo ci dà il polso di quanto ci sia una psicosi economica in città, ormai tanti hanno subito gli effetti del lavaggio del cervello fatto da De Laurentiis in questi diciotto anni”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’ex Presidente della FIGC, Carlo Tavecchio. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

“Serie A? Non cambierà niente, abbiamo il culto degli stranieri. Siamo invasi da giocatori a fine carriera che vengono a svernare, a prendere gli ultimi soldi della loro vita professionale. Non investiamo sui giovani, come vuole crescere questo movimento senza i giovani? Ci sono società che vincono i campionati Primavera ma non hanno un solo giocatore in prima squadra. Questo è l’andazzo che dipenderà esclusivamente da fondi investiti in Italia con certi criteri, ma finché non ci sarà una soluzione del genere sarà sempre così. Il problema è l’utilizzo dei giovani, non i loro contratti. Fondi che investono nel campionato? Si tratta di interventi di Paesi che sappiamo bene quante possibilità hanno. Arrivano sempre da questi luoghi ricchissimi, evidentemente investono in Italia e poi ritornano nei loro paradisi. Un fondo non è una mutualità, è fatto per guadagnare e fare speculazioni, almeno secondo me. Mancano le idee o le strutture? Intanto bisognerebbe recuperare alcune strutture che sono state ferme negli ultimi anni. Se venissero applicati i controlli sui bilanci delle grandi società, già la situazione sarebbe migliore perché sarebbe un obbligo l’utilizzo dei giovani. Questo invece non succede mai. Scudetto? La favorita è ovviamente la Juventus, specialmente in virtù degli acquisti che ha portato a casa. È anche diverso tempo che non vince, quindi ha una fame differente rispetto alle altre in questo momento. La stessa Juve però ha puntato poco sui giovani, non schierano nessuno della loro squadra B se non in qualche caso raro. Italia che non va ai Mondiali? Io sono il primo tifoso della Nazionale, per cui il mio stato d’animo per essere stati esclusi era pessimo. Non l’ho vissuta come una rivincita ma ci fu chi mi diede del razzista e non capì il mio discorso: io semplicemente dissi che bisognava accantonare questo culto per gli stranieri. Non si investe più in questo gioco, non è più come prima. Insigne? In qualsiasi attacco lo metti, Lorenzo fa la differenza: tira da tutte le posizioni, ha fantasia e crea sempre pericoli. Crea gioco. Mancherà molto ma ha fatto bene a sfruttare questi chiari di luna che ogni tanto nella vita si verificano. Cessione Napoli? De Laurentiis guarda molto ai bilanci e lo sa bene, non si può non tener conto delle finanze di un club a prescindere dall’idea di vendere. C’è un proverbio che dice “c’è un marchese, noi facciamo le spese in funzione delle entrate”.

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