di Vincenzo Letizia
Archiviata la parentesi opaca contro la Lazio, il Napoli di Antonio Conte ha ritrovato se stesso in una sera di ferocia agonistica e geometrie ritrovate. Non è stata una partita, ma un monologo; non una sfida, ma un esercizio di stile che ha trasformato il prato del Maradona in un palcoscenico per solisti ispirati.
La Cremonese, giunta all’ombra del Vesuvio con l’acqua alla gola e il disperato bisogno di punti salvezza, è parsa invece un pugile suonato già al primo gong. Troppo fragile per essere vera, troppo arrendevole per chi deve lottare nel fango della zona retrocessione. Il 4-0 finale è, se vogliamo, un parziale generoso per i grigiorossi: la cronaca racconta di un tiro a bersaglio incessante, dove i legni e qualche riflesso di puro istinto hanno evitato che il tabellino assumesse proporzioni tennistiche.
Conte ha chiesto risposte e le ha ottenute. Se contro la Lazio la squadra era parsa scollegata, quasi prigioniera del proprio timore, stasera ha riscoperto la gioia del gioco. Il Napoli ha trovato soluzioni offensive con la naturalezza di chi sfoglia un catalogo: tagli profondi, sovrapposizioni costanti e una densità in area che ha mandato in corto circuito la retroguardia lombarda. È stata una prova di determinazione feroce, quella “cazzimma” che l’allenatore leccese predica come un mantra e che oggi è sgorgata fluida da ogni interprete.
Questi tre punti non sono solo ossigeno per la classifica, ma pietre miliari nel percorso verso la qualificazione in Champions League. Il pubblico, che ha assistito a una danza corale fatta di gol e divertimento, esce dallo stadio con una certezza: quando il Napoli decide di accelerare, il paesaggio circostante diventa improvvisamente sfuocato per gli avversari.
Resta il dubbio sulla consistenza della Cremonese, spettatrice non pagante di un pomeriggio di gala, ma i meriti degli azzurri restano intatti. La corsa all’Europa che conta passa da qui: dalla capacità di trasformare la rabbia in bellezza.
Il calcio, a volte, non è questione di schemi, ma di fame. E stasera il Napoli ne aveva per tutti.