Il 23 novembre 2014, lo stadio Presidente Perón di Avellaneda — celebre con il soprannome di El Cilindro — fu teatro di una delle sfide più decisive del campionato argentino tra il Racing Club e il River Plate. Oltre all’importanza della partita per la corsa al titolo, la serata passò alla storia per un fotogramma trasmesso in diretta televisiva che scosse l’opinione pubblica e gli appassionati di misteri di tutto il mondo.
Attorno al ventitreesimo minuto della ripresa, le telecamere dell’emittente ufficiale catturarono una figura argentea e semi-trasparente intenta a correre a grande velocità lungo la linea laterale del campo, proprio a ridosso dei cartelloni pubblicitari. Ciò che lasciò sbigottiti i telespettatori fu il fatto che la sagoma sembrasse attraversare gli addetti alla sicurezza e le persone presenti a bordo campo senza che nessuno notasse la sua presenza o provasse a fermarla.
Nel giro di poche ore il video invase la rete, scatenando le ipotesi più disparate tra i media internazionali e gli esperti di esoterismo locali. Tra la hinchada del Racing si diffuse immediatamente una convinzione romantica e suggestiva: la sagoma apparsa durante il match era lo spirito di Natalio Perinetti, storico attaccante ed eroe del club negli anni ’20, tornato al Cilindro per spingere la sua squadra verso la vittoria del campionato.
Sebbene le spiegazioni più scettiche abbiano in seguito attribuito il fenomeno a un semplice effetto ottico causato dal basso numero di fotogrammi della telecamera combinato alla corsa di un raccattapalle in carne ed ossa, l’episodio rimane uno dei casi di presunta attività paranormale più famosi e affascinanti della storia del calcio moderno.