Napoli, Giuntoli: “La verità su Navas e CR7”

Cristiano Giuntoli, direttore sportivo del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva a Kiss Kiss Napoli nel corso de “La Città del Pallone” trasmissione condotta da Valter De Maggio:

Meret è stato un po’ troppo criticato, qualche parola di fiducia in più da parte di Spalletti gli farebbe bene“Ho visto Meret più sereno nelle ultime tre partite. In porta è il più bravo degli ultimi anni. Ha fatto una parata su un colpo di testa complicata facendola sembrare facile. Ha elasticità e s difendere la porta. Se ha fatto più di 100 partite nel Napoli, un motivo ci sarà”. 

Dove può arrivare il Napoli? “Napoli non si deve porre obiettivi, si deve porre l’obiettivo di vincere tutte le partite. Provare a vincere con il Liverpool, il Napoli sa che può essere competitivo contro chiunque quindi quello deve fare. Poi parlerà il tempo”. 

Cristiano Ronaldo? “Brutto spegnare i sogni dei tifosi ma non c’è mai stata una trattativa. Nessuno discute le qualità di Cristiano Ronaldo, ma noi siamo legati e ci teniamo stretti i nostri calciatori pensando di avere una squadra molto competitiva”.

Ancora sul rinnovo di Meret: “Il procuratore ci ha sempre detto di voler aspettare chi arrivasse o meno. Adesso che ha la titolarità, non credo che ci saranno problemi. Attendiamo il rientro dalle vacanze del suo agente”. 

Navas? “In primavera avevamo 4 giocatori in scadenza, ovvero Koulibaly, Ounas, Fabian Ruiz e Meret. Siamo arrivati ad un punto dove o rinnovavano o dovevano essere ceduti. Avendo un buonissimo rapporto con il Psg che cercava un giocatore come Fabian Ruiz, abbiamo fatto una sorta di accordo di problemi reciproci. Volevamo affiancare Navas a Meret ma quando abbiamo capito che non era possibile farlo perchè c’era un disguido tra di loro, abbiamo avuto fortuna e siamo stati bravi a vendere Fabian Ruiz”.

Rinnovo Meret? “Ho sentito qualche accusa. Abbiamo sempre puntato su di lui. Ha perso due volte 40 giorni lo scorso anno. Quando lo comprammo ha perso 2 mesi. Con Ancelotti giocò più di Ospina. Poi per una ossessione sulla impostazione da dietro, ha giocato meno”. 

Come sta Osimhen? “Ha un piccolo fastidio all’adduttore, non c’è lesione, si tratta di un affaticamento che deve gestire lui insieme al dottore e decidere poche ore della partita col Liverpool se è il caso di rischiare o meno”.

Napoli di Giuntoli? “Non è il Napoli di Giuntoli ma di De Laurentiis, Spalletti, Giuntoli e tutti gli altri. Sono da otto anni a Napoli e vi posso dire che scremare l’organico e rinforzarlo è difficile. Poi quello che pensa il popolino non mi interessa. Questo è un Napoli competitivo e di questo sono sicuro. Ogni calciatore ha la sua storia, non sapete cosa c’è dietro ognuno di loro: richieste e rinnovi, per esempio. Marotta aveva Bonucci e Nedved, eppure era la Juve di tutti. Questo vale anche per il Napoli”. 

E’ l’inizio di una nuova era e ci vuole tempo. Concorda? “Nel calcio ci vuole sempre tempo per amalgamare. Il mister deve conoscere le caratteristiche dei giocatori. La squadra per essere competitiva deve avere per prima cosa equilibrio, quindi conoscere bene nello specifico le caratteristiche dei calciatori. E ci vuole un po’ di pazienza”. 

Come si scopre Kvaratskhelia? “Arrivano tante segnalazioni che noi prendiamo in esame. Dopo di che negli anni da parte nostra c’è sempre stato un interessamento, ovviamente in passato chiedevano tantissimi soldi che non potevamo spendere e abbiamo aspettato il momento giusto. Lo scoppiare della guerra ci ha permesso di avere un canale un po’ meno costoso. Così siamo riusciti a portare molto prima del mercato questo ragazzo”.

C’erano stati mugugni dopo il pari con il Lecce, sabato con la Lazio è arrivata una bella risposta: “Innanzitutto i complimenti che ho ricevuto vanno divisi tra il presidente, Chiavelli e tutto lo staff che lavora con me. Io credo che insieme a tutta la comunicazione e il marketing abbiamo fatto un lavoro lungo e importante e credo che il grande applauso vada a tutti. Detto questo, il rinnovamento era già stato fatto nel 2019 quando erano rimasti 4 calciatori su 26. In un anno non abbiamo fatto bene, abbiamo cambiato allenatore e vinto la Coppa Italia. L’anno successivo abbiamo perso la Champions per un punto e l’anno scorso l’abbiamo centrata. Poi abbiamo cercato di ripartire con un progetto che potesse dare una continuità di auto sussistenza economica che ti porta ad essere più sereno nei ragionamenti. Credo che un tifoso napoletano debba essere orgoglioso di tutto quello che sta facendo la famiglia De Laurentiis perchè mantenere la squadra ad alti livelli non è facile e servono grandi capacità manageriali che ha dimostrato di avere”. 

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