Massimiliano Allegri, tra il tricolore azzurro e la pista di Agnano: il debutto del “corto muso”di Redazione Giornalistica

Max Allegri “debutta” all’ippodromo di Agnano. Nel premio intitolato a Bruno Agriformi, storico fantino della razza Spineta, scende in pista Afromisia, una bella saura di tre anni che indossa la giubba amaranto (gli stessi colori del Livorno calcio) della scuderia Al.Ma., che sta per Allegri Massimiliano.
Mentre il mondo del calcio attende con il fiato sospeso il semaforo verde che lo porterà a sedersi ufficialmente sulla prestigiosa panchina del Napoli, Massimiliano Allegri non tradisce la sua natura e si rifugia nel suo primo, grande amore: l’ippica. All’ippodromo di Agnano va in scena un debutto speciale che profuma di scaramanzia, passione e ambizione.
Il tecnico livornese, formalmente designato alla guida dei partenopei, ha scelto la storica pista napoletana per far correre Afromisia, una splendida saura di tre anni di proprietà della scuderia Al.Ma. La cavalla, iscritta al ricco premio handicap intitolato a Bruno Agriformi (con un montepremi di 28.700 euro), ha sfilato indossando la storica giubba amaranto. Una scelta cromatica che non è un caso, bensì un fiero omaggio al Livorno calcio e alle radici del mister.
Quella di Allegri per i cavalli è una storia antica, nata quando a soli dieci anni il nonno lo accompagnava al Caprilli di Livorno. Un legame profondo che ha saputo plasmare persino il suo linguaggio calcistico: il celebre filone del «corto muso», diventato un tormentone nazionale per definire le vittorie di misura sul rettangolo verde, è un gergo prettamente ippico prestato ai campi di Serie A. E i cavalli, a Max, hanno sempre portato fortuna. Dai tempi del debutto come allenatore, quando l’allibratore sarcastico gli disse che sarebbe stato più facile allenare in massima serie piuttosto che veder vincere il suo grosso outsider Minnesota, Allegri ha costruito una carriera parallela di successi: «Minnesota vinse e io ho allenato in Serie A», ricorda oggi con orgoglio.
Da piccolo scommettitore a proprietario di spicco, la svolta manageriale è arrivata nel 2021 con la fondazione della Al.Ma. Racing Italia, nata insieme agli storici amici livornesi Marco Caroti e Amerigo Alessi. Oggi la scuderia vanta otto cavalli di galoppo in Italia e tre trottatori, affidati a scuderie rinomate come i Botti. I successi di prestigio non sono mancati, come lo storico en-plein nella notte di Ferragosto 2025 al Caprilli, dove i suoi purosangue Strong Alpa e Fly By Fly si sono imposti al primo e secondo posto nella leggendaria Coppa del Mare.
Oggi Allegri segue i suoi campioni prevalentemente in TV o sullo schermo del computer, limitando le incursioni ma mantenendo contatti telefonici quotidiani con gli allenatori. Ad Agnano, a rappresentarlo e a ritirare i trofei, ci sono i fidati Caroti, il «co-proprietario senza portafogli», e Alessi, il «general manager». Ma la linea strategica è una sola ed è chiarissima: a decidere gli acquisti e le mosse decisive, forte di una competenza tecnica fuori dal comune, è sempre e solo Max.

L’approdo sotto il Vesuvio si colora così di un affascinante dualismo: la pressione di una piazza calcistica caldissima e la serenità strategica dei box dei cavalli. Se il buongiorno si vede dal “corto muso” di Agnano, i tifosi del Napoli possono stare certi che la gestione della squadra sarà salda, lucida e focalizzata sull’obiettivo finale.

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