Mutare pelle, inventarsi una nuova identità in difesa, fingere di essere altri da sé. Giocare un calcio diverso, più attento, ma ritornando e essere quelli di una volta, con gli identici giocatori e col medesimo modulo dei tempi felici: il Napoli di Allegri è un gattopardo, un’utopia che fatica a diventare una realtà concreta. Cinque gol in due partite nei due anni di Conte non era mai capitato in campionato (ma in Champions ne ha presi 6 in un solo match a Eindhoven) ed è facile capire che dai disastri visti a San Siro che bisogna riprendere. Ovviamente, c’è un ma… perché il prossimo test è da brividi visto che l’Arsenal non è solo il campione della Premier ma è anche la squadra che lo scorso anno ha segnato 121 reti, eguagliando il primato dei gol del dopoguerra, stabilito nel 2016/17. C’è Viktor Gyokeres ma anche un insieme di talenti che lo spagnolo Mikel Arteta ha solo l’imbarazzo della scelta a selezionare.
Può giocare in tanti modi, l’Arsenal: contro il Chelsea, ieri, ha puntato su Havertz, Saka e Tzolis, con Odegaard alle spalle della prima punta. Dunque, Allegri in queste ore deve studiare delle contromisure. Dopo aver schierato per tre gare di seguito la coppia centrale Marin-Rrahmani, difficile poter ipotizzare che possa cambiare così in fretta. E poi con chi? Ovvio, le sue scelte a Milano hanno lasciato perplessi. Non solo per l’ingresso di un difensore in più, ma anche perché Badiashile è apparso decisamente ancora un pesce fuor d’acqua, buttato dentro nella gara che era diventata una battaglia corpo a corpo. E dove il francese ha sbattuto subito la testa contro Thuram. E allora? Marin ha momenti di gravi amnesie, anche se poi nei duelli individuali regge il colpo. E Rrahmani, costretto come è a correre ovunque, qualche passaggio a vuoto pure lo accusa. Impensabile, a questo punto, che possa passare a una difesa a cinque, come quella vista a San Siro contro l’Arsenal.
Si lavora per il recupero di Beukema, che appare quasi pronto: ma già per la Champions? Probabile che possa toccare il ruolo di titolare tra il Bologna e la Fiorentina, prima della sosta. Il prolungato forfait di Buongiorno, almeno fino a dicembre, e quello di Marianucci, consegnano queste soluzioni ad Allegri. Per mettere riparo ai disastri visti con Como e Inter, per evitare di dover fare cambi forsennati per sistemare situazioni difficili, Max lavora anche a una situazione speciale, con Di Lorenzo braccetto e Favasuli che può esordire come quinto a destra. Opzioni che non valgono per la notte di Champions: contro l’Arsenal non è tempo di esperimenti, già così quell’attacco contro questa difesa fa girare la testa.