EDITORIALE – Gli azzurri sprofondano all’Inferno, nuovo k o, all’Olimpico con la Roma. Tifosi increduli e preoccupati

EDITORIALE. Recita un vecchio adagio: “Al peggio non vi è mai fine”. Questo proverbio calza a pennello al Napoli che, quest’anno, sta conducendo un campionato di male in peggio, con prestazioni abuliche, svogliate, senza né capo né coda; ieri un altro brutto tonfo all’Olimpico di Roma contro i padroni di casa giallorossi che si sono imposti per 2 a 0. La tifoseria partenopea è sempre più incredula, delusa, amareggiata e soprattutto molto preoccupata nel guardare il proprio Napoli passare dal Paradiso dello scorso campionato all‘Inferno di adesso. L’ex allenatore Garcia si starà dicendo, finalmente ora capiranno che non ero io la causa di tutti i mali di questa squadra. Mazzarri, chiamato da De Laurentiis, al capezzale della formazione campione d’Italia, ammalatasi di non saprei quale male, non è riuscito ancora a guarirla.  La situazione, dopo quest’altra battuta d’arresto, per la cronaca l’ottava stagionale,  si fa molto dura, il quarto posto si allontana e al momento le prospettive di trovare la medicina giusta non ne vedo. Gli azzurri sono scivolati al settimo posto, con quattro punti di distacco dalla zona Champions, un distacco che sarebbe colmabile solo se questi ragazzi, diventati improvvisamente l’ombra di sé stessi, invertissero la rotta, già dalla prossima gara casalinga col Monza venerdì 29 dicembre. Ma di chi le colpe maggiori di tale disastro? Ovviamente in campo ci vanno i calciatori, per cui devono assumersi le loro dirette responsabilità, tuttavia, il primo artefice di una situazione, oggi divenuta allarmante, a mio modesto avviso, è di una persona in particolare che ha voluto fare il padre padrone in assoluto senza mai confrontarsi o attorniarsi di collaboratori competenti ed esperti che potessero avere voce in capitolo per quanto riguarda l’ingaggio dell’allenatore e la conduzione del mercato. Il buon Aurelio credeva che bastasse lui soltanto per continuare sulla falsariga della stagione passata. Una presunzione assurda che ha causato una tempesta quasi prevedibile, come hanno capito i vari Spalletti, Giuntoli e così via, al punto di scappare, ma non pensavo in questi termini. Il meraviglioso Napoli che ha sbaragliato tutti, oramai è e resterà solo un bel ricordo, purtroppo. Se facciamo i conti la gestione di Walter Mazzarri è inferiore a quella del francese. In otto partite ne ha perse cinque e la scossa sperata non c’è mai stata.  Per gli azzurri è notte fonda e c’è il grande rischio di non entrare tra le prime quattro, il che sarebbe un danno enorme per le casse sociali ma il presidente non vuol tornare sui suoi passi, continuando ancora a fare di testa sua, pure davanti ad un disastro simile. E per favore  non parlatemi degli arbitri che tartassano il Napoli. certo hanno commesso tanti errori ma non può essere un alibi, quando una squadra è forte e ha gli attributi non vi è  direttore di gara che tenga, la dimostrazione la danno gli scudetti vinti, sia con  il giocatore più grande al modo, sia appena un anno fa, allorquando gli ostacoli si superavano con facilità estrema vista la forza, la compattezza e la fame di gloria dei giocatori, tutti uniti a dare il massimo. Ora queste doti non si vedono più. Tra poco si aprirà il mercato invernale e invece di annunciare l’acquisto di rinforzi, che fa il patron? Dichiara di aver venduto Elmas al Lipsia per 25 milioni e di aver fatto firmare l’allungamento del contratto a Osimhen con una clausola da 130 milioni. Un contratto farsa che preannuncia la vendita dell’attaccante nigeriano nella prossima campagna estiva. Ma quando mai De Laurentiis avrebbe dato ad Osimhen un ingaggio di dieci milioni all’anno. Cosi facendo i tifosi si allontaneranno nuovamente dalla squadra a giusta ragione.

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