Piovono tegole sull’infermeria azzurra e, con esse, inevitabili polemiche sulla gestione tecnica della rosa. L’esito degli accertamenti medici condotti nelle ultime ore non lascia spazio ad dubbi: per Zambo Anguissa si tratta di una lesione miofasciale di basso grado dell’adduttore lungo della coscia destra. Un problema muscolare che costringerà il mediano a un periodo di stop forzato, privando il centrocampo di una pedina fondamentale.
L’episodio apre tuttavia un dibattito acceso sulle scelte della guida tecnica. Mandare in campo al novantesimo minuto un calciatore palesemente non ancora al top della condizione fisica appare una decisione azzardata e priva di logica tattica. Un rischio evitabile che ha finito per costare caro sia al giocatore che all’intera squadra.
Ciò che lascia perplessi è anche la gestione delle alternative a disposizione: in un momento in cui serviva imprevedibilità e freschezza, la presenza in panchina di un Antonio Vergara in stato di grazia avrebbe meritato ben altra considerazione. Un profilo in forma smagliante, capace con una giocata di spaccare la partita e trovare il colpo vincente, è stato accantonato a favore di un inserimento affrettato e controproducente.
Gestire le risorse fisiche nel corso di una stagione complessa richiede lucidità. La speranza è che questo ennesimo stop serva da lezione per valutare con maggiore prudenza i rientri e per dare il giusto spazio a chi, come Vergara, ha dimostrato sul campo di meritare fiducia e continuità.