Un gol emulando Cristiano Ronaldo, un altro con le braccia allargate a ricordare Zlatan Ibrahimovic, idoli neppure troppo distanti nel tempo per un giocatore che invece ne ha ancora di tempo davanti a sé per diventare chiunque, per avvicinarsi a ogni suo eroe. Questi sono i giorni di Rasmus Hojlund, anni 23, il centravanti del Napoli che Allegri sperava di allenare già al Milan e che ha segnato tre gol in nazionale propiziandone un quarto nel corso delle partite di Nations League. Un nove tipico che fugge sulla linea del fuorigioco ma poi rientra, ripiega, si gira spalle alla porta, duella coi difensori e crea varchi con i suoi movimenti.
Ha segnato due gol in campionato, dodici un anno fa in stagione e ne ha una serie di obiettivi in una lista neppure troppo ristretta di buoni propositi per la stagione che sta per ricominciare, Dal Frosinone, dopodomani, al Maradona.
ALLO UNITED. C’è uno sfondo che porta a Old Trafford nel destino di Hojlund. I Red Devils non hanno solo accolto Hojlund, per due stagioni, dal 2023 al 2025, ma lo hanno anche ispirato nel ricordo dei campioni del passato e del presente che hanno vestito quella maglia: Manchester è stata la dimora calcistica di Ronaldo, poi per due stagioni quella di Ibra e, sempre per due anni, anche quella di Lukaku, l’altro idolo e riferimento. Arrivato a fine agosto 2025 proprio per sostituirlo dopo l’infortunio, portava con sé in valigia l’esperienza inglese, 26 gol e l’etichetta da mister 80 milioni a vent’anni, investimento che non ha di certo scosso quel ragazzo che intanto si faceva uomo e che il Napoli in totale (tra prestito e riscatto) ha pagato 50 milioni. RH9 con la sua Danimarca si è divertito a suon di gol ed esultanze artistiche: col Portogallo la dedica a CR7, contro il Galles penalty vincente e sguardo all’orizzonte a mani spiegate, come faceva Ibra. Poi, certo, Rasmus resta Hojlund, ha le sue doti e una personalità che lo porterà a definirsi presto.
CON MAX. Allegri lo ha riaccolto felice, martedì è tornato a lavorare in gruppo a Castel Volturno, sabato c’è il Frosinone e Hojlund, a proposito di ambizioni e buoni propositi, ha qualche idea sul futuro: vuole ritrovare il gol, che manca dall’Inter, 5 settembre, e poi spera di far coincidere gioia personale con successo collettivo. Finora due reti e due sconfitte, Inter e Como. Due prodezze, due gol dal nulla. Portano la sua firma e basta. Ci riproverà già sabato e la squadra, però, dovrà essere brava a supportarlo e sostenerlo. Poche le occasioni avute, fino ad ora: appena 14 tocchi in area piccola dall’inizio del campionato, pochi per un giocatore che si nutre anche degli istanti decisivi, che rende felicità anche un solo pallone vagante in area ma che aspetta gli assist giusti. Lui ci metterà tanti movimenti corretti e sarà come sempre generoso verso gli altri. Si farà trovare pronto e basso, a difesa del pallone, per scaricare e poi ripartire. Torneranno le fughe in avanti, come col Portogallo: scavino e gol. De Bruyne sa come lanciarlo, ma anche Politano, Neres, magari Lang. Il Napoli alle sue spalle, Hojlund al servizio del Napoli. Tra un idolo e l’altro.