Spagna Campione del Mondo 2026: Ferran Torres firma il trionfo mondiale contro l’Argentina

Il bis mondiale delle Furie Rosse: Torres spezza il sogno dell’Argentina ai supplementari

La Spagna sale sul tetto del mondo per la seconda volta nella sua storia. La nazionale guidata da De la Fuente compie un’impresa che evoca i fasti del ciclo leggendario del 2010 in Sudafrica, quando a decidere la finale contro l’Olanda fu una zampata di Andrés Iniesta al 115′. Questa volta, il destino mondiale si tinge ancora di blaugrana: è Ferran Torres a siglare la rete decisiva al minuto 106, spezzando un equilibrio che sembrava infinito e regalando il titolo alle Furie Rosse. Fallisce invece il tentativo di doppietta consecutiva dell’Argentina di Scaloni, un traguardo storico che nella storia del calcio resta riservato soltanto all’Italia (1934-1938) e al Brasile (1958-1962).
Il match si è rivelato una vera e propria battaglia di logoramento, condizionata da un caldo soffocante che ha inevitabilmente abbassato i ritmi di gioco. L’Albiceleste è apparsa visibilmente prosciugata dal punto di vista fisico, faticando a rendersi pericolosa e non riuscendo praticamente mai a calciare nello specchio della porta, se si escludono due fiammate disperate nei secondi finali dell’incontro. Le scelte iniziali di Scaloni – che ha lasciato in panchina big del calibro di Molina, Paredes e Lautaro Martinez per fare spazio a Montiel, Nico Gonzalez e Alvarez, accentrando McAllister – non sono bastate a scardinare l’assetto compatto della Spagna, scesa in campo con la stessa formazione che aveva eliminato la Francia in semifinale.
Il primo tempo ha visto gli iberici partire meglio, capaci di stabilirsi stabilmente nella metà campo avversaria e costringendo Lionel Messi a giocare a cinquanta metri dalla porta, isolato e lontano dalle zone calde. Nonostante il possesso palla, le occasioni nitide sono state pochissime: al 4′ un tiro-cross insidioso di Yamal è stato bloccato in due tempi da Martinez, mentre poco dopo il quarto d’ora ha fatto discutere un duro intervento di McAllister su Dani Olmo, giudicato da “cartellino arancione” ma non sanzionato dall’arbitro sloveno Vincic. L’Argentina ha perso per infortunio muscolare Lisandro Martinez sul finire della prima frazione (sostituito da Otamendi), specchio di una gara povera di lampi e bloccata tatticamente.
Nessuna scossa nemmeno nella ripresa, iniziata dopo un lungo intervallo di 27 minuti in perfetto stile show americano che non ha però giovato al ritmo della partita. Le mosse dalle panchine – con gli ingressi di Paredes (subito ammonito) e Molina per l’Argentina, e di Pedri e Ferran Torres per la Spagna – hanno preparato il terreno per il forcing finale degli iberici. Con l’Argentina stremata e arroccata in difesa, e rimasta persino in dieci uomini nel terzo dei quattro minuti di recupero a causa dell’espulsione di Enzo Fernandez, il match è scivolato inevitabilmente ai supplementari dopo che Martinez ha blindato il risultato respingendo una punizione insidiosa di Yamal.
Nel prolungamento, la Spagna ha faticato inizialmente a sfruttare la superiorità numerica, vedendosi anche annullare un gol di Nico Williams al 95′ per un contestato contatto precedente tra Merino e Otamendi. La svolta definitiva è arrivata al minuto 106, all’alba del secondo tempo supplementare: Ferran Torres ha trovato la deviazione vincente che ha trafitto Martinez e fatto esplodere la panchina spagnola. Il forcing finale dell’Argentina, priva di energie e lucidità, non ha prodotto effetti. La Spagna è di nuovo Campione del Mondo.

Questo trionfo certifica la straordinaria continuità del calcio spagnolo, capace di rigenerarsi attraverso il talento generazionale di Lamine Yamal e la concretezza di giocatori come Ferran Torres. L’Argentina esce sconfitta ma a testa alta, pagando a caro prezzo la stanchezza accumulata e una serata di totale isolamento per Messi. La gestione dei cambi e la lucidità nei momenti chiave dei supplementari hanno premiato la squadra che, nell’arco dei 120 minuti, ha cercato con maggiore insistenza la via del gol.

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Vincenzo Letizia
Vincenzo Letizia, giornalista sportivo napoletano classe 1972, ha collaborato con numerose testate nazionali e locali, tra cui Il Golfo, Il Tempo, La Verità, Cronache di Napoli e Il Corriere di Caserta. Ha raccontato il calcio in radio e in TV, partecipando a trasmissioni come Campania Sport, Pane e Pallone, Area Azzurri e ideando format come PianetAzzurro TV. Dirige il portale sportivo pianetazzurro.it e coordina progetti editoriali dedicati all’informazione e al territorio. Accanto al lavoro giornalistico coltiva la scrittura creativa: ama il mare, la montagna, la natura e il punto esatto in cui sogno e nostalgia si trasformano in poesia.
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