Maradona: “Voglio essere l’ambasciatore del Napoli. Il mio passato nella droga e lo scudetto…”

Diego Armando Maradona questa sera è ospite di Piuenne nel programma a lui dedicato “Ho visto Maradona”.

Perché Napoli? “Litigai con il Barcellona, volevo andare via. Il Napoli si fece subito avanti e questa fu per me una salvezza. Anche se la squadra non era alto in classifico, ero già a conoscenza della pizza per esempio. 
Devo ritornare a Napoli, voglio ritornare per vincere lo scudetto. Quando arrivai fu magnifico trovare 80mila persone che mi acclamavano sugli spalti del San Paolo”.

Sul suo passato nella droga: “Confesso che non ero felice, ora invece posso alzarmi dal letto al mattino e parlare tranquillamente con la mia famiglia e le mie figlie, è con loro che voglio stare ed è questo ciò che conta.  Prima la solitudine me l’andavo a cercare. Ora invece tengo alla mia salute: posso dire che non ho mai preso qualcosa per avere vantaggi sportivamente parlando”

Il centro sportivo di Soccavo: “Mi è rimasto nel cuore: lì avevamo un solo campo, mentre dai media apprendevamo dei grandi centri sportivi italiani come ad esempio lo era Milanello. Ma il nostro centro, anche se il terreno di gioco era duro, era magico. Grazie sempre a Carmando, se no eravamo nei guai.”

Sui ricordi legati allo scudetto: “Bruscolotti e Giordano sono rimasti miei amici: la nostra era una squadra fatta prima di  veri uomini. I tifosi meritavano qualcosa di importante: ricordo per esempio che con la Cremonese c’erano 75mila persone, per me è stato un grande orgoglio essere il capitano di quel gruppo. Giordano? Fui io a convincerlo a venire a Napoli, gli dissi: ‘Che ci fai con quella squadra, ti danno solo mattoni non palloni, vieni con noi!”.

Sul futuro nel Napoli: “I napoletani sono in tutto il mondo. L’idea di De Laurentiis? Bisogna capire se lo vuole fare per la gente o solo per se stesso. Io voglio essere l’ambasciatore del Napoli.  Lavezzi e Cavani? Se avessero continuato a giocare nel Napoli, oggi sarebbe una grandissima squadra.”

Sui prossimi Mondiale: “Saranno appassionanti: ritengo che le squadre europee calino quando giocano in Sudamerica. Brasile e Argentina hanno degli ottimi giocatori per vincere, non so se la Spagna può ripetersi. L’Italia può dare sempre del filo da torcere a chiunque. Il mondiale è una festa, ma anche una competizione imprevedibile. Prandelli? Un bravo allenatore, l’ho seguito ed ha un buon rapporto coi giocatori.”

Su Papa Francesco: “Credo molto in lui. Deve cambiare uno stato come il Vaticano per donare alla gente. Il Vaticano invece di dare alla gente, raccoglie da sempre, così come hanno fatto tutti i suoi predecessori, bisogna cambiare questa tendenza. Mi piacerebbe conoscerlo, parlare con lui e magari dargli anche alcuni consigli”.

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