Un lunedì di passione e veleni in casa azzurra. Quando l’operazione per la cessione di Jesper Lindstrøm allo Schalke 04 sembrava ormai giunta ai dettagli burocratici, la società tedesca ha tirato un freno a mano improvviso quanto inatteso, facendo saltare sul più bello un affare da tempo nell’aria. La reazione del club partenopeo non si è fatta attendere ed è arrivata con la durezza di una nota ufficiale che lascia ben poco spazio alle interpretazioni diplomatiche: il Napoli valuta ufficialmente di adire le vie legali per tutelare i propri diritti.
Il comunicato del club e la ricostruzione del blitz sfumato
Secondo la ricostruzione fornita dalla società azzurra, il terreno d’intesa era stato ampiamente trovato nelle ultime 24 ore, senza che le cifre o le modalità di pagamento venissero mai rimesse in discussione. La doccia fredda è arrivata intorno all’ora di pranzo, quando lo Schalke ha fatto un repentino passo indietro adducendo motivi tecnico-strategici legati agli infortuni patiti da due propri tesserati nel fine settimana.
A nulla è servito il tentativo dell’area manageriale partenopea di venire incontro alle pretese dei tedeschi, accettando persino le modifiche contrattuali proposte per limitare i danni e chiudere l’accordo. La risposta definitiva del club di Gelsenkirchen, giunta nel tardo pomeriggio, ha confermato il definitivo disinteresse per il profilo del danese, smascherando — a detta del Napoli — un mero pretesto logistico per far saltare un’operazione già definita.
Ombre sulla direzione sportiva: un altro inciampo per Manna
Se l’atteggiamento dei dirigenti tedeschi si è rivelato poco lineare, è impossibile non accendere i riflettori sulla gestione della trattativa firmata Giovanni Manna. Per il giovane e inesperto Direttore Sportivo azzurro si tratta dell’ennesima beffa negoziale di una sessione di mercato tutt’altro che priva di ostacoli.
Troppo spesso, in questa finestra di trasferimenti, la dirigenza partenopea si è fatta trovare impreparata di fronte a repentini cambi di rotta delle controparti, lasciando aperte fino all’ultimo secondo trattative che avrebbero dovuto essere blindate ben prima di arrivare ai comunicati ufficiali. L’ingenuità nel concedere allo Schalke la possibilità di prendere tempo — forte di riserve mai del tutto sciolte — denota una mancanza di malizia ed esperienza ad alti livelli da parte di Manna, non nuovo a cadute di stile e inceppamenti operativi di questo tipo. Lasciarsi condurre per mano in un’operazione per poi trovarsi con il cerino in mano sposta l’asse della responsabilità non solo sulla mala fede dei tedeschi, ma anche sulla fragilità contrattuale ed esecutiva della dirigenza di Castel Volturno.
Un duro colpo per le casse del Napoli e per i piani di restyling della rosa, che ora costringerà l’ambiente a ricucire uno strappo tecnico ed economico mentre gli avvocati preparano le carte per le sedi competenti.