Elmas e la sua celeste nostalgia: «Napoli, già mi manchi. Su Allegri e Conte vi dico che…»

Un legame indissolubile, plasmato tra le gioie della Coppa Italia alzata in un Olimpico deserto e la storica apoteosi del terzo scudetto. Eljif Elmas porta Napoli nel cuore e non ne fa mistero. Oggi al Lipsia, il centrocampista macedone, intervistato da Il Mattino, analizza la sua avventura in azzurro, le sue molteplici vite tattiche e il futuro del club che lo ha reso grande.
Elmas, per prima cosa: ma lei in che ruolo gioca?
«Io sono un numero 10. Lo so, non è l’epoca giusta per quelli come me. Ma io mi sento un calciatore con fantasia, a cui piace giocare a tutto campo. Ma a Napoli ho fatto tutto e di tutto. Se volevano avrei fatto anche il braccetto o il terzino… E ho dimostrato sempre la mia disponibilità totale».
Il riscatto, però, non è arrivato.
«Lo accetto, fa parte del gioco. Io non ho recriminazioni, né rimpianti. Ed è giusto che il Napoli abbia fatto le proprie valutazioni».
Allegri è l’allenatore giusto per continuare nel ciclo Conte?
«Penso proprio che sia un vincente, che abbia vinto tantissimo alla Juventus. È cambiato rispetto a quando guidava i bianconeri: all’epoca ricordo il suo gioco più offensivo e aggressivo, spesso un 4-3-3. Quest’anno, quando l’abbiamo affrontato con il Milan anche in Supercoppa, mi è apparso più accorto, più attento alla fase defensiva. Ma sono certo che sia l’uomo giusto per Napoli e il Napoli».
Già, Napoli. Cosa è per lei.
«Una città straordinaria, dove i tifosi danno una spinta costante. Una passione che si fa fatica a mettere da parte come se nulla fosse. Riportare lo scudetto dopo un’attesa di 33 anni è stata un’emozione straordinaria. Peraltro al termine di un campionato dominato, dove abbiamo dimostrato di essere una squadra unica. Come in quel 5-1 con la Juventus. Per giorni i tifosi mi offrivano caffè e dolci ovunque. Per come abbiamo trionfato, sembrava quasi una cosa semplice, invece è stato un cammino favoloso, iniziato con quella striscia di vittorie che ci ha fatto subito sentire imbattibili».
Cosa le ha dato Spalletti?
«Lui ci chiedeva sempre di giocare, di puntare sulla tecnica, di cercare il pressing, di non gettare mai via la palla e di non accontentarci del gol fatto. Perché bisognava sempre insistere».
E Antonio Conte?
«Un altro maestro per me. Per lui non era sufficiente un giorno di lavoro per raggiungere certi risultati. Ripeteva sempre che non ne bastavano neppure due o tre. Diceva che alla base di tutto c’è il lavoro costante e continuo e che non dovevano esserci momenti di pausa, per rilassarsi dopo una vittoria. Quello che si fa ogni giorno porta alla vittoria o alla sconfitta. Ho giocato 44 partite con lui e ne sono fiero. Lui è molto attento alla parte difensiva del lavoro che non coinvolge solo i difensori ma tutta la squadra in campi. Il mister ha dato tanto al Napoli».
Si aspettava che sarebbe andato via?
«No, onestamente proprio è stata una sorpresa. Non aveva mai dato questi segnali ed ero certo che alla fine sarebbe rimasto, che avrebbe continuato nel Napoli. Ma anche lui avrà pensato che il suo futuro non era lì, che andava costruito altrove. Come sto facendo io adesso».
Dopo Bologna ha pensato che potesse andar via?
«Il clima era particolare, ma in fondo ho solo atteso che si realizzassero gli eventi. Senza voler entrare nei dettagli della situazione che si era creata».
Quale è stata la partita in cui si è visto il miglior Elmas?
«Secondo me non si è mai visto. Ma non perché cambiavo continuamente posizione sul terreno di gioco, quello fa parte del gioco. Un po’ tutti si adattano alle situazioni e alle emergenze, perché quasi mai non ci sono infortuni o indisponibili».
Ecco, la domanda delle domande: senza tutta la sfortuna che avete avuto, poteva arrivare lo scudetto-bis?
«Forse potevamo fare qualche punto in più, ma bisogna anche riconoscere la forza dell’Inter che a mio avviso ha vinto meritatamente il titolo italiano. Ma la nostra è stata una stagione super, perché la Supercoppa a Riad è un trofeo che ci riempie d’orgoglio. Eravamo i campioni d’Italia, tutti ci aspettavano per lo sgambetto, per togliersi la gioia di batterci. Noi abbiamo fatto una stagione a testa altissima. Peccato solo per la Champions: anche noi ci siamo rimasti male per non aver passato la fase a gironi. Ma il calcio è questo e bisogna sempre accettare le sentenze del campo».
Come è la serie A vista dalla Germania?
«Resta sempre un campionato emozionante, combattuto, tatticamente unico. Non so cosa mi riserva il destino, al Lipsia ho altri due anni di contratto e sono pronto a qualsiasi soluzione».
Anche tornare al Napoli?
«Non vedo motivi per poter dire di no. Napoli dà felicità ed emozioni. Ogni calciatore dovrebbe nella sua vita vivere l’esperienza di giocare in una città che vive per il calcio».
È rimasto in contatto con gli azzurri?
«Siamo stati un bel gruppo anche fuori dagli allenamenti. Ma in questi giorni ognuno pensa al lavoro che c’è da fare con il proprio club: noi siamo qui a Lipsia, il Napoli in montagna e non è il momento di scambiare messaggi».
Ma Conte ct la sorprenderebbe?
«La cosa che mi sorprende, giocando nel calcio italiano dal 2019, è che per la terza volta l’Italia non sia riuscita a conquistare il pass per il Mondiale. Conte sarebbe perfetto per chiunque, figurarsi per la Nazionale. Ma io nella mia mente devo avere solo la mia Macedonia».
Cosa si augura per questa stagione?
«A Lipsia sto bene, la Bundesliga è uno dei campionati top d’Europa. Il mio futuro lo costruisco io ogni giorno. Vedremo quello che succede…».
Parole che sanno di maturità e nostalgia profonda. Eljif Elmas non dimentica il passato azzurro, incorona i suoi vecchi maestri e guarda con rispetto al nuovo corso di Allegri all’ombra del Vesuvio, lasciando un portone aperto per un domani che potrebbe tingersi nuovamente di azzurro.

di Vincenzo Letizia

avatar dell'autore
Vincenzo Letizia
Vincenzo Letizia, giornalista sportivo napoletano classe 1972, ha collaborato con numerose testate nazionali e locali, tra cui Il Golfo, Il Tempo, La Verità, Cronache di Napoli e Il Corriere di Caserta. Ha raccontato il calcio in radio e in TV, partecipando a trasmissioni come Campania Sport, Pane e Pallone, Area Azzurri e ideando format come PianetAzzurro TV. Dirige il portale sportivo pianetazzurro.it e coordina progetti editoriali dedicati all’informazione e al territorio. Accanto al lavoro giornalistico coltiva la scrittura creativa: ama il mare, la montagna, la natura e il punto esatto in cui sogno e nostalgia si trasformano in poesia.
Segui il canale PianetAzzurro.it su WhatsApp, clicca qui