OBIETTIVO NAPOLI – Amichevole Arezzo-Napoli: difesa colabrodo e zero gioco per Allegri

di Vincenzo Letizia

L’Arezzo mette a nudo i buchi di un Napoli senza bussola

In’amichevole d’inizio estate non fa primavera, né tantomeno traccia i contorni definitivi di una stagione. Ma se la forma si affina con i km nei polmoni, le idee — e le lacune — sono roba da mostrare subito, a costo di sfigurare. E il primo Napoli della stagione, caduto contro un Arezzo visibilmente più avanti con la preparazione, ha mostrato ben più di un semplice ritardo di condizione: ha palesato vuoti di memoria, d’organico e di strategia.
Il verdetto del campo, per quanto acerbo, è stato impietoso. A fare la differenza non è stata solo la brillantezza atletica dei toscani, ma l’imbarazzante vulnerabilità di una retroguardia azzurra lasciata sguarnita e in balia delle folate avversarie. L’addio di Juan Jesus e i contemporanei stop di Buongiorno e Beukema hanno spalancato una voragine nel cuore della difesa che non può essere rattoppata con l’adattamento o con la speranza. Serve un centrale di spessore, di quelli con la personalità e i gradi per guidare il reparto nei momenti di tempesta.
Qui casca l’asino, o meglio, s’inceppa la logica societaria. Risulta francamente incomprensibile la scelta di lasciar sfumare un profilo solido come Mario Gila, per il quale i dettagli dell’accordo sembravano già definiti. Sentir parlare di casse vuote o di necessità impellente di cedere prima di poter affondare il colpo fa sorridere — e un po’ tremare — se applicato a una società virtuosa e patrimonialmente solida come il Napoli di Aurelio De Laurentiis. L’austerità a tutti i costi, quando le falle sono evidenti a occhio nudo, rischia di trasformarsi in un autogol contabile e sportivo.
Oltre ai singoli, a preoccupare è stato il canovaccio tattico. D’accordo, è soltanto il battesimo del campo, ma la squadra vista contro l’Arezzo è apparsa svogliata, senza bussola in mezzo al campo e priva di spartito. Massimiliano Allegri ha il dovere di infondere un’identità precisa e ridare morsi a un gruppo che oggi è parso distante, quasi svuotato.
Aurelio De Laurentiis e il suo allenatore cambino registro prima che i dubbi estivi diventino certezze autunnali. I fantasmi di stagioni tormentate dal cambio in panchina sono ancora troppo recenti per permettersi il lusso di sottovalutare i campanelli d’allarme.

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Vincenzo Letizia
Vincenzo Letizia, giornalista sportivo napoletano classe 1972, ha collaborato con numerose testate nazionali e locali, tra cui Il Golfo, Il Tempo, La Verità, Cronache di Napoli e Il Corriere di Caserta. Ha raccontato il calcio in radio e in TV, partecipando a trasmissioni come Campania Sport, Pane e Pallone, Area Azzurri e ideando format come PianetAzzurro TV. Dirige il portale sportivo pianetazzurro.it e coordina progetti editoriali dedicati all’informazione e al territorio. Accanto al lavoro giornalistico coltiva la scrittura creativa: ama il mare, la montagna, la natura e il punto esatto in cui sogno e nostalgia si trasformano in poesia.
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