IL CERCHIO DELLA VITA: YAMAL PROVA A SCALZARE RE MESSI NELLA FINALISSIMA DI NEW YORK

Un passaggio di testimone generazionale all’ombra del MetLife

Vent’anni esatti di differenza e un destino incredibilmente incrociato fin da una vasca da bagno del 2007. La finale dei Mondiali 2026 a New York tra la Spagna campione d’Europa e l’Argentina padrona del mondo in carica non è solo l’ultimo atto del torneo più prestigioso, ma si trasforma nel compimento del “Cerchio”. Da una parte la leggenda vivente, Lionel Messi, a 39 anni suonati, a caccia dell’ultimo trionfo per suggellare una carriera irripetibile. Dall’altra il “ragazzo di Rocafonda”, Lamine Yamal, che ha compiuto 19 anni da pochissimi giorni ed è già pronto a salire sul trono mondiale, diventando il terzo finalista più giovane della storia della Coppa del Mondo dietro solo a Pelé (1958) e Bergomi (1982).
La celebre foto del calendario dell’Unicef del 2007, scattata da Joan Monfort, in cui un giovanissimo Messi faceva il bagnetto al neonato Lamine, oggi assume i contorni di una vera e propria profezia. «Dobbiamo lasciare che Lamine segua la sua strada – ha commentato la Pulce alla vigilia – ma è innegabile che farà la storia, anche se stavolta spero non sia la sua volta». Dal canto suo, lo spagnolo affronta l’evento con la leggerezza disarmante dei predestinati: una passeggiata per New York con la fidanzata Ines Garcia poche ore prima del match e un’idea fissa: «Giocherò meglio che posso, come faccio sempre».

Qui Spagna: De la Fuente punta sullo show e sul talento puro

In casa delle Furie Rosse regna un clima di apparente serenità, nonostante un temporale estivo abbia scombinato i piani degli allenamenti della vigilia a Montclair, costringendo la squadra a ripiegare in palestra. Il commissario tecnico Luis de la Fuente è forte di una striscia d’imbattibilità impressionante che dura da ben 37 gare ufficiali (28 vittorie e 9 pareggi), con l’ultima sconfitta che risale addirittura al marzo 2024 contro la Colombia.
«Facciamo uno show, puntiamo sul talento», è il manifesto del CT iberico, che schiererà il collaudato 4-2-3-1. Davanti a Unai Simón, la linea difensiva vedrà Carvajal (o Pedro Porro), Laporte, Le Normand e Cucurella. In mediana la cerniera insostituibile composta da Rodri e Fabián Ruiz, mentre sulla trequarti agiranno le tre frecce: Lamine Yamal a destra, Dani Olmo al centro e Nico Williams a sinistra, a supporto dell’unica punta Oyarzabal. I dati confermano la solidità spagnola: una media di soli 0,31 Expected Goals concessi a partita in questo torneo, sintomo di una retroguardia imperforabile guidata da un Rodri in formato Pallone d’Oro.

Qui Argentina: Scaloni evoca lo spirito di Maradona e cancella la pressione

Sull’altra sponda, l’Albiceleste si presenta a questo appuntamento con la consapevolezza di chi ha dominato il calcio mondiale nell’ultimo quinquennio. Lionel Scaloni rigetta fermamente ogni accusa di presunzione o appagamento: «Non sentiamo la pressione, godiamocela. Abbiamo vinto tutto negli ultimi cinque anni, ma la modestia è di casa qui. Diego è sempre con noi». L’Argentina insegue la sua settima finale mondiale della storia, cercando di difendere la corona conquistata in Qatar.
Qualche dubbio dell’ultima ora per Scaloni riguarda il tridente e la scelta del modulo tra il 4-4-2 e il 4-3-3. In porta confermatissimo il “Dibu” Emiliano Martínez, che ha superato i problemi alla mano dichiarando di sentirsi “molto meglio”. La difesa vedrà Molina, Romero, Lisandro Martínez e Tagliafico. A centrocampo spazio a De Paul, Enzo Fernández e Mac Allister. Il grande dilemma riguarda l’attacco: Scaloni valuterà fino all’ultimo le condizioni e le caratteristiche tattiche per decidere se affiancare Julián Álvarez e Lionel Messi a una terza punta pura (come Lautaro Martínez) oppure optare per una maggiore copertura in mediana inserendo Paredes per arginare le discese devastanti di Nico Williams e Yamal.

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Vincenzo Letizia
Vincenzo Letizia, giornalista sportivo napoletano classe 1972, ha collaborato con numerose testate nazionali e locali, tra cui Il Golfo, Il Tempo, La Verità, Cronache di Napoli e Il Corriere di Caserta. Ha raccontato il calcio in radio e in TV, partecipando a trasmissioni come Campania Sport, Pane e Pallone, Area Azzurri e ideando format come PianetAzzurro TV. Dirige il portale sportivo pianetazzurro.it e coordina progetti editoriali dedicati all’informazione e al territorio. Accanto al lavoro giornalistico coltiva la scrittura creativa: ama il mare, la montagna, la natura e il punto esatto in cui sogno e nostalgia si trasformano in poesia.
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