EDITORIALE – Il Napoli annega nelle acque della laguna veneta

Editoriale post Venezia. Il Napoli, ieri pomeriggio, inaspettatamente, è annegato nella laguna veneta, in virtù del quinto ko stagionale, tra campionato e Coppa. Il Venezia del neo tecnico, mago delle salvezze, Davide Nicola, ha infatti battuto gli azzurri per 1 a 0, acuendo la crisi di risultati degli azzurri di Allegri, anch’egli colpevole di questo bruttissimo inizio di stagione. Quella di ieri, rappresenta una vera e propria figuraccia, perdere con l’ultima della classe che nelle prime sei giornate non aveva fatto nessun punto è una vergogna che offende i tifosi partenopei che fanno tantissimi sacrifici per seguire la loro squadra del cuore. Un Napoli, per l’ennesima volta svogliato, senza idee, senza cattiveria agonistica, senza fame ed incapace di impensierire il portiere. figlio d’arte Stankovic, il quale ha parato gli unici due rigori, solo al Napoli, in passato a Lukaku e ieri a De Bruyne, che, dal dischetto ha tirato malissimo. L’unico che si è salvato dallo sconcio totale  è stato il brasiliano Alisson Santos, che ha cercato di scuotere i compagni dal torpore, con delle buone giocate che, tuttavia, non sono valse nemmeno per arrivare al pari. Nel secondo tempo, gli azzurri hanno avuto uno scialbo dominio territoriale ma non sono stati capaci di costruire delle autentiche palle gol. Quali le cause di questo andazzo, a dir poco sconcertante, sebbene in rosa ci siano calciatori di un certo valore? Problemi, mentali? Appagamento totale? Stanchezza? Infortuni non smaltiti? Chi conosce le risposte è bravo. Io non so spiegarle. Se non si cambia registro, subito, c’è il rischio concreto di ripetere il campionato disastroso del dopo Spalletti. Non parliamo. poi di Lucca, il quale, a Venezia, ha per l’ennesima volta dimostrato di non valere affatto quanto speso per il suo acquisto: Neanche un dilettante, da solo,  in piena area di rigore. avrebbe lisciato quel pallone messo al centro da Giovane. Dieci punti in sette gare costituiscono un bottino assai magro per una formazione partita per lottare per le prime posizioni. Pure Garcia, dopo sette partite di campionato, fece meglio di Allegri, conquistando 14 punti. Eppure i numeri dicono che l’ex tecnico livornese è l’allenatore più vincente in Italia. avendo conquistato sei scudetti, cinque Coppe Italia, tre Supercoppe e due finali di Champions League. Un curriculum di tutto rispetto, senza dubbio alcuno. Pertanto, posso credere che le colpe maggiori vanno imputate ai giocatori, troppo vecchi, demotivati e senza orgoglio. Naturalmente, oggi non è il caso di recitare il “De Profundis”, visto che la stagione è lunghissima e c’è tutto il tempo per riprendersi, però se neanche dopodomani, in Champions, al Maradona,  non dovesse arrivare la vittoria, ci sarebbe da preoccuparsi non poco.

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