C’è un limite oltre il quale il calcio smette di essere passione e diventa un bancomat. E quel limite, ancora una volta, sembra essere stato superato.
Mentre DAZN annuncia che tutte le amichevoli estive delle grandi squadre italiane sono comprese negli abbonamenti Family e Full, spunta l’eccezione che ormai non sorprende più nessuno: il Napoli. Le cinque amichevoli degli azzurri saranno infatti disponibili soltanto in modalità pay-per-view, con un costo aggiuntivo per gli stessi utenti che già pagano un abbonamento.
Tradotto: paghi DAZN e poi paghi ancora per vedere il Napoli.
È difficile non chiedersi chi stia davvero vincendo in questa partita: il tifoso certamente no.
La scelta, legittima dal punto di vista commerciale, rappresenta però l’ennesimo schiaffo a una tifoseria che negli ultimi anni ha visto aumentare il prezzo di praticamente tutto: abbonamenti televisivi, merchandising, biglietti e contenuti esclusivi. Adesso persino le amichevoli estive, tradizionalmente considerate un momento di avvicinamento gratuito o comunque accessibile alla nuova stagione, diventano un prodotto premium.
Viene spontaneo domandarsi se la passione del popolo napoletano venga ormai considerata una risorsa da monetizzare fino all’ultimo euro.
Aurelio De Laurentiis ha sempre rivendicato una gestione imprenditoriale del Napoli. Nessuno mette in discussione il diritto di una società privata a massimizzare i propri ricavi. Ma esiste anche un equilibrio tra business e rispetto per chi, ogni settimana, riempie gli stadi, acquista maglie, sottoscrive abbonamenti e sostiene la squadra ovunque.
In questa vicenda, invece, sembra prevalere un messaggio chiaro: se vuoi vedere il Napoli, paga ancora.
E DAZN? Anche la piattaforma non esce bene da questa operazione. Chiedere un pagamento extra a utenti che già versano un canone mensile rischia di alimentare la sensazione di un calcio sempre più frammentato e costoso, dove ogni contenuto diventa un’occasione per mettere mano al portafoglio degli appassionati.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il tifoso diventa cliente, il sentimento diventa fatturato e la fedeltà viene premiata con un nuovo addebito.
Il calcio moderno continua a parlare di passione, appartenenza e valori. Poi, però, arriva il momento di aprire il portafoglio. Ancora una volta.
E forse la domanda più scomoda resta proprio questa: fino a quando i tifosi continueranno ad accettare tutto questo?