Fiorentina-Napoli, Higuain scalpita: vuole alzare la coppa

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Un altro passo avanti verso la finale. Gonzalo Higuain mostra un volto finalmente sorridente, immortalato dal cinguettio di Twitter. «Anche oggi terapie con Marco Di Lullo e il dottor De Nicola»: si procede secondo la tabella di marcia, con massaggi e antidolorifici. Ieri doppia razione di lavoro con qualche giretto di campo con scarpe da ginnastica, leggere accelerate e cambi direzione ma niente pallone.
Oggi il contatto con l’attrezzo da lavoro, il Pipita proverà a calciare e simulare la partitina che la squadra sosterrà prima della partenza per Roma. Tradotto in parole povere: si deciderà sull’impiego di Higuain contro la Fiorentina. Resta ottimista lo staff sanitario, lo è anche il calciatore che ha lasciato il centro sportivo di Castelvolturno tranquillizzando i tifosi: pollice verso come a dire «tutto ok, ce la farò».
Paradossalmente il più preoccupato è Rafa Benitez, che spera ovviamente nel recupero del suo bomber ma è consapevole che le sue condizioni atletiche non saranno ottimali. Alla fine Higuain andrà in campo ma senza aver messo nelle gambe la benzina di una settimana di allenamenti. Cosa di non poco valore e della quale un allenatore deve tener conto, così come porsi il problema di un’eventuale sostituzione.
Se l’argentino non dovesse farcela, Pandev centravanti sarebbe la logica e quasi naturale seconda scelta. Il macedone scalpita, ha nel proprio palmarès due trofei tricolori e vorrebbe siglare il triplete. Le cronache di Castelvolturno lo danno in grande spolvero, abituato com’è a giocare su grandi livelli l’alba e il tramonto di ogni stagione. Goran è fatto così, dà il meglio di sé in primavera.
Con il Pipita titolare, invece, Pandev sarebbe destinato alla panchina. Non sono amletici i dubbi di Rafa, l’allenatore spagnolo ha bene impressa nella mente la squadra da opporre alla Fiorentina. In riva all’Arno si fa pretattica, ogni giorno notizie di indisponibilità e di rivoluzioni tattiche stravolgono il mondo viola. Quello che ha in mente Montella lo sa lui e basta, Benitez ha scelto la formazione ma ovviamente non l’anticipa. Non l’ha mai fatto e non potrebbe farlo alla vigilia di una finale di Coppa.
L’altro grande dubbio in casa azzurra riguarda Hamsik. Tanti, troppi significati si celano dietro l’impiego o l’esclusione dello slovacco, diventato improvvisamente uomo mercato del Napoli. Marekiaro quest’anno ha deluso, inutile nasconderlo. Colpa – lui sostiene – dell’infortunio che l’ha messo ko per due mesi, il primo grande contrattempo della sua carriera. Ma per la finale vuole esserci, altro che! Lo ha detto a Benitez che in questi giorni ha «confessato» i giocatori uno ad uno per valutarne disponibilità ma soprattutto il grado di adrenalina. Rafa non vuole ammainare la bandiera Hamsik ma sa bene che una sua esclusione domani sera sarebbe un segnale molto indicativo per i programmi futuri.
Con Hamsik capitano, invece, il destinato a farsi da parte è Mertens, perché Callejon è intoccabile tatticamente parlando e perché Insigne garantisce quella copertura che invece il belga non ha ancora assimilato. Zuniga e Maggio faranno parte della spedizione romana ma non sono nei piani di Benitez, così come ovviamente il portiere Rafael in arrivo dal Brasile. Oggi ultimo allenamento in sede prima della partenza per Roma, si attende il fatidico sì per il Pipita. Che arriverà. Poi da papa Francesco per la benedizione tricolore con Gonzalo in prima fila. Da buon argentino.

Il Mattino

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