Elisabetta Esposito, Mario Fabbroni, Nicola Nenci, Marco Russo e Raffaele Di Fusco a Un Calcio alla Radio

Marco Russo: “Como, ora la dimensione è cambiata. Napoli ha più qualità dell’andata”


A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Marco Russo di Dazn: “Fabregas propone un calcio differente rispetto agli altri allenatori di Serie A, provoca un po’ di antipatie in generale. Si dice che il suo stile di calcio è rischioso e nasce così la battaglia con i risultatisti. È un modo di far calcio che va verso la direzione europea. Non senza trascurare la fase difensiva. Quasi tutti i club di vertici basano il loro obiettivo sulla qualificazione di Champions League, ma è un obiettivo finanziario. Ma il tifoso non gode per un quarto posto, vuole arrivare al risultato. Il quarto posto è un obiettivo finanziario per costruirsi un futuro migliore. Il Como può qualificarsi in Champions? Sì, ma deve battere il Napoli. Per me è dentro la lotta. Posso capire che Fabregas faccia discorsi per evitare di essere paragonato a Roma e Juventus, ma adesso è cambiata la dimensione. È una squadra giovane, con tanti ragazzi che lottano per la prima volta per l’Europa. Dal canto suo prova a limitare e rimettere i piedi per terra. Fabregas rappresenta a pieno la figura dell’allenatore moderno. Pensa al campo, ma anche alla comunicazione e alla gestione del gruppo. Che partita farà il Napoli? Rispetto alla gara d’andata, il club azzurro ha più qualità. Il Como arriva a questa partita con una vittoria sulle spalle”

Raffaele Di Fusco: “Il mio ricordo di Maradona dello Scudetto del 1990″”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Raffaele Di Fusco: “Quando si arriva a quei momenti, hai addosso una carica pazzesca e non vedi l’ora che inizi la partita. Il mio primo pensiero però fu dare gli auguri di compleanno a mia moglie. Difficile spiegare a parole uno Scudetto, perché ti vengono in mente tantissime cose dai momenti belli ai momenti non belli. Le piccole contestazioni, si fanno tanti pensieri, però è tutto rivolto alla vittoria finale. Vincere quel secondo Scudetto non è stato male. Erano già 4-5 anni che avevamo una squadra di vertice, perché arrivavi dalla Coppa UEFA vinta…Il Napoli teneva testa in Europa. E Marco Baroni ci diede una grande gioia. Diego come era nei momenti cruciali? Dava una carica pazzesca, ma vedevi in lui una sicurezza che trasmetteva a tutti. Quando si avvicinava la fase finale non ho mai visto Maradona preoccupato. Vi ricordate il famoso riscaldamento di Coppa UEFA? Si prese addosso tutte le attenzioni. Trasmetteva quello che magari non riuscivi ad afferrare. Diego era un punto di riferimento assoluto. Come può il Napoli tenere testa anche in Europa? Non deve avere tutti questi infortuni. Qualcosa si è sbagliato e lo sanno quelli dello staff tecnico e medico. Conte lo sa. Negli errori, la bravura di Conte è stata quella di restare al secondo posto. Servono poi un ritocco per reparto. Lasciando andare Anguissa, Lukaku e Juan Jesus già abbassi media età e monte ingaggio. Il Napoli l’anno prossimo sarà molto più competitivo di quest’anno. Se mi piace Sarri in caso di addio di Conte? Tutto è possibile, con Sarri abbiamo visto un calcio spettacolare. Ma è vero che Sarri ha fatto quel tipo di gioco perché aveva una rosa adatta e perfetta per quel tipo di gioco. Non ha mai ripetuto quell’anno, perché non ha mai avuto Callejon, Mertens e Insigne. Se dovessi preferire tra Conte e Sarri, direi Conte. Antonio è sinonimo di mercato e di vittoria. Il mercato di quest’anno è stato un disastro, ma i mercati migliori sono stati quelli di Benitez e Giuntoli. Va analizzato anche Manna, bisogna criticare soldi spesi importanti per alcuni calciatori che Conte non ha sfruttato. Kvaratskhelia giocatore più forte passato a Napoli post Maradona? Abbiamo avuto anche altri grandi giocatori come Careca, Higuain…Diciamo che nel ruolo di Kvara, lui è stato in assoluto il più bravo”

Nicola Nenci: “Napoli su Diao del Como. Ecco come sta Nico Paz”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Nicola Nenci: “Appuntamento cruciale contro il Napoli? Per la storia e dimensione del Como dice che la Conference League potrebbe essere anche abbastanza, ma la piazza spera nell’Europa League e qualcuno non ha neanche smesso di guardare alla Juventus. Dopo la gara contro la Roma il Como era in grandissima condizione. Dopo però è successo qualcosa, da Udine alle due gare dell’Inter. Poi c’è stata la sconfitta contro il Sassuolo. Ha preso nove gol. È stato un momento strano, forse le pressioni. C’è da dire che a Genova abbiamo rivisto un Como molto simile a quello che non vedevamo da tempo. Il Napoli trova il Como sul pezzo. Mercato del Como del domani? Questo nodo Nico Paz si scioglie: dalla Spagna danno per certo che il Real Madrid lo rivuole. Una qualificazione alla Champions potrebbe aprire uno spiraglio per farlo restare un altro anno al Como. Poi serviranno dei giocatori fatti e finiti per fare un ultimo step in vista dell’Europa. Nico Paz cos’ha avuto? Ha avuto un colpo in testa contro il Genoa, non vedeva bene, ha fatto una tac di controllo, ma sui social ha detto che sta bene. Ci sarà contro il Napoli. Perrone in chiave Napoli? Sappiamo che c’è anche Diao, su cui c’è anche l’Inter. Veniva valutato 60 milioni l’anno scorso. C’è anche da dire che il Como lavora molto sul merchandising e di incremento del fatturato. Qui sono tutti tranquilli”

Elisabetta Esposito: “FIGC commissariata idea smontata. Rizzoli all’AIA: cosa sta succedendo”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuta Elisabetta Esposito della Gazzetta dello Sport: “Succede di tutto in questo momento nel Mondo arbitri. È decaduto Antonio Zappi, nel momento in cui dall’altra parte c’è l’inchiesta su Rocchi. Ora sono anche senza presidente, è un bel macello. I prossimi step? Gervasoni dovrebbe rispondere, mentre Rocchi non parlerà davanti al pm. Il Mondo arbitri dovrebbe essere trasparente, ma sono anni che non è così. Si è fatto il nome di Rizzoli: cosa succede? Ci sono degli elementi che portano al commissariamento dell’AIA con Rocchi. Anche prima di quest’ultima tempesta, sono mesi che si parla di emergenza del settore arbitrale e lo stesso Gravina aveva messo giù un piano di riforme. Non sappiamo cosa succederà con la riforma, dipenderà dal presidente. Il pressing sul commissariamento della FIGC si sta smontando giorno dopo giorno. C’è stata una presa di posizione forte da parte di Buonfiglio, il presidente del CONI, che non vuole farsi influenzare da destra e sinistra per commissariare la Federcalcio. Chi del mondo arbitrale può avere intenzioni nel favorire l’Inter? Bisogna capire il perché sono state fatte certe cose, ma se non ci sono prove tra un esponente X e Rocchi, stiamo parlando del nulla. Elezioni presidente FIGC sarà l’evento più divertente da raccontare nelle prossime settimane? Sì, ma sapremo qualcosa di più nei prossimi giorni. Malagò sembra aver stuzzicato la componente Assocalciatori grazie alla sua passione per lo sport”

Mario Fabbroni: “PSG-Bayern ci fa capire che l’Italia fuori dal Mondiale non è uno scandalo”


A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto il quinto ospite: “PSG-Bayern credo che paradossalmente il risultato, i gol, siano la cosa meno evidente di questa partita. Mai come stavolta gli highlights non servono a nulla. Non danno idea di cosa è accaduto. La velocità di esecuzione dei giocatori in campo che noi in Serie A non abbiamo mai visto. Lanci, sovrapposizioni, coast-to-coast, verticalizzazioni, tre passaggi e si andava in porta…La forza e l’imponenza del Bayern, che come squadra è più forte del PSG, ma ci sono dei solisti nei parigini che fanno gol nel giro di 7-8 minuti. PSG-Bayern come Germania-Italia del ’70? Assolutamente sì e io me la sono rivista tante volte. Quella partita, nel primo tempo fu una partita abbastanza normale, poi si accese. Oggi la guardiamo come se quei giocatori giocassero al rallenty, oggi il calcio è veloce. Lo spot di PSG-Bayern è proprio nella velocità, la perfezione tecnica con cui sono state fatte determinate giocate. Siamo in una fase devolutiva, il nostro tatticismo non ci porta da nessuna parte. L’Inter ne ha beccate cinque contro il PSG. La differenza è nella velocità e non arretrare mai. Poi gli italiani hanno costruito sulla leggenda del catenaccio e contropiede tre titoli mondiali su quattro. Però c’è una differenza enorme nella qualità e tecnica, a che livello e che velocità, tra gli altri e i migliori del nostro campionato. Non si colma questo gap in poco tempo. Devi ripartire, dai bambini in su, insegnando un certo tipo di calcio. Devi pensare a come prevalere in campo senza speculare. Questo PSG-Bayern ci ha reso ancora più evidente che non c’è stato lo scandalo che l’Italia è stata eliminata dalla Bosnia. Si è messa ad un livello così basso che alla fine duella con la Bosnia”

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