Il Bologna esce dal “Maradona” con tre punti pesantissimi dopo una gara di sofferenza, carattere e cinismo. Una vittoria per 3-2 che certifica la compattezza del gruppo rossoblù, capace di resistere all’assedio partenopeo nella ripresa e colpire nei momenti decisivi. Ai microfoni della stampa, i protagonisti del match analizzano la prestazione, tra autocritica, gioia per il gol e ambizioni europee.
MASSIMO PESSINA
«Come sto? Bene, è stata una bella partita in un’atmosfera bellissima. Il Napoli ci ha schiacciato nel secondo tempo e noi siamo stati bravi a soffrire insieme e a pungere nelle ripartenze. Se ho sbagliato poco o niente? Più o meno… in realtà ho sbagliato tanto con i piedi e ho fatto soffrire la squadra in fase di impostazione. In partita mi sono sciolto dopo un po’, ci sono stati momenti con più tensione ma fa parte del calcio».
«Il gruppo mi ha aiutato tantissimo in questi mesi; è un ambiente sano, con elementi di esperienza che sanno guidarci. È un gruppo bellissimo, mi sono trovato bene da subito e dopo questa vittoria mi sento ancora più inserito. In stagione abbiamo vissuto momenti no, ma siamo rimasti uniti e questo ci ha permesso di uscirne. Chiunque si troverebbe bene qui a Bologna. La somiglianza con Kimi Antonelli? Anche Castro me lo dice sempre, ormai è diventato un meme».
JONATHAN ROWE
«Sono molto felice per la partita e per il gol che ho segnato. Siamo stati bravi tutti, ogni singolo ragazzo ha dato il massimo. Se sto diventando il top player della squadra? Non ero contento di partire dalla panchina, ma poi Italiano mi ha messo in campo perché c’era da vincere e così è stato. Devo fare i complimenti anche a Bernardeschi, aveva segnato un gran gol».
JUAN MIRANDA
«Abbiamo fatto una grande partita di squadra in un campo molto difficile. Vincere qui a Napoli non è mai banale, specialmente in una sfida così accesa».
«È una grande soddisfazione, nonostante in questa annata abbiamo raccolto meno rispetto alla scorsa stagione. Il nostro obiettivo però deve essere chiaro: dobbiamo tornare in Europa, perché abbiamo una grande squadra e le qualità per giocarcela».
Il successo del Bologna a Napoli non è solo un risultato di prestigio, ma il segnale di una squadra che, nonostante le fluttuazioni della stagione, non ha perso la propria identità. La capacità di soffrire evidenziata da Pessina e l’impatto dei subentrati come Rowe sono i pilastri su cui Italiano può costruire il finale di campionato, con l’Europa che resta il mirino dichiarato di uno spogliatoio che sembra aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori.