Il Napoli chiuderà quest’annata comunque con un successo in bacheca: la vittoria della Supercoppa Italiana conquistata lo scorso dicembre a Riad, un trofeo che ha dato una fiammata d’orgoglio alla stagione azzurra grazie alla doppietta di David Neres in finale. Ma la prossima Supercoppa, quella dell’edizione 2026/27, vedrà ancora il Napoli tra i protagonisti o sarà rivista la formula, rimescolando completamente le carte in tavola? Se i trionfi recenti appartengono alla storia, il futuro del torneo è un cantiere aperto tra esigenze di calendario e nuove frontiere commerciali.
Il bivio del format: Final Four o gara secca?
La Lega Serie A si trova davanti a una scelta strategica. Il format a quattro squadre, che ha caratterizzato le ultime edizioni, garantisce introiti certi e una maggiore visibilità per gli sponsor, ma deve fare i conti con un calendario europeo e mondiale sempre più saturo. La pressione dei grandi club per un ritorno alla gara secca — la sfida “vecchia maniera” tra chi vince lo Scudetto e chi alza la Coppa Italia — si fa sentire, specialmente in vista di una stagione che culminerà con le competizioni internazionali per club. Al momento, l’orientamento della Lega sembra pendere verso la conferma del mini-torneo a quattro, ma la decisione definitiva è attesa per le prossime assemblee di fine stagione.
Caccia al pass: la situazione a fine aprile
Mentre ci avviciniamo alla fine del campionato, i verdetti del campo iniziano a comporre il puzzle delle partecipanti. L’Inter, dominatrice incontrastata del torneo nazionale, è già praticamente certa di un posto. Il Napoli, dal canto suo, sta lottando per blindare la qualificazione attraverso il piazzamento in Serie A: in caso di conferma della Final Four, le prime due della classifica e le due finaliste di Coppa Italia staccherebbero il biglietto. Proprio la Coppa Italia ha già indicato una protagonista: la Lazio, fresca finalista, è in pole position per partecipare alla spedizione del 2027.
Addio Riad: si vola negli Stati Uniti?
Un altro grande interrogativo riguarda la sede. Il contratto con l’Arabia Saudita scade ufficialmente con l’edizione del 2026 e, per il 2027, Riad sarà impegnata nell’organizzazione dell’Asian Cup. Questo scenario apre le porte a nuove suggestive location: la Florida è attualmente l’ipotesi più concreta. Portare la Supercoppa negli Stati Uniti rappresenterebbe un’operazione di marketing senza precedenti per il brand Serie A, a pochi mesi dal Mondiale americano. Resta però viva l’opzione del ritorno in Italia, caldeggiata dai tifosi che vorrebbero tornare a vivere il trofeo negli stadi di casa.
La sensazione è che la Supercoppa non sia più soltanto un trofeo da esporre in bacheca, ma un laboratorio politico e commerciale. Scegliere tra la tradizione della sfida secca e il glamour di un tour oltreoceano definirà la direzione del nostro calcio per i prossimi anni. In un’epoca di calcio globale, il bilanciamento tra i sentimenti dei tifosi e le esigenze dei bilanci resta la sfida più difficile da vincere.
di Vincenzo Letizia