Gli interventi di Paolo Bargiggia, Davide Di Gennaro e Mauro Bergonzi a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Paolo Bargiggia, giornalista esperto di calciomercato. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Pensieri sulla vittoria della Juve con il Toro? “È presto per dire che la permanenza di Allegri è sicura. Con questo successo, la squadra, tuttavia, ha dimostrato che i calciatori si sono presi le loro responsabilità; inoltre, le dichiarazioni di Agnelli hanno blindato Max, fare diversamente non avrebbe cambiato la situazione dei giocatori. Il Torino è stato impalpabile, manca l’anima battagliera di sempre. Si tratta di una rosa costruita male… questi tre punti sono comunque preziosi per la Juve. È presto per fare valutazioni, i bianconeri non sono stati comunque travolgenti, hanno vinto con la zampata di Vlahovic. Non è ancora primavera, non si sa se i calciatori sono stati costretti a ricompattarsi per loro volontà o per circostanze esterne”. Ingerenza di Elkann alle spalle di questa situazione? “È complicato fare delle valutazioni circa gli equilibri presenti all’interno dello spogliatoio. Agnelli è un dipendente di Elkann solo formalmente, credo che la famiglia abbia un pacchetto azionario che si aggira intormo all’11%, quello di John è poco superiore. Non credo che questa figura sia così stratega da mettere in atto determinate situazioni per far cuocere a fuoco lento il cugino Andrea”. Lautaro è tornato al gol con l’Inter… “La rete del Toro è legata anche al ritorno dei nerazzurri, la compattezza e la crescita di questa squadra sono evidenti. Inzaghi ha scelto finalmente un portiere, con Onana è maturato lievemente anche il reparto difensivo. Necessario è stato l’intervento della società milanese. Forse l’argentino sta beneficiando anche dell’assenza di Brozovic, Simone ha scelto bene nel collocare Chalanoglu in cabina di regia. L’Inter si è rimessa in corsa, non era facile riprendersi da un momento estremamente delicato”. Giudizio sui pareggi conquistati dell’Udinese? “Negli ultimi due turni il club ha affrontato due avversari del livello di Atalanta e Lazio. Ha conquistato due punti ugualmente preziosi. La squadra non ha paura a giocare ed è allenata da un ottimo tecnico, è semplicemente una fase del girone. Non vedo un declino dei friuliani. Inoltre, anche i club italiani più in forma attraversano momenti complicati dopo gli impegni di coppa”. Milan favorito per la scudetto? “Se dovessi puntare 10 euro sulla squadra vincitrice dello scudetto, punterei sul Napoli. I rossoneri, tuttavia, continuano a piacermi. Sono due squadre che offrono un calcio propositivo; l’Atalanta è la terza in comodo e non è la solita Atalanta, è cambiata rispetto allo scorso anno. Pioli dimostra sempre coraggio nelle scelte, le quali sono quasi sempre premiate. Nella ripresa ha effettuato alcune sostituzioni e con queste ha vinto la partita. Non è soltanto fortuna, queste vicende dipendono anche dalla bravura degli allenatori. Il Napoli può contare su una rosa più profonda e su calciatori di maggior qualità rispetto al Milan. Onore e merito comunque ai rossoneri. Mi è piaciuta tanto anche la prestazione del Verona e l’atteggiamento della squadra proposto da mister Bocchetti”. Dato lo stop di Anguissa, il Napoli interverrà sul mercato a gennaio? “Non credo che il club si fionderà sul mercato. Franck potrebbe già tornare a disposizione con la Roma. La società azzurra, inoltre, ha avuto rassicurazioni da parte di Lobotka circa il rinnovo, nonostante l’interesse del Chelsea e di un presunto contratto da 3,5 milioni a stagione. Lo slovacco ha ribadito la volontà di vesture ancora la maglia azzurra, entro l’11 novembre dobrebbe firmare il prolungamento quinquennale del contratto a 2,5. Anche Anguissa rinnoverà con il club partenopeo; con Rrahmani, invece, si discuterà a stagione in corso. Non ci saranno sorprese neppure circa il futuro riscatto di Raspadori e Simeone”. Pensieri sulla stagione di Ndombele? “Sta convincendo la società azzurra. Tuttavia, quest’ultima è consapevole che manca ancora l’intensità per disputare 90 minuti. La valutazione è sicuramente positiva”. Jorginho potrebbe lasciare il Chelsea con l’arrivo di Potter? “È in scadenza di contratto. Al termine della stagione il calciatore potrebbe firmare per il Barcellona. Il club inglese non avrebbe intenzione di prolungare il suo contratto”. Giudizio su Meret e sull’eurrore commesso con il Bologna? “La valutazione della società è legata alla fatica del calciatore per il numero elevato di impegni. Ieri i compagni hanno giustificato Alex dichiarando che la traiettoria della conclusione di Barrow era particolare. Tecnicamente è un ottimo portiere, si tratterebbe di un errore commesso per la stanchezza mentale del ragazzo. Il Napoli nutre tanta fiducia in questo calciatore”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Davide Di Gennaro, calciatore del Portici 1906 ed ex, fra le tante, di Milan e Lazio. Di seguito un estratto realizzato dalla redazione de IlSognoNelCuore.com.

Il Napoli corre, ma il Milan gli sta dietro
“Il Napoli ha fatto il salto di qualità, non tanto per il livello dei nuovi calciatori, perché anche quelli che sono andati via erano tutti fortissimi. Vedo più maturità, più consapevolezza dei propri mezzi. Questo accade quando si dà tempo al mister per lavorare col proprio gruppo. Il Milan resta la squadra da battere perché è campione in carica. Anche qui influisce positivamente il fatto di avere lo stesso allenatore da tempo consolida il progetto tattico. Poi Maldini e Massara sono stati bravissimi, nel tempo, a costruire una rosa di spessore internazionale. Occhio anche all’Atalanta che, nonostante abbia cambiato modo di giocare, si sta imponendo silenziosamente”.
La tua Lazio sta risultando altalenante nei risultati
“In primis faccio un grosso in bocca al lupo a Ciro Immobile. È un grande calciatore e uomo, merita il meglio, speriamo che l’infortunio non sia grave. La Lazio mi sembra più rodata rispetto alla passata stagione, i ragazzi hanno appreso gli insegnamenti di Sarri e quasi sempre riescono a metterli in pratica. Ovvio che poi ripetersi ad alti livelli ogni tre giorni sia estremamente difficile, ma i biancocelesti, quest’anno, diranno la loro”.
Sei appena passato in Serie D al Portici: come si trovano le motivazioni per giocare in interregionale dopo aver indossato maglie gloriose come quelle di Milan e Lazio?
“In realtà il Portici mi ha dato grosse motivazioni, possiamo dire che la società ha riacceso in me quella fiamma, forse, nell’ultimo periodo avevo perso. In primis ci troviamo di fronte ad una società seria, veterana di questa categoria perché la frequenta da ben sei anni, e sappiamo quanto difficile ed oneroso sia stare in Serie D per così tanti anni. Inoltre, dopo decenni in cui sono stato in giro, avevo voglia di tornare a casa, a Portici, nella città che da quindici anni mi ha adottato, visto che mia moglie è di qui, i miei figli sono nati qui e ci viviamo ormai da un decennio. Insomma, è stata una scelta di cuore, ma ho trovato anche un terreno fertile importante”.
Possiamo dire buona la prima: 1-1 casalingo contro una squadra che punta a vincere il campionato
“Sì, siamo molto contenti, mi stavo allenando col gruppo già da due mesi e sapevo fossero tutti ragazzi validi. Ieri abbiamo pareggiato contro la Paganese che, come detto, è una squadra che punta ad arrivare in Lega Pro. Noi, invece, non ci poniamo limiti: testa bassa, ragioneremo partita dopo partita, poi a fine campionato tireremo le somme”.
Dal Meazza al San Ciro di Portici, passando per l’Olimpico
“Devo dire che la piazza porticese è molto calda. Ho visto tanti tifosi, ieri, allo stadio. Sarà compito nostro dimostrare a questa gente di essere all’altezza del loro tempo. Io posso garantire che daremo il 100% in ogni gara. Oltre a noi, però, è importante che anche il Comune faccia il proprio lavoro: a breve dovrebbero iniziare i lavori di ristrutturazione dell’impianto, ed anche quello darà ulteriore linfa e spinta a tutto l’ambiente. Spero anche che il nuovo San Ciro attiri nuovi investitori che possano dare una mano al presidente. In queste categorie, gli sponsor sono vitali, quindi faccio un appello agli imprenditori locali”.
Parli già da leader: ti stai preparando per quando appenderai gli scarpini al chiodo?!
“Sono molto entusiasta di questa esperienza e di questa società. È ancora presto per dirlo, non so ancora che carriera vorrò intraprendere una volta ritirato. Posso solo dire che qui mi sento a mio agio, mi sento a casa. Sono i miei ultimi anni e voglio scrivere un pezzo di storia di questa gloriosa società”.
Come i calciatori argentini che chiudono la carriera nella squadra della propria città?
“Può essere letta così, ma non mi sono ispirato a nessuno. Ripeto: una scelta di cuore, ma anche ponderata grazie alla solidità di questa società. Farò il massimo per riportare il club tra i professionisti”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’ex arbitro Mauro Bergonzi. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Pensieri sul weekend arbitrale? “Ottime prestazioni da parte dei direttori di gioco, anche perché i calciatori stanno pensando a giocare ed accettano gli scontri di gioco. Gli arbitri sono spesso condizionati dall’atteggiamento dei giocatori, i quali determinano di conseguenza l’arbitraggio. Naturalmente esistono diversi generi di direttori di gioco, ma tutti hanno intenzione di condurre una gara in modo fluido. Se si ottengono risultati positivi nelle coppe, è evidente la pacatezza delle squadre in Serie A”. Gioco pericoloso di Kvara in occasione del gol di Lozano? “Nulla di stranno tranne la fame insaziabile dei calciatori del Napoli. Ho cercato di guardare l’episodio, ma non segnalo nessun fallo. Non è stato gioco pericoloso”. Quanto rischia un calciatore con tanta fame di gol? “L’arbitro deve dare solo ordine in campo, ma un giocatore dovrebbe capire che in alcuni circostanze è inutile protestare. Anche perché i direttori di gioco si fanno un’idea dei calciatori e di conseguenza ciò condiziona le loro decisioni abritrali. Essere antipatici e protestare tanto è uno svantaggio per gli stessi atleti”. Era giusto il cartellino giallo per Sansone? “Si tratta sicuramente di una condotta antisportiva. Ma dipende dalla partita e dal suo andamento. Bisogna attenersi al regolamento, ma analizzare anche le diverse circostanze. Gli episodi dubbi rappresnetana circa il 70% nel corso delle partite”. Quanto è difficile per un arbitro seguire i nuovi ritmi del calcio europeo ed essere sempre sul pezzo? “Questo periodo è sicuramente negativo per i tanti impegni vicini. L’esperienza è necessaria per stare sul pezzo ed avere la lucidità adeguata per dirigere gli incontri. Si diventa direttori di gioco internazionali a 37 anni, ma la bravura è chiedere di riposare, perché non essere concentrati provoca problemi seri. Queste partite ravvicinate sono devastanti, soprattutto se si considerano anche gli infortuni muscolari”. Pensieri sul recupero fisico e mentale degli arbitri donna? “Per arbitrare in Serie A bisogna superare determinati test atletici. Ma non cambia nulla rispetto ai colleghi uomini, bisognerà capire poi come Maria Sole Ferrieri Caputi riuscirà a tenere botta per la sua formazione tecnica ed atletica. L’Italia aveva bisogno di un interprete femminile in un campionato come la Serie A”. Con la Roma potrebbe avvenire la svolta della Samp… “Spero in un miracolo… ci sono tante probablematiche attualmente. Stankovic ha imparato da Mourinho, mi auguro che con il suo arrivo cambierà la situazione. Prima di esseri grandi calciatori, i blucerchiati devono essere grandi uomini. La gara delicata è Lecce-Fiorentina, la situazione viola sono è da monitorare”.

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