AMARCORD: l’ultima volta a Napoli, il Lecce fece piangere gli azzurri

Il Lecce torna a Napoli per la prima volta da quando l’impianto ha preso il nome di D.A. Maradona. Se non è passato moltissimo tempo, cronologicamente parlando, 9 febbraio 2020, sembrerebbe esserne passato molto di più tecnicamente anche perché i salentini ne sono usciti clamorosamente vincitori; appena cominciata l’era Gattuso, le problematiche legate all’esonero di Ancelotti ogni tanto si riaffacciavano. Lecce avanti alla mezzora con il tapin vincente di Lapadula che, solissimo, raccoglie una corta respinta di Ospina, la reazione del Napoli è tutta in una girata di Insigne che spizzica il palo. Al 48°pari di Milik, simile nella dinamica al vantaggio ospite, azione confezionata dal duo InsigneMertens, al 60° Lecce di nuovo avanti e ancora con Lapadula che raccoglie di testa un invito di Falco. Napoli pericoloso con Milik, ma lo stadio rumoreggia sonoramente quando Ospina si supera su un’incornata di Barak. Una perfetta punizione di Mancosu all’82°, con il tecnico Liverani quasi incredulo in panchina, sembra mettere fine alla gara prima dell’illusorio 2-3 di Callejon al 90°. Il riferimento ad un cd. tempo tecnico è anche dovuto al fatto che entrambe le compagini hanno cambiato guida tecnica e le cinque reti sono state siglate da calciatori che non indossano più le due maglie.

Il Lecce ha vissuto una lunga serie di vicissitudini dal 2012 con la retrocessione in Prima Divisione per illecito sportivo, prima di queste l’ultima sfida risaliva al 4 dicembre 2011 e fu un pirotecnico 4-2; azzurri sul 3-0 al 45° con le reti di Lavezzi, Cavani e Dzemaili, Muriel accorcia le distanze al 54° prima del 4-1 ancora di Cavani e del 4-2 di Corvia in pieno recupero.

Il Lecce non vinceva a Napoli dal campionato 1997-98; analogo, e amaro, destino per le due squadre entrambe retrocesse al termine di quella sciagurata stagione. Era il 22 marzo 1998, il Lecce s’impose 4-2 portandosi in vantaggio già al 2° con Casale per poi raddoppiare con Palmieri. Protti su rigore e Altomare portarono gli azzurri sul 2-2 ma un’autorete dell’argentino Ayala spianò la strada ai pugliesi che firmarono il quarto gol con Atelkin nei minuti di recupero. Nella serie cadetta, un anno dopo, 16 maggio 1999, fu un altalenante 2-2. Napoli in vantaggio con Mora, ospiti che ribaltano la situazione con Sesa e Casale prima del rigore di Schwoch per il definitivo 2-2.

Nuovo pari, 1-1, nel marzo 2001 con le due reti nella ripresa. Edmundo per il Napoli pareggio del Lecce di Vugrinec. A fine campionato retrocesse solo il Napoli che fu raggiunto in B dai salentini nel 2002 e fu ancora 1-1 nel novembre di quell’anno: vantaggio di Stellone e pari di Chevanton dopo soli cinque minuti.

Per avere ragioni dei pugliesi il Napoli dovrà aspettare sino al 2007. Serie B, penultima giornata di campionato, Napoli virtualmente promosso dietro la capolista Juventus. Napoli-Lecce 1-0, Calaiò al 7° del primo tempo. Il 14 dicembre 2008 ci fu un sonoro 3-0 firmato da Hamsik, Pazienza e Denis e due anni dopo, 19 dicembre 2010, regalo natalizio di Cavani al 93° ad un allora San Paolo rassegnato allo 0-0.

Andando indietro, merita menzione il Napoli-Lecce del 27 gennaio 1991: l’incontro si chiuse sul 2-2 in un San Paolo furibondo con la terna arbitrale per i due penalty assegnati ai salentini. Zibì Boniek, tecnico giallorosso, intervistato mentre lasciava il campo a fine gara, disse “Comprendo il pubblico, ma quando i rigori ci sono bisogna darli!”. Questa la successione delle marcature: Incocciati all’8°, Pasculli al 34° su rigore, Careca al 70° e definitivo pari di Virdis, sempre su rigore all’87°. Ancora quattro reti, stavolta tutte nella porta del Lecce, nella sfida del 26 febbraio 1989; Napoli-Lecce 4-0, doppietta di Carnevale, reti di De Napoli e Alemao, quest’ultimo al suo ritorno in campo dopo l’epatite virale che lo aveva tenuto fermo diversi mesi. Quella stessa domenica l’Inter dei record, leader indiscussa di quel campionato, perse 3-2 a Firenze (lo sfortunato Borgonovo fu tra i protagonisti) permettendo al Napoli di avvicinarsi ad un punto autorizzando sogni di scudetto.

Polemiche, stavolta da parte leccese, dopo il 3-2 del novembre 1989; ospiti in vantaggio con Virdis al 5°, pari di Fusi al 22° e vantaggio di Carnevale undici minuti dopo. Conte al 1° della ripresa ristabilì un equilibrio che durò sino all’89° quando Carnevale girò in rete un cross trovandosi in chiara posizione di fuorigioco. Dopogara concitato con polemiche che ebbero un’eco anche lontano dal San Paolo.

Antonio Gagliardi

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