Benitez e la fascia sinistra: c’è De Guzman, ma anche altre opzioni…

E in casi del genere, cosa si fa? Certo non la monetina, né il sorteggio, né il cuscino: quando il gioco si fa duro, quelli “puri” come Benitez si tuffano in campo, osservano, riflettono e poi decidono.
Però stavolta la sorte ci ha preso gusto, si è concentrata, ha preso la mira ed ha colpito nel cuore della fascia sinistra azzurra: prima fuori Insigne, poi si è fermato anche Mertens e adesso qualcosa andrà pur “inventata”, per fronteggiare l’emergenza e al tempo stesso per riuscire a dare equilibirio al Napoli.
IPOTESI UNO. De Guzman è di nuovo in pole, così dice l’ultimo allenamento, così suggerisce anche il codice-Benitez, che non ignora i dati statistici: Ghoulam ne ha giocate otto di seguito, ha acido lattico ovunque, ha poi un mesetto da dedicare ancora al Napoli, prima di lanciarsi in Coppa d’Africa.
De Guzman schierato a sinistra, o magari a destra con Callejon spostato dall’altra parte, è una soluzione, la più accreditata al pomeriggio d’un sabato utile anche per studiare ancora il Cagliari, per provare ad evitarne il pressing.
Altrimenti, Ghoulam a sinistra, con Callejon a destra, Hamsik nel mezzo e De Guzamn pronto, eventualmente, a cambiarla a partita in corso.
IPOTESI DUE. Volendo, ci sarebbe anche Mesto, che da ragazzo, diciamo così, ha fatto l’esterno alto: ma significherebbe comunque cambiare troppo negli equilibri del gioco e chiedere a Callejon di andare sul versante meno congeniale alle proprie caratteristiche.
E dunque, più De Guzman che Ghoulam ma anche più De Guzman che Mesto e anche più De Guzman che un mischione tattico, un ribaltone che sembra si possa escludere (sembra, eh?), perché nelle corde di questo Napoli c’è soprattutto il 4-2-3-1, c’è la capacità di essere se stesso attraverso l’occupazione dello spazio difensivo con gli esterni che si abbassano e quello di produrre manovra offensiva industriandosi tra le linee.

IPOTESI TRE. E questo è l’”altro” Napoli, quello che prescinde da Insigne e Mertens, perché poi ci sono gli altri dieci-undicesimi da mandare in campo e dunque una squadra che deve comunque misurarsi con nuove esigenze.
A sinistra, in difesa, Britos è in vantaggio, lo si sente nell’aria e pare annunciarlo anche l’ultimo allenamento e il sovraccarico di lavoro a cui è stato sottoposto Ghoulam ma anche l’affidabilità garantita dall’uruguayano negli ultimissimi tempi; in mediana, non si tocca David Lopez, l’autentica cerniera di un settore che ha trovato un frangiflutti consistente e di personalità, non c’è Jorginho (squalificato) ed è ballottaggio tra Inler e Gargano, con lo svizzero che sembra possa garantire maggior geometria, ma comunque è una questione fondata sul dettaglio, perché anche il sudameriano ha possibilità.
Il resto è largamente annunciato: Albiol e Koulibaly fanno i centrali davanti a Rafael; Maggio ha superato l’influenza e si lascia preferire ad Henrique; Hamsik è tornato ad essere, almeno all’inizio un intoccabile e se ne starà alle spalle di Higuain. Ma a sinistra……?

Fonte: Corriere dello Sport

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