Il Bologna ritrova il sorriso e i tre punti nella prestigiosa cornice del Maradona, superando il Napoli in una sfida di sofferenza e carattere. Vincenzo Italiano si presenta ai microfoni della sala stampa visibilmente soddisfatto per una vittoria che interrompe un digiuno realizzativo durato quattro turni e rilancia le ambizioni rossoblù in classifica.
«Abbiamo sofferto, lo ammetto. Temevo il terzo gol del Napoli che non è arrivato, ma siamo stati bravi a restare in partita». L’analisi del tecnico parte dal peso specifico del risultato, figlio di una gestione tattica accorta e di intuizioni dalla panchina che hanno cambiato l’inerzia del match.
Mister, una vittoria che pesa. Quanto è importante aver ritrovato il gol dopo un periodo di astinenza così lungo?
«Migliora sensibilmente la nostra classifica. Venivamo da quattro partite senza segnare, un dato onestamente troppo brutto per essere vero, specie considerando quanto creiamo. Oggi finalmente la ruota è girata, nonostante i soliti legni; Orsolini quest’anno detiene quasi un record europeo per pali e traverse colpite. Quando il centrocampo gira come oggi, tutto diventa più fluido».
Bernardeschi sembra un giocatore ritrovato, mentre Rowe è stato l’uomo della provvidenza. Come valuta le loro prestazioni?
«Bernardeschi è ufficialmente esploso, è un campione e per noi rappresenta una scommessa vinta. Su Rowe sapevamo che serviva pazienza: è un ragazzo inglese, ha avuto bisogno di quattro mesi di ambientamento, ma ora sta dimostrando il suo valore. Sono felice che sia stato lui, subentrando, a siglare il gol decisivo».
Qual è stato il segreto per battere questo Napoli, considerando anche il precedente in Supercoppa?
«Non ci sono armi segrete. Contro il Napoli devi prepararti maniacalmente per non consegnare loro il pallino del gioco, altrimenti non vedi mai la palla e diventano letali. In finale di Supercoppa li avevamo trovati in una condizione psico-fisica straripante, stavolta in campionato siamo stati più bravi noi. Abbiamo 52 punti e l’obiettivo è accorciare sulla quota raggiunta lo scorso anno».
La gestione del doppio impegno tra campionato ed Europa League ha tolto qualcosa a questo Bologna?
«Giocare il giovedì e la domenica ti porta inevitabilmente a perdere qualche punto per strada. Siamo stati l’ottava squadra del ranking in Europa League, un percorso che ci rende orgogliosi ma che richiede un dispendio enorme. Ci sono annate in cui rendi meglio fuori casa che tra le mura amiche, fa parte di un percorso di crescita che include anche il dover accettare alcune decisioni arbitrali discutibili».
La vittoria di Napoli restituisce a Italiano un gruppo consapevole dei propri mezzi e, soprattutto, un attacco finalmente ritrovato. Con un Bernardeschi in stato di grazia e un Rowe sempre più integrato, il finale di stagione del Bologna promette di essere ancora tutto da scrivere, con lo sguardo rivolto a quella quota punti che lo scorso anno sancì il capolavoro rossoblù.