AZZURRI PER SEMPRE – Costanzo Celestini, lo stantuffo di Capri che trascinò il Napoli alla salvezza

Prima che il Napoli diventasse una corazzata mondiale, c’erano anni in cui la salvezza era una missione quasi epica. In quel calcio crudo e romantico, il San Paolo adottò un ragazzo di Capri che incarnava la fatica, la generosità e la corsa infinita: Costanzo Celestini.
Centrocampista instancabile, “faticatore” puro, sempre pronto a mettere il corpo dove gli altri esitavano, diventò una pedina fondamentale nelle stagioni più complicate. Le sue incursioni in area portarono rigori decisivi, trasformati dall’infallibile Moreno Ferrario, e valsero punti che profumavano di salvezza.

Un calciatore forse sottovalutato dal grande pubblico, ma amatissimo dagli allenatori e rispettato dai compagni. Un azzurro vero. Un azzurro per sempre.

Costanzo Celestini, classe 1961, cresciuto nel vivaio partenopeo, debuttò giovanissimo in prima squadra.
Con la maglia del Napoli collezionò: 91 presenze ufficiali e 4 gol.

Numeri che raccontano solo una minima parte del suo contributo reale: Celestini era il cuore pulsante del centrocampo, un equilibratore capace di correre senza sosta, recuperare palloni e inserirsi tra le linee con un’astuzia fuori dal comune.

Dopo le prime stagioni di crescita e sacrificio, si impose come titolare nelle annate più delicate, quando il Napoli doveva lottare punto su punto per restare in Serie A. E fu proprio allora che la sua energia inesauribile divenne una risorsa vitale.

ANEDDOTI

I rigori che salvarono il Napoli

Celestini non era un 10, non era un rifinitore, e forse proprio per questo spiazzava le difese: sbucava in area nei momenti più inattesi.
Le sue incursioni portarono diversi rigori decisivi, frutto della sua determinazione più che della tecnica. Ferrario li trasformava con freddezza, ma l’origine di quei punti-salvezza era quasi sempre la sua: gambe che bruciavano e coraggio che non vacillava.

● L’aneddoto con Maradona: “Diego, guarda come corre questo…”

Un episodio raccontato da compagni dell’epoca e circolato spesso negli ambienti del Napoli riguarda proprio l’arrivo di Diego Armando Maradona.
Durante uno dei primi allenamenti congiunti, mentre tutti osservavano rapiti il talento del Pibe de Oro, fu Maradona stesso a fermarsi un attimo e a dire ridendo, con l’accento argentino che diventò presto famigliare:

“Ma questo qui non si ferma mai? ¡Corre más que todos ustedes!
(“Ma questo non si ferma mai? Corre più di tutti voi!”)

Celestini, imbarazzato, rispose con una corsa ancora più feroce sul pallone successivo.
Maradona si avvicinò e gli diede una pacca sulla spalla:
Vos sos importante, hermano. Continua così.”

Da quel giorno, Diego ebbe per lui un rispetto particolare.
Non era un funambolo, ma era esattamente il tipo di giocatore che Maradona amava accanto: uno che dava tutto, sempre.

“Lo stantuffo di Capri”

Il soprannome nacque perché sembrava animato da un motore interno: avanti e indietro, recuperi, inserimenti, pressione costante. Non era solo corsa, ma intelligenza tattica pura. In quegli anni difficili, Celestini fu il metronomo del sacrificio, la bussola della sofferenza.

Costanzo Celestini rappresenta una delle storie più sincere del Napoli anni ’80: un ragazzo che ha dato tutto, spesso senza riflettori, ma sempre con il cuore. Un giocatore che amava la maglia e che, grazie alla sua energia e alle sue giocate “di rottura”, contribuì come pochi alle salvezze più sofferte.

Uno di quelli che non si dimenticano.
Un vero Azzurro per Sempre.

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Vincenzo Letizia
Vincenzo Letizia, giornalista sportivo napoletano classe 1972, ha collaborato con numerose testate nazionali e locali, tra cui Il Golfo, Il Tempo, La Verità, Cronache di Napoli e Il Corriere di Caserta. Ha raccontato il calcio in radio e in TV, partecipando a trasmissioni come Campania Sport, Pane e Pallone, Area Azzurri e ideando format come PianetAzzurro TV. Dirige il portale sportivo pianetazzurro.it e coordina progetti editoriali dedicati all’informazione e al territorio. Accanto al lavoro giornalistico coltiva la scrittura creativa: ama il mare, la montagna, la natura e il punto esatto in cui sogno e nostalgia si trasformano in poesia.
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